I nuovi distintivi di qualifica della Polizia di Stato

A seguito del riordino delle carriere attuato con D. Lgs. n° 95/2017 il Signor Capo della Polizia ha nominato una Commissione di Studio che, attraverso un percorso di analisi strutturato e condiviso con le varie componenti istituzionali dell’Amministrazione della P.S., ha ipotizzato la seguente revisione radicale dei distintivi di qualifica, delle mostreggiature e dei fregi del Corpo.

Tale modifica tiene conto di numerosi fattori tra i quali:

  1. l’elevazione del titolo di studio per accedere ai ruoli iniziali del ruolo di base;
  2. l’introduzione di una carriera aperta dalla base;
  3. l’istituzione di nuove figure apicali con maggiori responsabilità: tali figure non costituiscono – è bene ribadirlo – un ulteriore grado aggiuntivo, ma sono create per valorizzare la singola figura professionale sulla base dell’anzianità di servizio e del ruolo rivestito;
  4. la caratterizzazione del ruolo Ispettori e delle carriere iniziali dei funzionari a sviluppo rispettivamente “direttivo” e “dirigenziale.

La nuova veste grafica e la stessa disposizione dei nuovi distintivi di qualifica hanno cercato di mantenere una continuità con la nostra storia, ma anche un più moderno allineamento della Polizia italiana con le altre Polizie europee a ordinamento civile. In particolare – come si vedrà – il nuovo fregio da copricapo risulta ora ad ali spiegate e richiama quello adottato la prima volta nel 1919 e che, pur nelle parie fogge, ha accompagnato fino ai giorni nostri la vita della Polizia di Stato attraverso le varie denominazioni che l’hanno caratterizzata.

Ecco a voi le tabelle proposte.

fregio

 

mostreggiature

agenti assistenti sovr

ispettori

funzionari

dirigenti e ripilogo

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14 pensieri su “I nuovi distintivi di qualifica della Polizia di Stato

  1. mi ritengo solitamente un entusiasta e una persona positiva; la “lamentite”, malattia endemica nel pubblico impiego mi ha lasciato, per ora, immune… Nondimeno vorrei condividere alcune osservazioni circa la prospettata riforma delle insegne di qualifica ma… sempre con spirito costruttivo!
    1a osservazione: i motivi.
    Vi era (è) un motivo particolare per cui si è sentita l’esigenza di cambiare i nostri distintivi? Ovvero: i distintivi sono solo un patrimonio “interno”, ad uso e consumo degli appartenenti ad un Corpo oppure sono un patrimonio di tutti, appartente cioè anche al semplice cittadino che riconosce in quei distintivi un significato? Di più: essere apostrofati dalla gente come “brigadié”, “comandante”, “maresciallo”, “ispettò” ecc. deriva da un immaginario collettivo cui concorrono anche i simboli o è un modo tutto italiano di relazionarsi con una divisa? Lascio a voi la risposta…
    Tutto (o quasi) il comparto civile della sicurezza si era conformato ai distintivi di qualifica della Polizia, riconoscendone anche nei simboli la funzione di orientamento. E noi che facciamo? cambiamo tutto.. Siamo certi che non sia una decisione autolesionista?
    Ancora: in TUTTI i paesi del Commonwealth i distintivi di qualifica sono mutuati da quelli militari (e nessuno si scandalizza) anche se il modello di polizia britannico è tradizionalmente e profondamente civile. Tale uniformità, dal Canada alla Nuova Zelanda, da Malta al Pakistan, è immutata da decenni e a nessuno viene in mente di alterarla… anche questo è un modo per radicare nei cittadini dei simboli che poi si sedimentano nella memoria collettiva. Cambiarli ogni 30 anni non credo che aiuti molto in questa direzione…
    2a osservazione: i modi.
    da quando siamo un nazione tutti i corpi armati dello Stato avevano (sic!) dal punto di vista uniformologico dei tratti comuni che ne sottolineavano, appunto, l’italianità. La sciarpa azzura degli ufficiali, adottata anche da TUTTI i funzionari (anche della polizia locale) ne è l’esempio più lampante. Nella uniforme di gala questa caratteristica era vieppù evidente: l’uniforme era uguale per tutti. Cambiava nel fregio del berretto e in quello sulle spalline; per il resto l’uniforme era sostanzialmente uguale per tutti i corpi armati, nera, con i medesimi gradi, dalla Marina alla Polizia.
    La scelta di creare ex novo dei segni di qualifica che non hanno radici nella tradizione uniformologica italiana appare quantomeno ardita. I distintivi dei funzionari ricordano quelli balcanici o della galassia ex sovietica. Tra l’altro, anche i POMPIERI si erano recentemente conformati al sistema “italiano” adottando i tipici gradi degli ufficiali (le cui stellette non sono segno di militarità ma si rifanno piuttosto allo “stellone” d’Italia, simbolo di Venere, da cui l’antico nome greco di Esperia per designare la nostra penisola). Con la nuova riforma, noi poliziotti saremo gli unici “diversi” e non si dica, please, che vi era la necessità di sottolineare la matrice civile di un Corpo, la nostra “specificità”.. Un sovrintendente di Scotland Yard porta le stesse insegne di un colonnello della RAF e nessuno mette in dubbio il suo status.
    Un’ultima considerazione: mai come in questo periodo storico la polizia ha avuto tante qualifiche. Credo che nemmeno la Gioventù italiana del Littorio ne avesse così tante.. e credo che questo dovrebbe farci seriamente riflettere.
    Un cordiale saluto.

