I nuovi distintivi di qualifica della Polizia di Stato

A seguito del riordino delle carriere attuato con D. Lgs. n° 95/2017 il Signor Capo della Polizia ha nominato una Commissione di Studio che, attraverso un percorso di analisi strutturato e condiviso con le varie componenti istituzionali dell’Amministrazione della P.S., ha ipotizzato la seguente revisione radicale dei distintivi di qualifica, delle mostreggiature e dei fregi del Corpo.

Tale modifica tiene conto di numerosi fattori tra i quali:

  1. l’elevazione del titolo di studio per accedere ai ruoli iniziali del ruolo di base;
  2. l’introduzione di una carriera aperta dalla base;
  3. l’istituzione di nuove figure apicali con maggiori responsabilità: tali figure non costituiscono – è bene ribadirlo – un ulteriore grado aggiuntivo, ma sono create per valorizzare la singola figura professionale sulla base dell’anzianità di servizio e del ruolo rivestito;
  4. la caratterizzazione del ruolo Ispettori e delle carriere iniziali dei funzionari a sviluppo rispettivamente “direttivo” e “dirigenziale.

La nuova veste grafica e la stessa disposizione dei nuovi distintivi di qualifica hanno cercato di mantenere una continuità con la nostra storia, ma anche un più moderno allineamento della Polizia italiana con le altre Polizie europee a ordinamento civile. In particolare – come si vedrà – il nuovo fregio da copricapo risulta ora ad ali spiegate e richiama quello adottato la prima volta nel 1919 e che, pur nelle parie fogge, ha accompagnato fino ai giorni nostri la vita della Polizia di Stato attraverso le varie denominazioni che l’hanno caratterizzata.

Ecco a voi le tabelle proposte.

fregio

 

mostreggiature

agenti assistenti sovr

ispettori

funzionari

dirigenti e ripilogo

48 pensieri su “I nuovi distintivi di qualifica della Polizia di Stato

  1. mi ritengo solitamente un entusiasta e una persona positiva; la “lamentite”, malattia endemica nel pubblico impiego mi ha lasciato, per ora, immune… Nondimeno vorrei condividere alcune osservazioni circa la prospettata riforma delle insegne di qualifica ma… sempre con spirito costruttivo!
    1a osservazione: i motivi.
    Vi era (è) un motivo particolare per cui si è sentita l’esigenza di cambiare i nostri distintivi? Ovvero: i distintivi sono solo un patrimonio “interno”, ad uso e consumo degli appartenenti ad un Corpo oppure sono un patrimonio di tutti, appartente cioè anche al semplice cittadino che riconosce in quei distintivi un significato? Di più: essere apostrofati dalla gente come “brigadié”, “comandante”, “maresciallo”, “ispettò” ecc. deriva da un immaginario collettivo cui concorrono anche i simboli o è un modo tutto italiano di relazionarsi con una divisa? Lascio a voi la risposta…
    Tutto (o quasi) il comparto civile della sicurezza si era conformato ai distintivi di qualifica della Polizia, riconoscendone anche nei simboli la funzione di orientamento. E noi che facciamo? cambiamo tutto.. Siamo certi che non sia una decisione autolesionista?
    Ancora: in TUTTI i paesi del Commonwealth i distintivi di qualifica sono mutuati da quelli militari (e nessuno si scandalizza) anche se il modello di polizia britannico è tradizionalmente e profondamente civile. Tale uniformità, dal Canada alla Nuova Zelanda, da Malta al Pakistan, è immutata da decenni e a nessuno viene in mente di alterarla… anche questo è un modo per radicare nei cittadini dei simboli che poi si sedimentano nella memoria collettiva. Cambiarli ogni 30 anni non credo che aiuti molto in questa direzione…
    2a osservazione: i modi.
    da quando siamo un nazione tutti i corpi armati dello Stato avevano (sic!) dal punto di vista uniformologico dei tratti comuni che ne sottolineavano, appunto, l’italianità. La sciarpa azzura degli ufficiali, adottata anche da TUTTI i funzionari (anche della polizia locale) ne è l’esempio più lampante. Nella uniforme di gala questa caratteristica era vieppù evidente: l’uniforme era uguale per tutti. Cambiava nel fregio del berretto e in quello sulle spalline; per il resto l’uniforme era sostanzialmente uguale per tutti i corpi armati, nera, con i medesimi gradi, dalla Marina alla Polizia.
    La scelta di creare ex novo dei segni di qualifica che non hanno radici nella tradizione uniformologica italiana appare quantomeno ardita. I distintivi dei funzionari ricordano quelli balcanici o della galassia ex sovietica. Tra l’altro, anche i POMPIERI si erano recentemente conformati al sistema “italiano” adottando i tipici gradi degli ufficiali (le cui stellette non sono segno di militarità ma si rifanno piuttosto allo “stellone” d’Italia, simbolo di Venere, da cui l’antico nome greco di Esperia per designare la nostra penisola). Con la nuova riforma, noi poliziotti saremo gli unici “diversi” e non si dica, please, che vi era la necessità di sottolineare la matrice civile di un Corpo, la nostra “specificità”.. Un sovrintendente di Scotland Yard porta le stesse insegne di un colonnello della RAF e nessuno mette in dubbio il suo status.
    Un’ultima considerazione: mai come in questo periodo storico la polizia ha avuto tante qualifiche. Credo che nemmeno la Gioventù italiana del Littorio ne avesse così tante.. e credo che questo dovrebbe farci seriamente riflettere.
    Un cordiale saluto.

