Bandiera nera

BANDIERA NERA

( il Vicecommissario Mario Musco e l’invasione della Grecia)

di Fabrizio Gregorutti

“C’é qualcuno fra di voi, o camerati, che ricorda l’inedito discorso di Eboli pronunciato nel luglio del 1935 prima della guerra etiopica? Dissi che avremmo spezzato le reni al Negus.

Ora, con la stessa certezza assoluta, ripeto assoluta, vi dico che spezzeremo le reni alla Grecia”

Mussolini, 18 Novembre 1940

Il vicecommissario Mario Musco è un “figlio d’arte”.

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Scalo Romana: l’agente investigativo Fidenzio Manni

SCALO ROMANA

(l’agente investigativo Fidenzio Manni, 1920)

di Fabrizio Gregorutti

 

 

Se questa storia fosse un film, ricorderebbe il telefilm pilota della serie tv “The Shield”, nel quale il capo di una squadra formata da poliziotti corrotti uccide l’agente che è stato infiltrato nel gruppo per incastrarli.

O forse, per le atmosfere d’epoca, ricorderebbe lo splendido “L.A. Confidential” ambientato nella Los Angeles degli anni ’50, in cui tre agenti, tre cavalieri con qualche macchia ma senza nessuna paura, indagando su una serie di omicidi scoprono una ragnatela di corruzione all’interno del Dipartimento. Uno dei detectives, interpretato da un grande Kevin Spacey, si rivolge ad un capitano per chiedere aiuto, senza immaginare che proprio il suo superiore è il capo degli agenti corrotti. Il personaggio interpretato da Kevin Spacey viene ucciso dal diabolico capitano, ma prima di morire riesce a lasciare il messaggio che permetterà ai due colleghi superstiti di scoprire la verità.

Ma questa storia non è un film.

E’ accaduta davvero, in Italia, a Milano.

Novant’anni fa.

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Verso il cielo

 VERSO IL CIELO

(il Tenente Colonnello Franco Basso, 1965)

di Fabrizio Gregorutti

Courmayeur, Val d’Aosta 9 Luglio 1965

I testimoni vedono l’elicottero Agusta Bell 47 dell’Aeronautica Militare perdere quota all’improvviso mentre cerca di virare. Comprendono che il pilota sta cercando disperatamente di recuperare l’altitudine. Il pilota è in gamba. Mantiene il controllo del velivolo, riuscendo a non schiantarsi sulle pendici del Monte Bianco, pericolosamente vicine e riesce a recuperare quota.

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Storia di Anna

STORIA DI ANNA

(un breve spaccato sulla prostituzione in Italia anni’ 50-’60)

di Fabrizio Gregorutti
Avvertenza: è una storia vera, solo i nomi dei protagonisti sono stati cambiati.
 
Di Anna rimangono due foto formato tessera in un fascicolo dalla copertina rosa, gettata alla rinfusa tra il materiale destinato al macero di un polveroso archivio di una questura del Nord Est. Nella prima Anna è molto giovane, ha forse 16 o 17 anni e indossa una camicetta bianca di buon taglio e quello che si intuisce essere un giacchino scuro.

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L’attentato a Palmiro Togliatti

QUELLA SOTTILE LINEA ROSSA

di Gianmarco Calore e Fabrizio Gregorutti 


Sono passati tantissimi anni e sembra sia stato ieri.

Nella memoria di chi ha vissuto quegli eventi ritorna prepotente la sensazione di sbando in cui l’Italia si dibatteva, fresca di una Costituzione che restava un dettato normativo sulla carta. Nelle piazze e nelle strade la gente contrapponeva odii mai sopiti e vendette ancora fresche di coltello. Si sparava, oh quanto si sparava…. Ex partigiani neo ammantati delle glorie della recente Liberazione, supportati da un Partito Comunista che incontrava sempre maggiori consensi, si contrapponevano a ex fascisti e repubblichini allo sbando che invece cercavano di mantenere un profilo basso, quasi a voler dimenticare che fino a tre anni prima avevano avuto l’Italia in mano.

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La strage scomparsa

LA STRAGE SCOMPARSA

 (l’eccidio alla Fiera di Milano, 12 aprile 1928)

di Fabrizio Gregorutti

 

Avvertenze: alcune descrizioni degli avvenimenti accaduti nel corso della vicenda potrebbero turbare le persone sensibili. 

Più volte le vicende di protagonisti e personaggi si intrecciano nel racconto, formando un groviglio che appare a tratti inestricabile. 

ABBREVIAZIONI USATE NEL TESTO: 

GL : Giustizia e Libertà MVSN: Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale; PNF, partito nazionale fascista, PC d’I Partito Comunista d’Italia PS: Pubblica Sicurezza, RRCC: Reali Carabinieri

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La corsa degli Apaches

LA CORSA DEGLI APACHES
(la battaglia di Genova – 4 settembre 1912)
di Fabrizio Gregorutti

Genova, 4 settembre 1912

E’ una bella sera di fine estate, con le coppie della buona società che passeggiano in centro ed affollano i caffè di via XX Settembre e piazza De Ferrari,  e i popolani che ritornano dal lavoro ne approfittano per “tagliare” per il centro e rifarsi gli occhi ammirando le vetrine dei negozi e i bei vestiti dei “signori” a passeggio. Alcuni emigranti che partiranno l’indomani per le Americhe bivaccano davanti alla Stazione Brignole accanto ai loro poveri averi, cercando faticosamente di mandare giù un boccone mentre si riempiono gli occhi con l’ultimo pezzo d’Italia che vedranno per anni, forse per sempre.

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L’eccidio di Vergarolla

L’UOMO NELLA FOTOGRAFIA
(l’eccidio di Vergarolla, Pola 18 agosto 1946)

– di Fabrizio Gregorutti –

 

QUANDO
La prima estate di pace rischia di portare il mondo ad un terzo conflitto mondiale. Quella che il 5 marzo ha pronunciato Winston Churchill ( “Da Stettino sul Baltico a Trieste sull’Adriatico, una cortina di ferro è calata attraverso il continente” ) è solo la certificazione della nascita della Guerra Fredda, conclusasi soltanto nel 1989 ma in quell’estate del 1946 il conflitto minaccia di diventare bollente. La Grecia è sconvolta da una feroce guerra civile, nell’Est la guerriglia anticomunista continua feroce in Polonia, in Jugoslavia e in molte repubbliche dell’URSS.

Tra Tarvisio e Pola, su quella che è di fatto la nuova frontiera della nuova Repubblica italiana e dei territori sotto il controllo delle forze di occupazione angloamericane gli incidenti di frontiera tra i soldati alleati e in misura minore quelli italiani da una parte e i militari jugoslavi dall’altra sono di fatto battaglie di una guerra non dichiarata, la cui storia non è ancora stata scritta.

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La terza battaglia dello Jof di Miezegnòt

L’ESTATE DORATA

(la  Terza battaglia dello Jof di Miezegnot, 1916)

di Fabrizio Gregorutti

 

Avvertenza: in lingua italiana le cime oggetto della battaglia del luglio 1916 sono note come Jof di Miezegnòt, Piccolo Miezegnòt e Monte Nero. Per non creare confusione nel lettore si è preferito lasciare alle ultime due cime (sotto controllo austriaco all’epoca della battaglia) i nomi tedeschi di Kleiner Mittagskofel e Schwarzenberg

[color=blue][i]“San Martino del Carso- Valloncello dell’Albero Isolato, il 27 agosto 1916”

Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro/di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto/ ma nel cuore nessuna croce manca/è il mio cuore il paese più straziato”

Giuseppe Ungaretti.[/i][/color]

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