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  2. Come sempre @guardia aggiunta ha ragione da vendere.
    Anche da parte mia – ben lungi dal voler polemizzare in modo inutile – questa integrale rivisitazione dei gradi non incontra il favore. Voglio seguire la traccia suggerita dal nostro amico per cercare di capire di più…
    1) I motivi. La modifica dei gradi è solo l’ultimo passo di una più ampia ottica di destrutturazione del nostro Corpo. Avevo lanciato il mio grido di allarme quando nello scandaloso riordino delle carriere avevo notato la proliferazione delle qualifiche, addirittura all’interno dello stesso ruolo! Una cosa inaudita, tantopiù che alla suddetta proliferazione non fa riscontro un reale aumento o variazione dei compiti o dei poteri connaturati al grado. Si pensi solo alla creazione della figura del “Coordinatore”, per stessa ammissione ministeriale NON una nuova qualifica ma una sorta di “riconoscimento”, un “contentino” per l’anzianità di servizio. Di fatto, una figura assolutamente inutile e che contribuisce a creare ancora più confusione: l’Assistente Capo Coordinatore di fatto non è un ufficiale di P.G.; il Sovrintendente Capo Coordinatore non è niente di più del Sovrintendente Capo, derubricato a questo punto al defunto ruolo di Sovrintendente Principale; idem – e peggio – per l’Ispettore Superiore Sostituto Commissario Coordinatore, che già per pronunciarlo correttamente ci vuole lo scioglilingua…. Insomma, una moltiplicazione dei pani e dei pesci che di fatto non sfama nessuno.
    2) I modi. Da quanto è dato sapere, si tratta di un’operazione manu militari del Dipartimento che si è bellamente infischiato dei pareri dei sindacati maggiormente “illuminati”, imponendo una scelta che creerà nei prossimi anni uno sfacelo nelle mansioni e nei ruoli, impedendo di fatto alle nuove leve di accedere ai concorsi interni almeno fino al 2027 e creando una incresciosa corsia preferenziale per chi è ormai alla soglia della pensione, come abbiamo già visto per il precedente concorsone-truffa per 7000 vice sovrintendenti, in cui vecchi assistenti capo hanno preso il grado e se ne sono andati in pensione senza nemmeno un giorno di servizio. Già si è calcolato che l’attuale secondo concorsone – truffa da 3200 vince sovrintendenti non basterà nemmeno a colmare queste figure di neo sovrintendenti “fantasma”…
    Ergo, i nuovi distintivi di qualifica – riferiti dagli illuminati a una pressoché sconosciuta araldica – arriveranno a sancire un’interpretazione assolutamente errata del riordino, che si sarebbe potuto ottenere a costo zero semplicemente unificando il ruolo Agenti-Assistenti con quello dei Sovrintendenti. Ma in questo ambito, a Roma si sono “appecorati” di fronte ai militari: in questo senso, se non arriveremo a separare il comparto Difesa da quello Sicurezza (com’è dappertutto), continueremo a venire ricattati dai soliti generalissimi (Carabinieri in testa) per i quali è semplicemente inconcepibile che un appuntato diventi brigadiere in modo automatico… o che un caporale diventi allo stesso modo sergente.
    Io credo che questo sistema perverso abbia definitivamente sancito la fine di ogni buon proposito contenuto – e mai applicato – nella 121/81….