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  2. Come sempre @guardia aggiunta ha ragione da vendere.
    Anche da parte mia – ben lungi dal voler polemizzare in modo inutile – questa integrale rivisitazione dei gradi non incontra il favore. Voglio seguire la traccia suggerita dal nostro amico per cercare di capire di più…
    1) I motivi. La modifica dei gradi è solo l’ultimo passo di una più ampia ottica di destrutturazione del nostro Corpo. Avevo lanciato il mio grido di allarme quando nello scandaloso riordino delle carriere avevo notato la proliferazione delle qualifiche, addirittura all’interno dello stesso ruolo! Una cosa inaudita, tantopiù che alla suddetta proliferazione non fa riscontro un reale aumento o variazione dei compiti o dei poteri connaturati al grado. Si pensi solo alla creazione della figura del “Coordinatore”, per stessa ammissione ministeriale NON una nuova qualifica ma una sorta di “riconoscimento”, un “contentino” per l’anzianità di servizio. Di fatto, una figura assolutamente inutile e che contribuisce a creare ancora più confusione: l’Assistente Capo Coordinatore di fatto non è un ufficiale di P.G.; il Sovrintendente Capo Coordinatore non è niente di più del Sovrintendente Capo, derubricato a questo punto al defunto ruolo di Sovrintendente Principale; idem – e peggio – per l’Ispettore Superiore Sostituto Commissario Coordinatore, che già per pronunciarlo correttamente ci vuole lo scioglilingua…. Insomma, una moltiplicazione dei pani e dei pesci che di fatto non sfama nessuno.
    2) I modi. Da quanto è dato sapere, si tratta di un’operazione manu militari del Dipartimento che si è bellamente infischiato dei pareri dei sindacati maggiormente “illuminati”, imponendo una scelta che creerà nei prossimi anni uno sfacelo nelle mansioni e nei ruoli, impedendo di fatto alle nuove leve di accedere ai concorsi interni almeno fino al 2027 e creando una incresciosa corsia preferenziale per chi è ormai alla soglia della pensione, come abbiamo già visto per il precedente concorsone-truffa per 7000 vice sovrintendenti, in cui vecchi assistenti capo hanno preso il grado e se ne sono andati in pensione senza nemmeno un giorno di servizio. Già si è calcolato che l’attuale secondo concorsone – truffa da 3200 vince sovrintendenti non basterà nemmeno a colmare queste figure di neo sovrintendenti “fantasma”…
    Ergo, i nuovi distintivi di qualifica – riferiti dagli illuminati a una pressoché sconosciuta araldica – arriveranno a sancire un’interpretazione assolutamente errata del riordino, che si sarebbe potuto ottenere a costo zero semplicemente unificando il ruolo Agenti-Assistenti con quello dei Sovrintendenti. Ma in questo ambito, a Roma si sono “appecorati” di fronte ai militari: in questo senso, se non arriveremo a separare il comparto Difesa da quello Sicurezza (com’è dappertutto), continueremo a venire ricattati dai soliti generalissimi (Carabinieri in testa) per i quali è semplicemente inconcepibile che un appuntato diventi brigadiere in modo automatico… o che un caporale diventi allo stesso modo sergente.
    Io credo che questo sistema perverso abbia definitivamente sancito la fine di ogni buon proposito contenuto – e mai applicato – nella 121/81….

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  3. Ma poi non è un sistema che consente la immediata distinzione tra un ruolo e l’altro …. …. sembrano tutti uguali….. e soprattutto quello dei dirigenti sembra un Sigillo di qualità di un prosciutto

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    • Siamo purtroppo molto lontani da una corretta rimodulazione della Polizia di Stato in un’ottica di ammodernamento. L’Amministrazione sta attraversando uno dei momenti più drammatici della sua storia, partendo dalla considerazione del malcontento sempre più diffuso tra il personale. Trattamenti economici il cui ultimo adeguamento risale addirittura al Paleolitico, sensazione di abbandono a noi stessi da parte dei dirigenti (molto più attenti al proprio personale carrierismo e a una gestione manageriale da impresa privata), mezzi e uniformi che non ci sono…. e la lista potrebbe ancora continuare. La risposta è stata invece quella di un riordino delle carriere tra i più infausti e dannosi e – a cascata – il rinnovo dei distintivi di qualifica usando come ratio un’araldica che nessuno conosce e che porterà di sicuro confusione. Mi si conceda un’ultima riflessione: visto che siamo circa 100mila operatori e che a ciascuno di noi toccheranno almeno tre “set” di distintivi (metallici per ordinaria, tubolari e per divisa operativa, oltre ai fregi per copricapo…), quanto costerà all’amministrazione far produrre una media di circa 500mila distintivi di qualifica nuovi?…

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      • Si potevano cambiare solo quelli degli agenti e dei funIonari. Per questi ultimi l’aquila più grande potrebbe sostituire la torre

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  4. Voglio limitare le mie considerazioni esclusivamente all’aspetto uniformologico: non vorrei, infatti, dare una lettura “politica” a questa proposta (che reputo oltre che sciagurata, anche incoerente con la Storia dei nostri simboli).
    Sottolineo piuttosto che, stando alle attuali tabelle, l’uniforme di gala (ovvero la cd. tenuta di società per tutti i Corpi armati della Repubblica) prevista per TUTTI i servitori dello Stato (di ogni ordine e grado), nella Polizia di Stato è contemplata solo per il ruolo dei Funzionari… uno scrimine vergognoso che la dice lunga sulla considerazione che ha il Ministero dell’Interno sull’uso della divisa e sul suo significato.
    Purtroppo, al di là dei patetici sondaggi di gradimento, la “riforma dei gradi” è già stata decisa. E, sebbene questo Capo ha realizzato diversi passi avanti per la nostra Polizia, ritengo che quest ultimo sia un clamoroso passo indietro.

