La “Giulia”, il mito in grigioverde

LA GIULIA, IL  MITO IN GRIGIOVERDE
– di Paolo Masotti –

E’ bella l’Italia nel 1962. Gli effetti del boom economico sono ancora avvertibili ancora per qualche anno e gli Italiani si stanno oramai dotando di tutte le comodità che la grande dignità ed il coraggio hanno permesso loro di conquistare. Gli anni della guerra ed i pesanti anni della ricostruzione, immediatamente successivi, hanno dato già da tempo i loro frutti e concedersi (almeno) un’automobile in famiglia è ormai nelle possibilità di molti. La 600 nel 1955 e la 500 – quella al tempo chiamata Nuova per distinguerla dalla Topolino – nel 1957, vengono incontro alle esigenze di spostamento (e di portafoglio) anche delle fasce più umili della popolazione. E poi la 1100, per quelli un po’ più facoltosi…

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OM “Tigrotto” RM-61

 

di Paolo Masotti

L’inizio degli Anni Sessanta rappresenta un momento particolare nella storia del nostro Paese. I fermenti sociali si fanno sempre più frequenti e sfociano in disordini che, in diversi casi, mettono a ferro e fuoco le principali città, e non solo.
Tra il 3 giugno e l’8 luglio 1960, Genova, Roma, Reggio Emilia e Palermo, tra le altre, sono teatro di gravissimi episodi di guerriglia urbana. Gli agenti impegnati sono fatti oggetto di attacchi spesso criminali e proditori che culminano nel linciaggio della guardia Antonio Sarappa a Roma e nella quasi uccisione del capitano Londei a Genova.

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I primi sessant’anni della Polizia Stradale

 

La Polizia Stradale compie 60 Anni
 

(di Francesco Scinia)

Ho pochi rimpianti dei miei 21 anni di Amministrazione, l’ultimo dei quali da “civile”, uno di questi è non aver mai fatto l’esperienza della Stradale, ai tempi del corso il nostro “tutor”, il VQA dr. Antonio Giannella, ci chiese espressamente chi volesse segnalare il proprio nome per la specialità. Lo guardammo tutti e 200 come un marziano: noi entravamo in Polizia per fare i Commissari Maigret, risolvere casi, indagare, ci vedevamo tutti quanti mobilieri, e lui ci veniva a proporre di fare i vigili urbani? L’anno dopo, lavorando a strettissimo contatto con la Stradale, avevo già cambiato idea e programmato, in linea di massima, un periodo di esperienza in qualche sezione, appena mi si fosse presentata l’occasione. Negli anni ho fatto di tutto, amministrativa, stranieri, gabinetto, NAPS, squadra mobile, MP, digos, poi reparto mobile, 4 anni fa, finalmente, presentai domanda per il compartimento della Stradale, avrei potuto dedicarmi ad un settore su cui mi sono documentato ampiamente per studi personali, ma non fui accontentato, peccato, ora è troppo tardi e la collocazione attuale mi sta benissimo.
Alla Stradale vorrei dedicare, nel giorno dell’anniversario, un mio scritto di qualche anno fa, che potrebbe  magari trovare posto nella pagina del sito dei Caduti, così adempio anch’io ai miei doveri verso la Redazione, una volta tanto!

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Diaz: disordine pubblico

EDITORIALE DEL 2 OTTOBRE 2012

DIAZ: DISORDINE PUBBLICO

Alla fine è arrivata. Attesa, temuta, invocata: la sentenza della Corte di Cassazione sui fatti della scuola Diaz, Genova, 21 luglio 2001. La certificazione di un massacro.

Per la prima volta un Tribunale – anzi, IL Tribunale – taglia trasversalmente l’amministrazione della Polizia italiana decapitandone i vertici più rappresentativi e illustri, consacrando sull’altare della Giustizia una ricostruzione dei fatti che – ora sì lo possiamo dire – ha fatto fare un salto indietro di quasi settant’anni a tutto il Corpo, alla stessa democrazia del Paese: roba da Brigate Nere di tristissima memoria….