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  3. Ma poi non è un sistema che consente la immediata distinzione tra un ruolo e l’altro …. …. sembrano tutti uguali….. e soprattutto quello dei dirigenti sembra un Sigillo di qualità di un prosciutto

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    • Siamo purtroppo molto lontani da una corretta rimodulazione della Polizia di Stato in un’ottica di ammodernamento. L’Amministrazione sta attraversando uno dei momenti più drammatici della sua storia, partendo dalla considerazione del malcontento sempre più diffuso tra il personale. Trattamenti economici il cui ultimo adeguamento risale addirittura al Paleolitico, sensazione di abbandono a noi stessi da parte dei dirigenti (molto più attenti al proprio personale carrierismo e a una gestione manageriale da impresa privata), mezzi e uniformi che non ci sono…. e la lista potrebbe ancora continuare. La risposta è stata invece quella di un riordino delle carriere tra i più infausti e dannosi e – a cascata – il rinnovo dei distintivi di qualifica usando come ratio un’araldica che nessuno conosce e che porterà di sicuro confusione. Mi si conceda un’ultima riflessione: visto che siamo circa 100mila operatori e che a ciascuno di noi toccheranno almeno tre “set” di distintivi (metallici per ordinaria, tubolari e per divisa operativa, oltre ai fregi per copricapo…), quanto costerà all’amministrazione far produrre una media di circa 500mila distintivi di qualifica nuovi?…

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      • Si potevano cambiare solo quelli degli agenti e dei funIonari. Per questi ultimi l’aquila più grande potrebbe sostituire la torre

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  4. Voglio limitare le mie considerazioni esclusivamente all’aspetto uniformologico: non vorrei, infatti, dare una lettura “politica” a questa proposta (che reputo oltre che sciagurata, anche incoerente con la Storia dei nostri simboli).
    Sottolineo piuttosto che, stando alle attuali tabelle, l’uniforme di gala (ovvero la cd. tenuta di società per tutti i Corpi armati della Repubblica) prevista per TUTTI i servitori dello Stato (di ogni ordine e grado), nella Polizia di Stato è contemplata solo per il ruolo dei Funzionari… uno scrimine vergognoso che la dice lunga sulla considerazione che ha il Ministero dell’Interno sull’uso della divisa e sul suo significato.
    Purtroppo, al di là dei patetici sondaggi di gradimento, la “riforma dei gradi” è già stata decisa. E, sebbene questo Capo ha realizzato diversi passi avanti per la nostra Polizia, ritengo che quest ultimo sia un clamoroso passo indietro.