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  5. Carissimi Amici del Forum, intanto Buon Anno a tutti!
    Da frequentatore “esterno” (ma neanche troppo …) mi permetto di dire qualcosa di mio sull’argomento. Vorrei evitare di dilungarmi sulle ragioni “oscure” che stanno alla radice di questa ennesima occasione persa; non ne ho sufficiente conoscenza e potrei dire qualcosa di non esatto. Però, da cittadino, vorrei evidenziare che qui appare smarrito il lume della ragione! Che senso ha modificare – decisamente in peggio! – una simbologia già di per sé abbastanza astrusa agli occhi dei più? Che senso ha istituire ex novo qualifiche o attribuzioni che sembrano non avere alcun aggancio nella realtà dei fatti? Che senso ha – infine – andare a buttare via una discreta montagna di quattrini quando, ce lo dicono i vostri Colleghi sul campo, mancano le risorse per cose assai più importanti che una nuova denominazione (e magari anche poco azzeccata sul piano lessicale …)?
    Lascio da parte le questioni araldiche, di cui mi intendo poco, se non per osservare che quella povera aquila ora somiglia di più ad un pollo alla diavola, con le zampette aperte e appoggiate sul nulla …! Agli occhi anche distratti di un comune cittadino si manifesta infatti una rincorsa al pessimo gusto per ciò che riguarda simboli ed uniformi nelle varie Forze Armate dello Stato e la vostra Amministrazione finisce per non essere da meno. Ne cito solo un paio, tanto per capirci: cosa dire di quell’insulso piumetto stile britannico (poi fortunatamente tolto), che era stato imposto sul copricapo dei nostri valorosi Bersaglieri? Oppure, la mania dei berretti nazi-sovietici con annesse “gomene” al posto del sottogola, soprattutto per ciò che riguarda gli Uff. Generali (e ruoli assimilati)?
    Per non parlare della “querelle” che ci fu anni or sono fra le divise della G.di F. e quelle della “Forestale”, troppo simili fra di loro quanto al colore: tutti sappiamo come andò a finire e sappiamo pure come i “Forestali” siano poi confluiti nei ranghi della Benemerita. E tutti i quattrini spesi per il cambio delle divise per la G. di F. era poi il caso di spenderli? Vedo dunque che siete in buona compagnia e che la mania dello spreco non conosce limiti o condizioni!
    Tornando al tema della discussione, ritengo quindi che la proliferazione lessicale delle qualifiche risponda non ad esigenze di funzionalità, ma solo per dare ulteriore scorrimento (verso l’alto) ad un sistema di per sé già viziato alla radice.
    E poi siamo in clima elettorale … Lo so, non dovevo dirlo, ma la tentazione è stata troppa …!
    Di sicuro non cambierà nulla sul piano della efficienza del servizio, poco o nulla cambierà in tasca ai nuovi nominati, molto e bene sarà andato a vantaggio della Commissione insediata per l’evenienza e che ha partorito tale stortura, sempre che la suddetta Commissione abbia avuto una voce in capitolo, anziché avallare decisioni prese altrove. Devo dire che questa rincorsa verso il peggio lascia il cittadino disorientato. Una volta – bene o male – i maschietti dovevano cuccarsi un annetto di naja, per cui c’era un po’ di dimestichezza con i gradi e non era difficile distinguere un Brigadiere da un Capitano. Per i Funzionari la cosa era un po’ più complessa, visto che indossavano panni borghesi, ma l’attribuzione a Commissario non si negava a nessuno e capitava di rado di parlare direttamente a tu per tu col Questore …
    Mi rendo conto di avere messo disordinatamente troppa carne al fuoco, ma dico con sincerità che se stiamo perdendo delle certezze è anche perché non passa giorno che si deve fare i conti con qualcosa di nuovo e, soprattutto, di “calato dall’alto”, di non condiviso, spesso di inutile … Spero vivamente che la ventilata adozione di questa nuova simbologia ed annesse denominazioni finisca in un qualche cassetto ministeriale, più o meno come tante altre istanze, anche se queste ultime meriterebbero in certi casi sorte migliore.
    Prima di salutarvi, una domanda per gli Amministratori, poiché non accedo a questo Forum più o meno da quando anch’esso è stato oggetto di “ristrutturazione”: che fine hanno fatto le nostre precedenti discussioni? C’è possibilità di recuperarle, visto che a qualcuna di queste avevo partecipato attivamente e mi piacerebbe rileggerle?
    Vi Ringrazio in anticipo se vorrete rispondermi e auspico di vedere sempre la Polizia al fianco dei cittadini e non già tanti Vostri Colleghi continuamente frustrati dalle infinite trappole che la “legge” vi sta tendendo in nome di non si sa bene che cosa. E’ vero che “Sub Lege Libertas”, ma se dovete operare “in nome della legge”, la legge vi deve dare gli strumenti giusti, mica mettervi a priori sul banco degli imputati e lasciarvi lì a difendervi da soli ogni qual volta fate un intervento di servizio …
    Se invece di queste amenità le Autorità Preposte si fossero occupate dei vostri problemi “veri & seri”, non sarebbe stato meglio per tutti? So già come la pensate e mi accodo ….
    Un caro saluto!

