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Buona lettura!!

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L’antiterrorismo nei primi anni Ottanta

Nella sezione “Testimonianze” abbiamo dato voce a tutti quei colleghi che “c’erano”. Sono stati volutamente omessi nomi, luoghi o altre circostanze per ovvie questioni di riservatezza. 

Un giorno, credo agli inizi dell’80, arrivò una segnalazione dal ministero che chiedeva di identificare un tale che avrebbe poturo intrattenere stretti legami con il terrorismo, come primo e solo indizio si sapeva che era un “corniciaio”, non partecipai personalmente all’indagine in quanto fu affidata ad un’altra squadra sempre della mia sezione e come succedeva sempre per indagini particolarmente delicate massimo riserbo, con tutti.

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Arriva l’ispettore!

Pagina 2

(17.12.1983) La Stampa – numero 298

Arriva l’ispettore di polizia. Un nuovo passo avanti verso il rinnovamento del Corpo.

Saranno «investigatori puri» e disporranno — come ha detto Coronas — nella lotta alla criminalità di mezzi all’avanguardia nella motorizzazione, nelle telecomunicazioni e nell’equipaggiamento – Ieri hanno prestato giuramento in 475 di cui 150 donne.

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Botta e risposta: disarmiamo la Polizia?

Pagina 2

(15.04.1969) LaStampa – numero 88

Polizia disarmata? 

Discutiamo se sia possibile, come, dove e quando, togliere le armi alla forza pubblica; ma in modo pacato e realistico, non in un processo fazioso al comportamento ed alle intenzioni della polizia. Ogni uomo civile condivide il giudizio di Calamandrei, che non si possa consentire agli agenti, nella repressione del crimine o più ancora in dimostrazioni politiche o sindacali, di infliggere una pena di morte ormai scomparsa anche dal codice penale; e ritiene che l’uso delle armi debba essere severamente disciplinato. E’ dubbio che sia stato saggio fornire almeno una pistola a qualsiasi agente, anche della polizia urbana, campestre o postale; e l’esperienza insegna che bastano i manganelli, i caroselli delle jeeps e gli idranti, purché in numero sufficiente e bene impiegati, a disperdere qualsiasi dimostrazione. 

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Il Comandante torna a casa

IL COMANDANTE TORNA A CASA
di Gianmarco Calore

Condensare in poche righe ciò che è accaduto stamattina, 15 giugno 2019, presso la caserma “Pietro Ilardi”, sede del 2° Reparto Mobile di Padova, è estremamente difficile, non fosse altro che per il rischio di scivolare nella retorica.

Voglio perciò rifarmi alle parole pronunciate da don Ulisse Zaggia, Cappellano della Polizia di Stato, quando durante la Santa Messa ha paragonato questo glorioso Reparto a una famiglia. Una grande famiglia. Oggi per la prima volta nella storia della Polizia italiana si è concretizzato un evento storico unico nel suo genere: i resti mortali del suo primo Comandante, il generale di P.S. Gaetano Genco, sono tornati nella casa che egli tanto tenacemente volle dare agli uomini al suo comando dacché pose piede a Padova nel lontano 1945. Un Padre è tornato tra i suoi Figli.

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1978 – La Polizia segna il passo

Pagina 3

(12.05.1978) LaStampa – numero 107

La polizia segna il passo la gente domanda perché 

MESTIERE INGRATO, MA ESSENZIALE AL PAESE La polizia segna il passo la gente domanda perché 

ROMA — Si è avuta, nei lunghi giorni che hanno preceduto l’assassinio dì Aldo Moro, una sgradevole impressione: che la nostra polizia, cioè, annaspasse nel vuoto. Battute a largo raggio, posti di blocco, rastrellamenti a tappeto, perquisizioni in città e in campagna, lungo i litorali ecc. E sempre invano.

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1972 – Questa Polizia ferita….

Pagina 3

(13.09.1972) La Stampa – numero 200

Questa polizia ferita 

BILANCIO A MILANO DOPO LA CRISI D’ESTATE Questa polizia ferita Dall’assassinio di Calabresi in poi, è stato un susseguirsi di delusioni c rancori – “Vorremmo un po’ di pace e buonsenso, però troppa gente non vuol saperne” – Molti temono di trovare agenti pronti alla repressione aspra, “più a destra” – In realtà, sottoposti a spinte contrastanti, vivono un momento delicato: qualcuno potrebbe approfittarne, per stupidità o calcolo

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Codici identificativi sulle uniformi

Periodicamente il “problema” si ripropone.

Scrivo “problema” perché ciò che in altri Stati europei (e non solo) è una questione che nemmeno si pone, qui da noi è tutta un’altra storia; una storia che divide prima di tutto gli stessi Poliziotti, ma che tocca direttamente anche l’opinione pubblica nazionale.

Leggendo i vari articoli sull’argomento non si può ragionare prescindendo da quel settore che ancora oggi costituisce spesso un “nervo scoperto”: quello dell’ordine pubblico. Negli ultimi 15 anni la sua gestione ha fatto passi da gigante, introducendo specifiche e imprescindibili regole d’ingaggio che non toccano unicamente i ragazzi che stanno dietro quegli scudi, ma che coinvolgono in primo luogo i funzionari chiamati a pianificare il buon andamento di ogni manifestazione.

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Gangsters a Milano

Pagina 3

(02.10.1965) LaStampa – numero 234

 

Vita dura a Milano per i gangsters all’americana braccati da una moderna ed efficiente polizia

Lo sviluppo industriale ed economico ed il benessere diffuso trova una delinquenza nuova, organizzata, audace – Il forte afflusso di immigrati hanno portato con sé, per legge di natura, la formazione d’una malavita che nei primi tempi ha tenuto in soggezione le forze dell’ordine – Ma da qualche anno le cose a motivi di preoccupazione – Nei primi otto mesi di quest’anno, in una città di quasi due milioni di abitanti undici colpevoli sono stati scoperti – Meno favorevole il bilancio per quanto riguarda i furti

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Intervista ad Agostino Bernardi

INTERVISTA CON L’APPUNTATO DI P.S. AGOSTINO BERNARDI, GIA’ APPARTENENTE AL CORPO DEGLI AGENTI DI P.S. E ALLA POLIZIA REPUBBLICANA

di Gianmarco Calore

 

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Un giovane Agostino Bernardi in uniforme del Corpo degli Agenti di P.S.: siamo nel 1943, sicuramente dopo il 25 luglio poiché sull’uniforme i fascetti sono stati sostituiti dalle stellette

 

Questa intervista è stata realizzata nel 2011 e ha consentito di raccogliere la testimonianza diretta di uno dei periodi più tormentati della Polizia italiana: quello compreso nella Seconda Guerra Mondiale. Agostino Bernardi è forse l’ultimo protagonista di quegli eventi dai quali è fortunosamente sopravvissuto consentendogli di ultimare la sua carriera con il grado di Appuntato.

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1958: muore Carmine Senise

(25.01.1958) La Stampa – numero 22

E’ morto Carmine Senise capo della polizia nel 1943 

E’ morto Carmine Senise capo della polizia nel 1943 – Servì con onestà tutti i governi, da Giolitti a Facta sino agli anni difficili di Mussolini e Badoglio – Aiutò il colpo di Stato del 25 luglio, e dopo l’8 settembre fu internato in Germania – Stroncato dall’arteriosclerosi 

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