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  5. Carissimi Amici del Forum, intanto Buon Anno a tutti!
    Da frequentatore “esterno” (ma neanche troppo …) mi permetto di dire qualcosa di mio sull’argomento. Vorrei evitare di dilungarmi sulle ragioni “oscure” che stanno alla radice di questa ennesima occasione persa; non ne ho sufficiente conoscenza e potrei dire qualcosa di non esatto. Però, da cittadino, vorrei evidenziare che qui appare smarrito il lume della ragione! Che senso ha modificare – decisamente in peggio! – una simbologia già di per sé abbastanza astrusa agli occhi dei più? Che senso ha istituire ex novo qualifiche o attribuzioni che sembrano non avere alcun aggancio nella realtà dei fatti? Che senso ha – infine – andare a buttare via una discreta montagna di quattrini quando, ce lo dicono i vostri Colleghi sul campo, mancano le risorse per cose assai più importanti che una nuova denominazione (e magari anche poco azzeccata sul piano lessicale …)?
    Lascio da parte le questioni araldiche, di cui mi intendo poco, se non per osservare che quella povera aquila ora somiglia di più ad un pollo alla diavola, con le zampette aperte e appoggiate sul nulla …! Agli occhi anche distratti di un comune cittadino si manifesta infatti una rincorsa al pessimo gusto per ciò che riguarda simboli ed uniformi nelle varie Forze Armate dello Stato e la vostra Amministrazione finisce per non essere da meno. Ne cito solo un paio, tanto per capirci: cosa dire di quell’insulso piumetto stile britannico (poi fortunatamente tolto), che era stato imposto sul copricapo dei nostri valorosi Bersaglieri? Oppure, la mania dei berretti nazi-sovietici con annesse “gomene” al posto del sottogola, soprattutto per ciò che riguarda gli Uff. Generali (e ruoli assimilati)?
    Per non parlare della “querelle” che ci fu anni or sono fra le divise della G.di F. e quelle della “Forestale”, troppo simili fra di loro quanto al colore: tutti sappiamo come andò a finire e sappiamo pure come i “Forestali” siano poi confluiti nei ranghi della Benemerita. E tutti i quattrini spesi per il cambio delle divise per la G. di F. era poi il caso di spenderli? Vedo dunque che siete in buona compagnia e che la mania dello spreco non conosce limiti o condizioni!
    Tornando al tema della discussione, ritengo quindi che la proliferazione lessicale delle qualifiche risponda non ad esigenze di funzionalità, ma solo per dare ulteriore scorrimento (verso l’alto) ad un sistema di per sé già viziato alla radice.
    E poi siamo in clima elettorale … Lo so, non dovevo dirlo, ma la tentazione è stata troppa …!
    Di sicuro non cambierà nulla sul piano della efficienza del servizio, poco o nulla cambierà in tasca ai nuovi nominati, molto e bene sarà andato a vantaggio della Commissione insediata per l’evenienza e che ha partorito tale stortura, sempre che la suddetta Commissione abbia avuto una voce in capitolo, anziché avallare decisioni prese altrove. Devo dire che questa rincorsa verso il peggio lascia il cittadino disorientato. Una volta – bene o male – i maschietti dovevano cuccarsi un annetto di naja, per cui c’era un po’ di dimestichezza con i gradi e non era difficile distinguere un Brigadiere da un Capitano. Per i Funzionari la cosa era un po’ più complessa, visto che indossavano panni borghesi, ma l’attribuzione a Commissario non si negava a nessuno e capitava di rado di parlare direttamente a tu per tu col Questore …
    Mi rendo conto di avere messo disordinatamente troppa carne al fuoco, ma dico con sincerità che se stiamo perdendo delle certezze è anche perché non passa giorno che si deve fare i conti con qualcosa di nuovo e, soprattutto, di “calato dall’alto”, di non condiviso, spesso di inutile … Spero vivamente che la ventilata adozione di questa nuova simbologia ed annesse denominazioni finisca in un qualche cassetto ministeriale, più o meno come tante altre istanze, anche se queste ultime meriterebbero in certi casi sorte migliore.
    Prima di salutarvi, una domanda per gli Amministratori, poiché non accedo a questo Forum più o meno da quando anch’esso è stato oggetto di “ristrutturazione”: che fine hanno fatto le nostre precedenti discussioni? C’è possibilità di recuperarle, visto che a qualcuna di queste avevo partecipato attivamente e mi piacerebbe rileggerle?
    Vi Ringrazio in anticipo se vorrete rispondermi e auspico di vedere sempre la Polizia al fianco dei cittadini e non già tanti Vostri Colleghi continuamente frustrati dalle infinite trappole che la “legge” vi sta tendendo in nome di non si sa bene che cosa. E’ vero che “Sub Lege Libertas”, ma se dovete operare “in nome della legge”, la legge vi deve dare gli strumenti giusti, mica mettervi a priori sul banco degli imputati e lasciarvi lì a difendervi da soli ogni qual volta fate un intervento di servizio …
    Se invece di queste amenità le Autorità Preposte si fossero occupate dei vostri problemi “veri & seri”, non sarebbe stato meglio per tutti? So già come la pensate e mi accodo ….
    Un caro saluto!