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  6. Ciao @Vito, ben ritrovato e soprattutto buon anno!
    Ciascuno di voi ha postato argomentazioni estremamente eloquenti e articolate, oltre che sensate! Vado con ordine, cercando di rispondere a tutti voi.

    @Fabio
    Indubbiamente le scelte estetiche sono soggette a valutazioni soggettive insindacabili. Rispetto assolutamente il tuo punto di vista, ma a questo punto…..perchè non lasciare tutto com’era?? All’indomani della riforma del 1981 furono proprio i funzionari a fare il diavolo a quattro per mantenere le stellette e le torri (che – ricordo – dovevano essere sostituite proprio dai pentagoni passati poi agli Ispettori); oggi invece questo nuovo cambio lascia tutta la categoria assolutamente indifferente…. Questo mi lascia pensare – o, peggio, conferma – a una perdita di identità del ruolo di COMANDO insito nella vecchia graduazione e a una “managerizzazione” di tutto il comparto. Il prossimo passo quale sarà? L’abolizione del saluto alla visiera, poiché troppo “militare”??….

    @guardia aggiunta
    Non serve che aggiunga altro al tuo post, che condivido nel modo più assoluto. Già parlando dello sciagurato riordino delle carriere con un sindacalista, mi disse: “Ce lo hanno imposto senza alcuna possibilità di contrattazione”. Gli ho riposto: “Allora, cosa ci state a fare?”….

    @Vito Campisi
    Hai centrato il vero nocciolo della questione!! Ma da te non potevo aspettarmi altro!!
    E’ tutta una questione POLITICA. E – aggiungo – politica SCHIZOFRENICA, che da un lato vuole ribadire il netto distacco di un’amministrazione dal mondo militare, ma che dall’altro militarizza un’altra amministrazione civile “asservendola” a un’Arma che – tra l’altro – è tra le più militariste attualmente presenti. Il risultato è proprio un inevitabile disorientamento che colpisce il cittadino (che ancora oggi confonde il nostro sovrintendente con il maresciallo) e annichilisce noi operatori. Sui costi vivi di gestione di questa carnevalata mi sono invece già espresso.
    Per quanto riguarda i topic del vecchio forum, purtroppo non sono più recuperabili poiché caricati su una piattaforma che non c’è più. Dovrei avere fatto un backup, ma dovrei guardare sul vecchio PC e comunque vedrebbe la partecipazione di utenti che non si sono iscritti qui su WordPress. In ogni caso, qualsiasi suggerimento per un adeguamento di questo portale alle esigenze di confronto degli utenti è naturalmente ben accetta e – in accordo con gli altri amministratori – non ci sarà problema a darvi operatività!! Ricordo che abbiamo predisposto una “Sezione a tema libero” (equivalente alla vecchia OFF TOPIC) a vostra completa disposizione per qualsiasi dibattito non riguardante gli argomenti strettamente peculiari alla storia della Polizia!

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  7. Senza ledere la sensibilità di nessuno, ci si riempie sempre la bocca di storia e tradizione, premesso che sono un appartenente alla polizia locale, vorrei sottolineare che le attuali qualifiche della PS sono civili derivate dai gradi militari, e quelle dovrebbero mantenere in quanto la loro storia del Corpo insegna che dallo status militare passarono in seguito allo status civile speciale. I distintivi attuali sembrano bulloni e viti che mal si legano con i distintivi caratteristici delle FFOO italiane…….molto più brutti e confusionario di quelli delle polizie locali!

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      • @GIACAL

        C’è una volontà di affermare che la Polizia di Stato non è una delle ormai 4 forze di polizia, ma è l’espressione diretta dell’Autorità di P.S.
        Un funzionario della polizia di Stato e un ufficilale dell’Arma sono due figure distinte, con attribuzioni diverse, con percorsi di carriera diversi.
        Assimilarli sulla base del ditsitivo di qualifica come spesso accade oggi è un errore.
        Perciò il Capo della Polizia vuole affermare un’autonomia e una specificità che parta già dai segni distintivi esteriori.
        E’ la proposta attuale che non è apprezzabile….non c’è nei nuovi “gradi”un’immediata percezione del ruolo e della funzione.

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  8. Buonasera a tutti. Io credo che l’argomento sia solo un piccolo rivolo di un fiume in piena che ci ha travolto e ci travolgerà e che riguarda ogni aspetto della nostra società. Ovviamente la mia opinione è personalissima, non prescinde dal rispetto verso tutti, in primis verso quell’Amministrazione a cui ci onoriamo di appartenere ed è espressa per quanto di conoscenza. E’ possibile che i vertici sappiano cose che gli appartenenti ignorano e che si prospettano in un futuro a medio/lungo termine. In primis rilevo una contraddizione: da una parte si riconosce in sostanza che essendo il pubblico impiego organizzato in scatole (i comparti), in questa scatola insieme agli altri si è “costretti” a stare, dall’altra mi pare si esprima una volontà di distinguersi e di staccarsi. Il cambio dei distintivi di qualifica diversi da quelli militari dopo 165 anni di storia è quello che ritengo il terzo segno importante e per me sgradevole espresso. Il primo è stato quello di voler fissare con decreto il giorno della Festa della Polizia il 1 Aprile, giorno della promulgazione di una legge che ancora anzi direi soprattutto oggi, fa discutere e divide. La tradizione vorrebbe che la Festa fosse la data della legge costitutiva dell’organismo (11 Luglio 1852) oppure della decorazione più elevata concessa alla Bandiera. In questo caso, pur essendo la Bandiera decorata di ben tre decorazioni al Valor Militare, non avendo la Polizia una vocazione di difesa esterna della Nazione, sarebbe stato bello fissare il 5 Maggio, data di concessione della Medaglia d’oro al Valor Civile per l’operato delle Volanti. Il secondo segno è stato far aprire alla parata del 2 Giugno dell’anno scorso, il settore della Polizia di Stato ad una formazione di Funzionari in abito civile e la sciarpa tricolore ad armacollo.

