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Buona lettura!!

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Arriva il T.U.L.P.S.

Nascita del TULPS.
La Stampa del 13 gennaio 1927

L’ordinamento della Polizia

Le ragioni e le basi della riforma – Per la prima decade di febbraio la sistemazione degli alti funzionari: i questori aumentati di 16, i vice questori di 30, i commissari capi di 60 – Un concorso a 200 nuovi posti di funzionari: 800 posti di impiegati d’ordine – La sorveglianza delle coste e dei confini – Potenti stazioni radiotelegrafiche e radiofoniche.

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Genova, 30 giugno 1960

Pagina 1

(01.07.1960) LaStampa – numero 157

Ottantatrè feriti e contusi a Genova in nuovi scontri tra polizia e dimostranti.

Dopo una cerimonia antifascista, migliaia di persone si avviano con i gonfaloni delle città medaglia d’oro verso piazza De Ferrari – All’improvviso alcuni scontri accendono l’atmosfera – La Celere lancia bombe lacrimogene, i dimostranti incendiano alcune macchine e lanciano pietre, sedie e tavolini dei bar – Quattro persone sono rimaste ferite gravemente – La circolazione dei tram sospesa dalla questura per motivi di ordine pubblico – La CGIL ha proclamato per domani uno sciopero generale di 24 ore (Nostro servizio particolare) 

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Foto e social: la droga del terzo millennio

Questa foto ha già fatto il giro del mondo, scatenando le reazioni più disparate e creando un imbarazzo istituzionale tra i più alti degli ultimi tempi. Il presunto assassino del vicebrigadiere dell’Arma dei Carabinieri Mario Cerciello Rega viene immortalato in modo assai inopportuno all’interno di quella che sembra una caserma, ammanettato e bendato. C’è già chi grida al complotto, una foto troppo “perfettina” per essere un caso, con il generale Dalla Chiesa e i giudici Falcone e Borsellino sullo sfondo, senza nulla di mosso, senza nessuna sbavatura tipica di una foto mordi-e-fuggi.

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Il sequestro Moro

IL SEQUESTRO MORO: CHE COSA CAMBIO’ DA QUEL GIORNO IN POLIZIA

Nella sezione “Testimonianze” abbiamo dato voce a tutti quei colleghi che “c’erano”. Sono stati volutamente omessi nomi, luoghi o altre circostanze per ovvie questioni di riservatezza. 

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Cos’è cambiato? Tutto.
L’azione di per sè fù devastante per noi, annientati psicologicamente, incapaci di reagire, avevamo paura che visto il successo altri gruppi avrebbero potuto emulare immediatamente approfittando del momento.

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L’antiterrorismo nei primi anni Ottanta

Nella sezione “Testimonianze” abbiamo dato voce a tutti quei colleghi che “c’erano”. Sono stati volutamente omessi nomi, luoghi o altre circostanze per ovvie questioni di riservatezza. 

Un giorno, credo agli inizi dell’80, arrivò una segnalazione dal ministero che chiedeva di identificare un tale che avrebbe poturo intrattenere stretti legami con il terrorismo, come primo e solo indizio si sapeva che era un “corniciaio”, non partecipai personalmente all’indagine in quanto fu affidata ad un’altra squadra sempre della mia sezione e come succedeva sempre per indagini particolarmente delicate massimo riserbo, con tutti.

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Arriva l’ispettore!

Pagina 2

(17.12.1983) La Stampa – numero 298

Arriva l’ispettore di polizia. Un nuovo passo avanti verso il rinnovamento del Corpo.

Saranno «investigatori puri» e disporranno — come ha detto Coronas — nella lotta alla criminalità di mezzi all’avanguardia nella motorizzazione, nelle telecomunicazioni e nell’equipaggiamento – Ieri hanno prestato giuramento in 475 di cui 150 donne.

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Botta e risposta: disarmiamo la Polizia?

Pagina 2

(15.04.1969) LaStampa – numero 88

Polizia disarmata? 

Discutiamo se sia possibile, come, dove e quando, togliere le armi alla forza pubblica; ma in modo pacato e realistico, non in un processo fazioso al comportamento ed alle intenzioni della polizia. Ogni uomo civile condivide il giudizio di Calamandrei, che non si possa consentire agli agenti, nella repressione del crimine o più ancora in dimostrazioni politiche o sindacali, di infliggere una pena di morte ormai scomparsa anche dal codice penale; e ritiene che l’uso delle armi debba essere severamente disciplinato. E’ dubbio che sia stato saggio fornire almeno una pistola a qualsiasi agente, anche della polizia urbana, campestre o postale; e l’esperienza insegna che bastano i manganelli, i caroselli delle jeeps e gli idranti, purché in numero sufficiente e bene impiegati, a disperdere qualsiasi dimostrazione. 

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Il Comandante torna a casa

IL COMANDANTE TORNA A CASA
di Gianmarco Calore

Condensare in poche righe ciò che è accaduto stamattina, 15 giugno 2019, presso la caserma “Pietro Ilardi”, sede del 2° Reparto Mobile di Padova, è estremamente difficile, non fosse altro che per il rischio di scivolare nella retorica.

Voglio perciò rifarmi alle parole pronunciate da don Ulisse Zaggia, Cappellano della Polizia di Stato, quando durante la Santa Messa ha paragonato questo glorioso Reparto a una famiglia. Una grande famiglia. Oggi per la prima volta nella storia della Polizia italiana si è concretizzato un evento storico unico nel suo genere: i resti mortali del suo primo Comandante, il generale di P.S. Gaetano Genco, sono tornati nella casa che egli tanto tenacemente volle dare agli uomini al suo comando dacché pose piede a Padova nel lontano 1945. Un Padre è tornato tra i suoi Figli.

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1978 – La Polizia segna il passo

Pagina 3

(12.05.1978) LaStampa – numero 107

La polizia segna il passo la gente domanda perché 

MESTIERE INGRATO, MA ESSENZIALE AL PAESE La polizia segna il passo la gente domanda perché 

ROMA — Si è avuta, nei lunghi giorni che hanno preceduto l’assassinio dì Aldo Moro, una sgradevole impressione: che la nostra polizia, cioè, annaspasse nel vuoto. Battute a largo raggio, posti di blocco, rastrellamenti a tappeto, perquisizioni in città e in campagna, lungo i litorali ecc. E sempre invano.

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