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  6. Ciao @Vito, ben ritrovato e soprattutto buon anno!
    Ciascuno di voi ha postato argomentazioni estremamente eloquenti e articolate, oltre che sensate! Vado con ordine, cercando di rispondere a tutti voi.

    @Fabio
    Indubbiamente le scelte estetiche sono soggette a valutazioni soggettive insindacabili. Rispetto assolutamente il tuo punto di vista, ma a questo punto…..perchè non lasciare tutto com’era?? All’indomani della riforma del 1981 furono proprio i funzionari a fare il diavolo a quattro per mantenere le stellette e le torri (che – ricordo – dovevano essere sostituite proprio dai pentagoni passati poi agli Ispettori); oggi invece questo nuovo cambio lascia tutta la categoria assolutamente indifferente…. Questo mi lascia pensare – o, peggio, conferma – a una perdita di identità del ruolo di COMANDO insito nella vecchia graduazione e a una “managerizzazione” di tutto il comparto. Il prossimo passo quale sarà? L’abolizione del saluto alla visiera, poiché troppo “militare”??….

    @guardia aggiunta
    Non serve che aggiunga altro al tuo post, che condivido nel modo più assoluto. Già parlando dello sciagurato riordino delle carriere con un sindacalista, mi disse: “Ce lo hanno imposto senza alcuna possibilità di contrattazione”. Gli ho riposto: “Allora, cosa ci state a fare?”….

    @Vito Campisi
    Hai centrato il vero nocciolo della questione!! Ma da te non potevo aspettarmi altro!!
    E’ tutta una questione POLITICA. E – aggiungo – politica SCHIZOFRENICA, che da un lato vuole ribadire il netto distacco di un’amministrazione dal mondo militare, ma che dall’altro militarizza un’altra amministrazione civile “asservendola” a un’Arma che – tra l’altro – è tra le più militariste attualmente presenti. Il risultato è proprio un inevitabile disorientamento che colpisce il cittadino (che ancora oggi confonde il nostro sovrintendente con il maresciallo) e annichilisce noi operatori. Sui costi vivi di gestione di questa carnevalata mi sono invece già espresso.
    Per quanto riguarda i topic del vecchio forum, purtroppo non sono più recuperabili poiché caricati su una piattaforma che non c’è più. Dovrei avere fatto un backup, ma dovrei guardare sul vecchio PC e comunque vedrebbe la partecipazione di utenti che non si sono iscritti qui su WordPress. In ogni caso, qualsiasi suggerimento per un adeguamento di questo portale alle esigenze di confronto degli utenti è naturalmente ben accetta e – in accordo con gli altri amministratori – non ci sarà problema a darvi operatività!! Ricordo che abbiamo predisposto una “Sezione a tema libero” (equivalente alla vecchia OFF TOPIC) a vostra completa disposizione per qualsiasi dibattito non riguardante gli argomenti strettamente peculiari alla storia della Polizia!

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  7. Senza ledere la sensibilità di nessuno, ci si riempie sempre la bocca di storia e tradizione, premesso che sono un appartenente alla polizia locale, vorrei sottolineare che le attuali qualifiche della PS sono civili derivate dai gradi militari, e quelle dovrebbero mantenere in quanto la loro storia del Corpo insegna che dallo status militare passarono in seguito allo status civile speciale. I distintivi attuali sembrano bulloni e viti che mal si legano con i distintivi caratteristici delle FFOO italiane…….molto più brutti e confusionario di quelli delle polizie locali!