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  9. Questo fatto appare ancor più grave non solo come segno di distinzione e di distacco verso le Forze di Polizia ad ordinamento militare ma anche come segno di distacco del ruolo direttivo/dirigenziale verso il resto dell’organismo. In tutto ciò mi pare di rivedere ancora i sentimenti di avversione politico-ideologica verso tutto ciò che è militare, cosa che nulla ha a che vedere con il tecnicismo puro. Le leggi sono chiare per chi le vuole intendere. Le funzioni di Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza attribuite alla Polizia sono incontestate ed incontestabili, così come le qualifiche giuridiche di Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza, parimenti attribuite ai Funzionari della Polizia di Stato ed agli Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri. Il cambio dei distintivi di qualifica, da NESSUNO se non del vertice, avvertito come un problema, come gli altri aspetti sopracitati viene a spezzare una tradizione durata più di un secolo e mezzo, è ridicolo nella grafica e causerà un non irrilevante dispendio di soldi nelle forniture, altro spreco di cui non si sentiva proprio il bisogno. Ma la cosa più grave è che esattamente come nel 1981, ci allontanerà sempre di più da altri colleghi con i quali volenti o nolenti si opera in quello che dovrebbe essere un comune sentire nello spirito di servizio ed ai quali appariremo come quelli che li disprezzano secondo uno schema, ripeto, politico ideologico. Ancora una volta si è permesso alla politica di distogliere l’attenzione da quelli che sono gli aspetti veramente importanti dell’organismo, quelli prettamente tecnici e quelli economici e logistico-strutturali…….

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  10. (Gerard): … Il primo è stato quello di voler fissare con decreto il giorno della Festa della Polizia il 1 Aprile, …. ecc. ecc.
    Questa coincidenza proprio non l’avevo notata: un bel “Pesce d’Aprile”!
    A parte la battutaccia, di cui chiedo scusa a tutti, credo che la discussione – pur interessante ed attuale – rischi di “isterilirsi” su tematiche nelle quali nessuno dei partecipanti può dirigere il gioco, ma solo accettarlo così com’è … Troppo grande ormai è la distanza fra chi decide, stando nella stanza dei bottoni, e chi si trova la cosa ormai fatta, stando sul sedile della Volante oppure in piazza in O.P. …
    Ma allora, mi chiedo, a che cosa (volevo dire “a che cavolo” …) è servito il processo di “pseudodemocratizzazione” del 1981, se non a creare qualche posizione di rendita in più? Le tanto ventilate “riforme” a che cosa sono servite? Da esterno osservo solo un incremento furibondo della delinquenza (micro & macro) e – passatemelo – me ne frego delle statistiche ministeriali: i numeri veri dei reati commessi sono assai maggiori, solo che la gente ormai non va più a perdere tempo a fare una denuncia, tanto sa che, bene che vada, solo una parte infinitesima dei colpevoli viene assicurata alla giustizia, la quale – poi – te li rimette subito in strada, poverini … E lo sapete meglio di me!
    E allora ben vengano i nuovi alamari, l’aquila che sembra un galletto spennacchiato, i rombi, le stelline a tante punte, i baffi e tutta la congerie di simbologie che finirà solo per disorientare ancora di più anche gli addetti ai lavori. Così come ben vengano le qualifiche fantasiose, i sotto-capi, gli aggiunti, i principali, i vice-tutto e via discorrendo … Neanche alla corte barocca di Re Sole si era sviluppata una tale pletora di suddivisioni; e una ragione ci sarà pure, o no?
    Ho quasi nostalgia dei bei tempi, quando l’Appuntato in borghese della “politica” qualcuno, non vedendo la divisa, la scambiava per un Funzionario e ogni tanto ci scappava un “Dottore” non sapendo con chi si aveva a che fare …
    OK, forse ho esagerato e sono andato fuori tema, ma il bene che comunque voglio alla Polizia è tale che non sopporto più di vederla stiracchiata un po’ di qua e un po di là per esigenze di bottega. Bene ha fatto il vostro Capo a dire che non siete la foglia di fico di nessuno e che sarebbe ora che i politici in primis si assumessero le loro responsabilità, prima di buttarle sempre e comunque addosso a voi!

