Questione di casta….

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Questa foto sta facendo il giro del web.

Si tratta di due “professionisti del Foro” (ogni battuta al riguardo va evitata….) immortalati in un momento di svago nel 2013. Peccato che “lei” si chiami Simona Merra, di lavoro faccia il pubblico ministero e sia l’attuale capo del “pool” che indaga sul disastro ferroviario di Corato del 12 luglio scorso; “lui” fa invece l’avvocato, si chiama Leonardo Di Cesare ed è l’attuale difensore del capostazione di Andria, indagato per disastro colposo.

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Legittima difesa: alcune considerazioni

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Sul tema di questo articolo ne abbiamo sentite tante, soprattutto in occasione dell’ultima raccolta di firme volte all’ennesimo tentativo di modifica di una normativa che solo in Italia appare schizofrenica, e il cui equilibrio della ratio normativa è tuttora pericolosamente spostato in senso iper garantista.

Tra il tanto bailamme mediatico propongo queste considerazioni estremamente sobrie fatte dal dott. Francesco Scinia, nostro Funzionario, che sull’argomento ha sempre dimostrato una preparazione tra le più complete.

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Fiat 1100 T2 autolaboratorio polizia scientifica

Il Fiat 1100 T2 – L’autolaboratorio di Polizia Scientifica
di Paolo Masotti

Negli anni Sessanta, per far fronte ai crescenti episodi di cronaca, relativi alla commissione di delitti, il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza avverte l’esigenza di dotarsi di autolaboratori allestiti per le specifiche esigenze del servizio di Polizia Scientifica.

Le finalità di Polizia Scientifica sono quelle di “accertare, fissare e documentare, con adeguati rilievi, cause, modalità e circostanze, di un qualsiasi evento nel quale vi sia stata lesione della libertà, dell’integrità fisica e patrimoniale dei cittadini”. Tale attività trova, quindi, il suo punto di partenza nel “pronto intervento” sul luogo del reato.

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La “Giulia”, il mito in grigioverde

LA GIULIA, IL  MITO IN GRIGIOVERDE
– di Paolo Masotti –

E’ bella l’Italia nel 1962. Gli effetti del boom economico sono ancora avvertibili ancora per qualche anno e gli Italiani si stanno oramai dotando di tutte le comodità che la grande dignità ed il coraggio hanno permesso loro di conquistare. Gli anni della guerra ed i pesanti anni della ricostruzione, immediatamente successivi, hanno dato già da tempo i loro frutti e concedersi (almeno) un’automobile in famiglia è ormai nelle possibilità di molti. La 600 nel 1955 e la 500 – quella al tempo chiamata Nuova per distinguerla dalla Topolino – nel 1957, vengono incontro alle esigenze di spostamento (e di portafoglio) anche delle fasce più umili della popolazione. E poi la 1100, per quelli un po’ più facoltosi…

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OM “Tigrotto” RM-61

 

di Paolo Masotti

L’inizio degli Anni Sessanta rappresenta un momento particolare nella storia del nostro Paese. I fermenti sociali si fanno sempre più frequenti e sfociano in disordini che, in diversi casi, mettono a ferro e fuoco le principali città, e non solo.
Tra il 3 giugno e l’8 luglio 1960, Genova, Roma, Reggio Emilia e Palermo, tra le altre, sono teatro di gravissimi episodi di guerriglia urbana. Gli agenti impegnati sono fatti oggetto di attacchi spesso criminali e proditori che culminano nel linciaggio della guardia Antonio Sarappa a Roma e nella quasi uccisione del capitano Londei a Genova.

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I primi sessant’anni della Polizia Stradale

 

La Polizia Stradale compie 60 Anni
 

(di Francesco Scinia)

Ho pochi rimpianti dei miei 21 anni di Amministrazione, l’ultimo dei quali da “civile”, uno di questi è non aver mai fatto l’esperienza della Stradale, ai tempi del corso il nostro “tutor”, il VQA dr. Antonio Giannella, ci chiese espressamente chi volesse segnalare il proprio nome per la specialità. Lo guardammo tutti e 200 come un marziano: noi entravamo in Polizia per fare i Commissari Maigret, risolvere casi, indagare, ci vedevamo tutti quanti mobilieri, e lui ci veniva a proporre di fare i vigili urbani? L’anno dopo, lavorando a strettissimo contatto con la Stradale, avevo già cambiato idea e programmato, in linea di massima, un periodo di esperienza in qualche sezione, appena mi si fosse presentata l’occasione. Negli anni ho fatto di tutto, amministrativa, stranieri, gabinetto, NAPS, squadra mobile, MP, digos, poi reparto mobile, 4 anni fa, finalmente, presentai domanda per il compartimento della Stradale, avrei potuto dedicarmi ad un settore su cui mi sono documentato ampiamente per studi personali, ma non fui accontentato, peccato, ora è troppo tardi e la collocazione attuale mi sta benissimo.
Alla Stradale vorrei dedicare, nel giorno dell’anniversario, un mio scritto di qualche anno fa, che potrebbe  magari trovare posto nella pagina del sito dei Caduti, così adempio anch’io ai miei doveri verso la Redazione, una volta tanto!

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Diaz: disordine pubblico

EDITORIALE DEL 2 OTTOBRE 2012

DIAZ: DISORDINE PUBBLICO

Alla fine è arrivata. Attesa, temuta, invocata: la sentenza della Corte di Cassazione sui fatti della scuola Diaz, Genova, 21 luglio 2001. La certificazione di un massacro.

Per la prima volta un Tribunale – anzi, IL Tribunale – taglia trasversalmente l’amministrazione della Polizia italiana decapitandone i vertici più rappresentativi e illustri, consacrando sull’altare della Giustizia una ricostruzione dei fatti che – ora sì lo possiamo dire – ha fatto fare un salto indietro di quasi settant’anni a tutto il Corpo, alla stessa democrazia del Paese: roba da Brigate Nere di tristissima memoria….

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