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13 – Dalla smilitarizzazione a oggi

DALLA SMILITARIZZAZIONE A OGGI

                                                                    di Gianmarco Calore

Per quanto riguarda infine le vicende interne al Corpo delle Guardie di P.S., finalmente il 1° aprile 1981 viene approvata la famosa Legge n° 121, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 10 aprile successivo, con la quale il Corpo militare viene disciolto e sostituito dall’odierna Polizia di Stato, un Corpo civile ad ordinamento speciale6. Sotto l’aspetto politico e gestionale non cambia nulla: il Ministero dell’Interno è il responsabile esclusivo dell’ordine e della sicurezza pubblica nel Paese e per tali scopi si avvale sempre dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza.

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12 – I primi anni Ottanta: la fase di transizione

LA POLIZIA NEI PRIMI ANNI OTTANTA: LA FASE DI TRANSIZIONE

                                                                 di Gianmarco Calore

Il quadro generale dei primi Anni ‘80 portò le Brigate Rosse in piena fase di declino, anche se ancora per anni faranno morti e feriti soprattutto tra le Forze dell’Ordine: mancando definitivamente di qualsiasi appoggio politico, si frantumarono in tantissime piccole cellule tra loro scollegate, spesso in contrasto sui programmi da perseguire. D’altra parte, lo Stato aveva reagito in modo deciso, sfruttando a suo favore le prime “crepe” formate dai vari pentiti che, al posto di dichiararsi prigionieri politici, iniziarono a parlare: negli anni successivi si susseguirono centinaia di arresti in tutta Italia, vennero progressivamente sgominate le varie “colonne” brigatiste, i cui componenti confluiranno poi nei vari “maxiprocessi” che presenteranno loro il conto della giustizia.

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11 – Gli scontri di piazza e la “stagione delle bombe” (1973 – 1979)

GLI SCONTRI DI PIAZZA E LA “STAGIONE DELLE BOMBE” (1973 – 1979)

                                                                      di Gianmarco Calore

Gli scontri di piazza continuavano a ritmo spaventoso, con morti e feriti sia tra manifestanti che tra poliziotti: il 12 aprile 1973 alcuni appartenenti all’estrema destra scagliarono due bombe a mano di tipo “SRCM” contro una squadra del 3° Reparto Celere di Milano, provocando la morte della guardia Antonio Marino24e il ferimento di altri 12 militari: solo la presenza in strada del Questore impedì ai colleghi dell’agente ucciso di scatenare una caccia all’uomo. I responsabili di un simile gesto vengono arrestati dopo poco: sono due conosciuti esponenti degli ambienti dell’estrema desta milanese, Maurizio Murelli e Vittorio Loi rispettivamente 19 e 21 anni.

Poco più che ragazzini, come Antonio Marino.

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10 – Gli anni del terrorismo eversivo (1970 – 1979)

GLI ANNI DEL TERRORISMO (1970 – 1979)

                                                                   di Gianmarco Calore

Gli Anni ’70 si aprono con un’Italia spaccata politicamente in due. Le varie classi sociali – Polizia compresa – hanno acquisito una sempre maggiore consapevolezza dei loro ruoli e individuano al loro interno i vari “portavoce” di nuove pretese.

I molteplici movimenti studenteschi e proletari cambiarono radicalmente modo di agire diventando in molti casi contraddittori: erano nati contro la violenza e ora iniziano a sparare e uccidere; volevano l’abolizione delle gerarchie e adesso si organizzano in strutture paramilitari; non volevano più competizioni e invece arrivano alla formulazione di programmi politici. L’Italia diventa il Paese degli slogan ripetuti a ritmo ossessivo nelle piazze, senza tuttavia la dimostrazione di avere conservato un minimo di memoria storica; i giovani inneggiavano a personaggi come Ho Chi Mihn, Lenin, Che Guevara senza nemmeno sapere chi fossero; guardavano a forme di politica alternative quali quella sovietica o cinese, senza un minimo di documentazione obiettiva su di esse.

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