Omicidio-suicidio

Con questo acronimo la cronaca ci ha abituati a una delle più terribili tragedie che possano colpire un essere umano e chi gli sta intorno. Se volessimo tradurlo con un termine più crudo e diretto, me ne verrebbe in mente uno solo: sterminio.

Oggi a Cisterna di Latina un Appuntato dei Carabinieri ha compiuto proprio questo: uno sterminio. Al momento in cui scriviamo, l’unica persona ancora viva è sua moglie, ricoverata in gravissime condizioni. Unica superstite di una tragedia che, se sopravviverà, è solo all’inizio: la sua famiglia (il marito e due figlie poco più che ragazzine) non c’è più.

In questo momento sui social sto leggendo le peggiori assurdità, nel più tipico stile italiano secondo il quale a calcio siamo tutti allenatori, su un circuito siamo tutti piloti. E in queste tragedie siamo tutti psichiatri. Invece no. Invece è il momento di fermarsi e – soprattutto – di rispettare la Morte. Non una parola in più su questo dramma, in omaggio alle vittime.

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I nuovi distintivi di qualifica della Polizia di Stato

A seguito del riordino delle carriere attuato con D. Lgs. n° 95/2017 il Signor Capo della Polizia ha nominato una Commissione di Studio che, attraverso un percorso di analisi strutturato e condiviso con le varie componenti istituzionali dell’Amministrazione della P.S., ha ipotizzato la seguente revisione radicale dei distintivi di qualifica, delle mostreggiature e dei fregi del Corpo.

Tale modifica tiene conto di numerosi fattori tra i quali:

  1. l’elevazione del titolo di studio per accedere ai ruoli iniziali del ruolo di base;
  2. l’introduzione di una carriera aperta dalla base;
  3. l’istituzione di nuove figure apicali con maggiori responsabilità: tali figure non costituiscono – è bene ribadirlo – un ulteriore grado aggiuntivo, ma sono create per valorizzare la singola figura professionale sulla base dell’anzianità di servizio e del ruolo rivestito;
  4. la caratterizzazione del ruolo Ispettori e delle carriere iniziali dei funzionari a sviluppo rispettivamente “direttivo” e “dirigenziale.

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Tutta questione di “like”….

BEOLCHI Giuseppe 6

 

Il 20 dicembre 2017 è morto un nostro Collega. Si chiamava Giuseppe Beolchi, era un Assistente Capo che prestava servizio presso la Polizia Stradale e che ha trovato la morte in un incidente stradale mentre stava intervenendo lungo l’autostrada all’altezza di Guardamiglio.

Giuseppe era uno dei tantissimi operatori che quotidianamente percorrono le nostre strade, molto spesso irrisi e insultati alle spalle quanto temuti e lodati quando te li trovi di fronte.

Oggi Giuseppe non c’è più.

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– I RACCONTI DI UN “DIGOSSINO” -INTERVISTA AL SOVRINTENDENTE CAPO IMBRIACO EUGENIO

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Raccontare la storia della Polizia attraverso le parole e gli occhi dei colleghi che hanno vissuto i periodi più cupi e particolari della nostra istituzione è sempre una forte emozione, tra un aneddoto e un racconto di vita poliziesca le parole di chi ha passato la propria esistenza con quella Giacca Blu indosso non sono mai sufficienti per raccogliere e spiegare l’emozione di una professione che ti assorbe completamente.
Tra queste persone, la redazione di Polizianellastoria ha conosciuto Eugenio Imbriaco, Sovrintendente Capo della Polizia di Stato in quiescenza, che negli anni di servizio attivo ha speso buona parte della sua carriera alla Questura di Bologna, presso la Digos.

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Una storia sbagliata

UNA STORIA SBAGLIATA

di Fabrizio Gregorutti

 

 

Avvertenza: solo i nomi di vittima ed assassino sono fittizi. Il resto della vicenda è autentica ed è stata ricavata dalle cronache dell’epoca.