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  11. Sia detto con rispetto verso la persona e l’elevata funzione ma l’impressione è sempre più quella di un organismo decapitato…..un organismo in cui la testa non si riconosce nel corpo ed il corpo non si riconosce nella testa. Io credo nel valore fondante e nel cemento della tradizione. Nella nostra tradizione c’è sempre stato la Guardia, il Brigadiere, il Maresciallo, il Capitano, il Colonnello e così via, con i distintivi di grado/qualifica uguali a quelli delle Forze Armate …..non l’Assistente, il Sovrintendente e l’Ispettore che fanno parte di una cultura straniera…….democratizzazione? Non credo proprio. Vicende personali a parte per cui ho pagato pesantemente il reato d’opinione, le ultime vicende del riordino e del rinnovo del contratto solo apparentemente disgiunte ma in realtà collegate con il tema del forum, dimostrano la farsa di un sistema pieno di sindacati che senza il diritto di sciopero sono stati costretti a firmare un contratto con benefici economici risibili decisi unilateralmente dalla controparte, esattamente come prima del 1981. Sulla rete intranet interna denominata DoppiaVela è stato indetto un sondaggio in cui dopo un bel messaggio del Capo era prevista la possibilità di esprimere un voto da uno a cinque (ma non un’opinione) sui nuovi distintivi di qualifica. Dove sta la democrazia?
    La sciarpa azzurra per gli Ufficiali/Direttivi è la tradizione militare più antica al mondo risalendo al 1366. Aboliranno anche quella? Magari perché costituisce un richiamo religioso di devozione mariana sabauda in uno stato che vorrebbe definirsi laico ma è invece una spudorata teocrazia cattolica?

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    • Il mondo va avanti e necessita, a mio parere, modernizzare anche le vecchie simbologie armonizzandole con le altre forze di polizia civili d’Europa (non usiamo più la bicicletta per le pattuglie come agli inizi del ‘900 ma siamo dotati di automobile). La storia del passato ce la ricorda i libri.
      Mi spiace per i gradi degli ispettori e dei sovrintendenti dell’Arma dei Carabinieri che continuano ad essere “vecchi” da guerra punica e soprattutto non in linea non la PS, dopotutto le due forze si trovano spesso a dover operare insieme sulle strade generando confusione nel grado non tanto per gli interessati che lo indossano ma per i cittadini che li guardano. Era l’occasione buona per rivederli radicalmente in chiave moderna sbirciando, visto che di idee italiane allo SMD non ce ne sono, nei gradi delle poche polizie ad ordinamento militare d’Europa se proprio non si voleva “copiaere” quelli della polizia italiana.
      Quanto è difficile cambiare!!!!

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  12. …….cambiare per cambiare o cambiare per ideologia non mi pare una cosa buona. Per quello che ho potuto capire tra la maggior parte dei colleghi che mi è capitato di ascoltare, non era sentito come un problema….la mia modesta opinione (e VORREI sbagliarmi!) è che questo cambiamento sia solo un cambiamento di matrice politico ideologica basato sull’ostilità verso l’Istituzione Militare come gli altri due “messaggi” che sono stati lanciati, e cioè il fissare la Festa della Polizia il 1 Aprile, giorno della promulgazione della legge di smilitarizzazione nel 1981, ed il far sfilare i Funzionari alla parata del 2 Giugno in abiti civili con la sciarpa tricolore ad armacollo. Parata dove peraltro da tempo sono presenti tutte le componenti del servizio alla comunità, in uniforme, Corpi di Soccorso e Protezione Civile compresi. Il tutto appare sempre più assurdo non solo perché sui sentimenti negativi (soprattutto se politico ideologici) non si costruisce nulla di buono, ma perché volenti o nolenti, piaccia o non piaccia, la pubblica Amministrazione è organizzata a comparti che sono scatole in cui sono presenti più Organismi ad ordinamento diverso. Nel nostro caso ne abbiamo ben due ad ordinamento militare e con un piede nell’altro comparto, quello Difesa, facendo parte delle Forze Armate. E’ inutile nutrire o far nutrire speranze di soppressione ed inglobamento degli altri, perché non avverrà mai. Sarebbe più ragionevole e produttivo cercarne il dialogo e la collaborazione evitando (ad alti livelli ovviamente) atteggiamenti di superiorità che non portano a nulla ed andare verso non un’omologazione (ognuno è erede e geloso custode della propria diversa storia) ma verso un’omogeneità formale e procedurale che aiuterebbe a cementare il comune spirito di servizio……Hai ragione Paolo….come scrisse il dottor FARA in un Rapporto Italia alla metà degli anni 2000, questo è un paese immobile fermo a logiche medievali ma i cambiamenti che vorrei sono l’introduzione di una maggiore meritocrazia, miglioramenti economici soprattutto sotto la forma di fringe benefits. Ancora non si è compreso che in tutta la pubblica amministrazione non puoi assumere un ragazzo di Catanzaro e proiettarlo a Milano pretendendo che ci si trovi casa e magari ci porti anche la moglie con uno stipendio da 1.500 € al mese. Ci vuole un’edilizia residenziale di servizio con riscatto a tempo, cosa abbandonata da tempo e molte altre cose che le grandi aziende italiane e straniere hanno compreso ed attuato da tempo……..tecnologia contro il cyber crime, armamento ed equipaggiamento moderno che non ci costringa più ad un uso letale delle armi da fuoco…..i gradi possono pure rimanere ottocenteschi, come le decorazioni del bavero della giubba per Direttivi, simbolo di un’immutabilità dei sentimenti e delle elevatissime funzioni e dello spirito di sacrificio, anche quando purtroppo la comunità che noi serviamo sceglie altri valori e sembra aver perso la vecchia sana rotta e rischia di non trovare più la bussola………

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  13. Non posso che quotare @Gerard che come sempre colpisce nel segno!
    Provocatoriamente mi chiedo: cos’è tutta questa fretta nel rinnegare l’aspetto più “militare”, almeno a livello simbolico? La Polizia di Stato è un’Amministrazione civile a ordinamento speciale: non è bastata la 121/81 a ribadirlo?