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      • @GIACAL

        C’è una volontà di affermare che la Polizia di Stato non è una delle ormai 4 forze di polizia, ma è l’espressione diretta dell’Autorità di P.S.
        Un funzionario della polizia di Stato e un ufficilale dell’Arma sono due figure distinte, con attribuzioni diverse, con percorsi di carriera diversi.
        Assimilarli sulla base del ditsitivo di qualifica come spesso accade oggi è un errore.
        Perciò il Capo della Polizia vuole affermare un’autonomia e una specificità che parta già dai segni distintivi esteriori.
        E’ la proposta attuale che non è apprezzabile….non c’è nei nuovi “gradi”un’immediata percezione del ruolo e della funzione.

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  8. Buonasera a tutti. Io credo che l’argomento sia solo un piccolo rivolo di un fiume in piena che ci ha travolto e ci travolgerà e che riguarda ogni aspetto della nostra società. Ovviamente la mia opinione è personalissima, non prescinde dal rispetto verso tutti, in primis verso quell’Amministrazione a cui ci onoriamo di appartenere ed è espressa per quanto di conoscenza. E’ possibile che i vertici sappiano cose che gli appartenenti ignorano e che si prospettano in un futuro a medio/lungo termine. In primis rilevo una contraddizione: da una parte si riconosce in sostanza che essendo il pubblico impiego organizzato in scatole (i comparti), in questa scatola insieme agli altri si è “costretti” a stare, dall’altra mi pare si esprima una volontà di distinguersi e di staccarsi. Il cambio dei distintivi di qualifica diversi da quelli militari dopo 165 anni di storia è quello che ritengo il terzo segno importante e per me sgradevole espresso. Il primo è stato quello di voler fissare con decreto il giorno della Festa della Polizia il 1 Aprile, giorno della promulgazione di una legge che ancora anzi direi soprattutto oggi, fa discutere e divide. La tradizione vorrebbe che la Festa fosse la data della legge costitutiva dell’organismo (11 Luglio 1852) oppure della decorazione più elevata concessa alla Bandiera. In questo caso, pur essendo la Bandiera decorata di ben tre decorazioni al Valor Militare, non avendo la Polizia una vocazione di difesa esterna della Nazione, sarebbe stato bello fissare il 5 Maggio, data di concessione della Medaglia d’oro al Valor Civile per l’operato delle Volanti. Il secondo segno è stato far aprire alla parata del 2 Giugno dell’anno scorso, il settore della Polizia di Stato ad una formazione di Funzionari in abito civile e la sciarpa tricolore ad armacollo.

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  9. Questo fatto appare ancor più grave non solo come segno di distinzione e di distacco verso le Forze di Polizia ad ordinamento militare ma anche come segno di distacco del ruolo direttivo/dirigenziale verso il resto dell’organismo. In tutto ciò mi pare di rivedere ancora i sentimenti di avversione politico-ideologica verso tutto ciò che è militare, cosa che nulla ha a che vedere con il tecnicismo puro. Le leggi sono chiare per chi le vuole intendere. Le funzioni di Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza attribuite alla Polizia sono incontestate ed incontestabili, così come le qualifiche giuridiche di Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza, parimenti attribuite ai Funzionari della Polizia di Stato ed agli Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri. Il cambio dei distintivi di qualifica, da NESSUNO se non del vertice, avvertito come un problema, come gli altri aspetti sopracitati viene a spezzare una tradizione durata più di un secolo e mezzo, è ridicolo nella grafica e causerà un non irrilevante dispendio di soldi nelle forniture, altro spreco di cui non si sentiva proprio il bisogno. Ma la cosa più grave è che esattamente come nel 1981, ci allontanerà sempre di più da altri colleghi con i quali volenti o nolenti si opera in quello che dovrebbe essere un comune sentire nello spirito di servizio ed ai quali appariremo come quelli che li disprezzano secondo uno schema, ripeto, politico ideologico. Ancora una volta si è permesso alla politica di distogliere l’attenzione da quelli che sono gli aspetti veramente importanti dell’organismo, quelli prettamente tecnici e quelli economici e logistico-strutturali…….

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