 

” [l’espulsione dal Corpo delle Guardie di P.S è prevista quando il militare si sia reso responsabile delle seguenti violazioni:] le mancanze all’onore e al decoro, la pederastia, la camorra, la condotta immorale quando siffatte colpe non rientrino nel dominio della legge penale; le gravi mancanze alla disciplina quando siano accompagnate da pubblicità e scandalo; le tresche scandalose abituali”.

Dal Regolamento del Corpo delle Guardie di P.S.

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Intervista al Maresciallo di P.S. Arcangelo Stiuso

INTERVISTA AL MARESCIALLO DI P.S. ARCANGELO STIUSO

a cura di Gianmarco Calore, Michele Mastrosimone e Diego De Negri.

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Il maresciallo Stiuso ritratto con l’uniforme da allievo agente di P.S.: siamo nel 1942

 

La Redazione di Polizianellastoria è lieta di presentare l’intervista al Maresciallo di P.S. in quiescenza Arcangelo Stiuso, realizzata il 27 ottobre 2017.

Il Maresciallo Stiuso, di 94 anni, è probabilmente l’ultimo testimone vivente di ciò che fu la Polizia in una delle epoche più tormentate: quella del passaggio da Corpo degli Agenti di P.S. a Polizia Repubblicana e di nuovo a Corpo delle Guardie di P.S., finendo per passare all’odierna Polizia di Stato.

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Cadutipolizia.it: on line il nuovo portale!

Con immenso piacere comunichiamo che il sito Cadutipolizia.it è stato interamente rivisitato in tutti i suoi contenuti multimediali ed è adesso on line con una nuovissima veste grafica che permette una partecipazione diretta di ogni frequentatore attraverso la possibilità di postare i propri interventi direttamente all’interno della singola scheda del Caduto o nell’articolistica a firma dei vari Autori.

La nuova versione è fuibile al seguiente indirizzo:

http://www.cadutipoliziadistato.it/

Si tratta di un progetto in grado di offrire il meritato spazio della memoria a oltre 3000 Caduti della Polizia italiana di tutte le epoche, con nuovi criteri di ricerca e moltissime fotografie, alcune delle quali assolutamente inedite.

Molti ancora sono i Caduti in attesa di essere inseriti; molti di più coloro i quali non sono stati ancora scoperti. Ecco perchè la Redazione sarà ben lieta di ricevere qualsiasi notizia in grado di assicurare anche a Loro uno spazio virtuale di imperitura memoria.

Lo Staff di Polizianellastoria.it

I fantasmi del passato, l’ignoranza del presente

 

All’indomani dell’approvazione della c.d. “legge-Fiano” da parte della Camera c’è da restare annichiliti dal tentativo dei soliti noti di abbattere la storia. Annichiliti e spaventati, poiché sembra che tale tentativo possa anche andare in porto dopo il suo passaggio al Senato.

Queste sono pagine dedicate alla storia. Chi si appresta a leggere le parole che seguono non troverà alcuna sterile invettiva né argomentazioni populistiche, ma solo un tentativo di analisi. Storica, appunto. Inni e proclami li lasciamo ad altri.

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La vita grama degli “aggiunti”

LA VITA GRAMA DEGLI “AGGIUNTI”

di Gianmarco Calore

Spesso, durante i nostri lavori di ricerca, ci siamo imbattuti in coloro che personalmente definii “i precari della Polizia”: parliamo della categoria degli “aggiunti”, soprattutto guardie, ma anche sottufficiali e addirittura funzionari.

Si tratta di appartenenti all’Amministrazione della P.S. che venivano assunti mediante quello che modernamente si potrebbe definire un contratto a termine. Senza andare a monte del 1945, queste figure professionali divennero così diffuse durante tutti gli anni Cinquanta e Sessanta da diventare quasi…normali. Si trattava in massima parte di militari che disimpegnavano una “ferma” triennale suscettibile di ulteriori rafferme, nella trepidante attesa di una loro ammissione alla frequenza del corso per effettivi che avrebbe garantito loro il transito in servizio permanente e il godimento di alcuni diritti e agevolazioni negati per lo status di “aggiunti”.

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