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  14. Ora è ufficiale. La manovra complessiva per i nuovi distintivi di qualifica per Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Arma dei Carabinieri e Corpo della Giardia di Finanza è costata all’erario la modica cifra di 5 MILIONI DI EURO!! Comunicato SAP di questo momento. Ora, se volete scusarmi, vado a vomitare……

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  15. Mi duole e non sapete quanto ma mi sento in dovere di aggiungere un’altra considerazione a quelle già espresse. Debbo ammettere che alla mia veneranda età e con tutta l’esperienza di quasi 40 anni al servizio nella pubblica amministrazione alle volte mi riesce ancora difficile capire per intero tutto quello che si nasconde dietro certe manovre. Avevo pensato che il cambio dei distintivi di qualifica fosse perlopiù un fatto politico-ideologico ed invece alla luce anche di un attento esame al riordino-disordino delle carriere sono convinto che ci sia anche un altro aspetto molto sgradevole. Spero di riuscire a spiegarlo compiutamente perché è già difficile tra addetti ai lavori, figurarsi per i non addetti. Nel 2000 con il D.Legs. 334/2000, finalmente il legislatore introduce anche nella Polizia di Stato come per TUTTE le altre Forze di Polizia e Forze Armate la possibilità per i quadri intermedi (Ruolo Ispettori) NON laureati di transitare tramite concorso e corso di formazione nel ruolo direttivo (Commissari), cercando anche di sanare una situazione lesiva intervenuta con la riforma del 1995 su cui non mi soffermo. Questo ruolo definito “speciale” di fatto non verrà mai attuato per la semplice opposizione dei Direttivi e Dirigenti laureati e dei vertici dell’Amministrazione che per 17 anni in violazione di legge si rifiuterà di bandire i concorsi annuali. I Direttivi ottengono che col medesimo D.Legs. di avanzare di BEN DUE qualifiche. In pratica, parlando in termini militari, più semplici, i Tenenti diventano tutti Maggiori ed i Capitani diventano tutti Tenenti Colonnelli. Il tutto per non essere “infettati” dalla “orrenda commistione” con i non laureati. Al che gli altri non ci stanno a questa “furbata” e con un contestuale D.Legs. ottengono nell’equiparazione tra gradi militari e qualifiche della Polizia di tirarci giù di un grado, cercando di riportare le cose a posto. L’Amministrazione per 17 anni si rifiuta anche qui di rispettare la legge e continua a conferire i vecchi gradi. In quel D.Legs. c’era un’anomalia nel senso che il Vice Questore Aggiunto corrispondeva sia al Maggiore che al Tenente Colonnello. Ed ecco la grande idea. Col D.Legs. del Giugno 2017 l’Amministrazione riporta le cose a posto introducendo la nuova qualifica di Vice Questore, in modo che anche le nostre qualifiche di Dirigenti e Direttivi ridiventino effettivamente 8 (da Vice Commissario – Sottotenente a Dirigente Generale – Generale di Divisione), inquadra parte dei suoi Funzionari facendoli salire di una qualifica e dirigenzializzandoli ma a questo punto si pone il problema di chi entra e di chi frequenta la Scuola Superiore di Polizia (Accademia) che dovrebbe “degradarsi” per rispettare la nuova legge. Come fare? Semplice: ci inventiamo nuovi distintivi di qualifica così nessuno se ne accorge! Geniale no?

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  16. Caro Gerard, hai centrato la questione!
    Sono in servizio da 20 anni e da qualche tempo lavoro in ambito interforze. Ho imparato a notare delle differenze, che prima di arrivare in un ambiente di lavoro che fa della promiscuità delle sue componenti un valore aggiunto, non avevo mai considerato. L’art. 632 del decreto legislativo 15 marzo 2010 stabilisce la comparazioni di gradi e qualifiche tra le forze armate e di polizia, ma le insegne e i fregi sono assolutamente non corrispondenti. Il commissario capo, fino ad oggi rappresentato da una torre più una stella, ha di fatto i gradi del maggiore, ovvero quello, che nelle forze armate o nelle forze di polizia ad ordinamento militare è un ufficiale superiore.
    In realtà, per legge, il commissario capo è un capitano, ovvero tre stelle nel restante comparto sicurezza. Il vice questore aggiunto, con una torre e due stelle, si rappresenta visivamente come un tenente colonnello. Per legge, i primi 5 anni corrispondono al grado di maggiore e solo dopo a quello di tenente colonnello. In ambito interforze, il problema nasce quando, per esempio, un capo divisione della DIA, ruolo affidato a primo dirigente o colonnello, debba essere sostituito dal suo vice più anziano. Infatti, ci può essere un maggiore della g. di f. o dei cc con quattro anni di anzianità nel grado che è più altro in grado, secondo la legge, del vice questore aggiunto con due anni di anzianità. La stessa cosa per un capitano e un commissario capo meno anziano nel grado. La fortuna vuole che in questi ambienti si lavori in abiti civili, anche se mi sono reso conto che la confusione è tanta e spesso viene alimentata pretestuosamente.
    Per quanto attiene alla revisione odierna dei gradi e delle qualifiche si continua a perpetrare questa sperequazione e anzi si acuisce. Tuttavia, siccome il decreto dei nuovi gradi è stato firmato dai vertici di tutte le forze di polizia, si è dovuto procedere con la creazione di nuove forme o “formelle”, che, seppure nell’ambito interno non ingannano nessuno, verso il cittadino danno adito a valutazioni erronee.
    Chiunque, non appartenente all’amministrazione, vedendo in uniforme un “nuovo” commissario capo e un capitano, un “nuovo” vice questore aggiunto ed un maggiore, un “nuovo” vice questore (tre formelle)) e un tenente colonnello, un “nuovo” primo dirigente (quattro formelle) e un colonnello, valuterebbe i primi superiori in grado ai secondi.
    A mio parere, per dare un contentino psicologico ai funzionari, si sono dovute stravolgere le tradizionali insegne creandone delle nuove che sembrano un misto tra la quelle indossate dagli istituti di vigilanza privata e le polizie dei paesi balcanici, con tutto il dovuto rispetto per le citate organizzazioni!

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    • P.S. mi fa notare un grande collega, Sostituto Commissario anzianissimo, che la stessa cosa vale per i nuovi vice commissario (due formelle) che corrisponde al sottotenente (una stella) e commissaro (tre formelle) corrispondente al tenente (due stelle).
      Almeno l’avessero fatto anche per noi!!
      No, questa è solo una battuta, l’anzianissimo di cui sopra è orgoglioso delle sue insegne.

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  17. Purtroppo non c’è nulla per cui essere orgogliosi, anzi. E’ un momento molto brutto per la storia della nostra gloriosa Istituzione. Buttare all’aria le tradizioni ha solo l’effetto di distruggere un’identità. Non è per dare un contentino ai funzionari, è proprio per evitare di retrocederli quando si dovesse rispettare finalmente la legge! Se si fosse lasciato tutto come prima, i funzionari vincitori di concorso pubblico durante il corso biennale alla Scuola Superiore dalla sera alla mattina avrebbero dovuto montare sulla spallina due stelle e non tre, come del resto sarebbe stato logico. E quando uscivano dal corso avrebbero dovuto montare tre stelle e non una torre ed una stella. E questo sarebbe stato uno schiaffo morale insopportabile per una certa arroganza di casta. Questo “scherzo” oltretutto ci costerà un sacco di soldi buttati al vento inutilmente con la nuova fornitura!

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    • La storia della casta è ormai una cosa stucchevole. Nemmeno i funzionari sono stati interpellati quando si è trattato di adottare nuove insegne di qualifica.
      non corrisponde al vero il fatto che avrebbero dovuto mettere le 2 stelle e soprattutto molti funzionari non approvano questi nuovi distintivi.
      Basta veramente con queste paturnie mentali sulla casta

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      • Dunque…. la “base” non è stata interpellata, il settore intermedio (quello dei sottufficiali) nemmeno, a quanto leggo anche i funzionari sono stati estromessi anche solo dal dire la loro e addirittura non approvano i nuovi gradi. E’ stato fatto un sondaggio-burla su DV, con l’unico esito di evidenziare l’assoluto disinteresse verso una decisione che era comunque già stata presa. Allora, se le cose stanno così, ancora peggio mi suona! Se dunque – come pare – si è trattato di una decisione manu militari, la mia indole sospettosa si chiede: cui prodest?

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  18. Signor SIMONELLI, la invito ad essere meno insofferente verso chi esprime seriamente fatti concreti. Tutta la mia descrizione di quanto avvenuto nel 2000 è reale e corrisponde a fatti concreti. L’attribuzione iniziale di ben due qualifiche della scala gerarchica direttiva è stato un atto grave, ingiustificato e di manifesto disprezzo non solo verso una decisione del legislatore di uniformare l’ordinamento della Polizia di Stato a quello di TUTTE le altre Forze di Polizia con la valorizzazione della professionalità acquisita dai quadri intermedi (Sottufficiali) appartenenti al ruolo Ispettori già lesi dalla riforma del 1995 e da numerose agevolazioni precedentemente concesse, ma verso i destinatari di quel provvedimento. Così come il privilegio concesso di transito nelle altre Amministrazioni dello Stato. Come a dire, tanto per essere chiari: <>. La decisione del vertice di NON bandire MAI i concorsi per il Ruolo Direttivo Speciale risulta assunta informalmente dopo consultazioni tra Dirigenti a scalare. Per chiarezza riporto il disposto del DECRETO LEGISLATIVO 5 ottobre 2000, n. 298 Riordino del reclutamento, dello stato giuridico e dell’avanzamento degli ufficiali dell’Arma dei carabinieri, a norma dell’articolo 1 della legge 31 marzo 2000, n. 78 Art. 32 Equiparazione tra gradi e qualifiche
    1. Dalla data di entrata in vigore del provvedimento legislativo di cui all’articolo 71 del decreto legislativo emanato ai sensi dell’articolo 5 della legge 31 marzo 2000, n. 78, con decorrenza dal 15 marzo 2001, l’equiparazione tra i gradi e le qualifiche dei ruoli normali degli ufficiali dell’Arma dei carabinieri e del corpo della guardia di finanza con i funzionari delle altre Forze di polizia di cui all’articolo 16, commi 1 e 2, della legge 1o aprile 1981, n. 121,

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  19. per effetto del presente decreto e degli articoli 3, 4, 5, 7, commi 1 e 2, della legge 31 marzo 2000, n. 78, e’ stabilita come di seguito:
    a) generale di corpo d’armata: dirigente generale di livello B;
    b) generale di divisione: dirigente generale;
    c) generale di brigata: dirigente superiore;
    d) colonnello: primo dirigente;
    e) tenente colonnello-maggiore: vice questore aggiunto;
    f) capitano: commissario capo;
    g) tenente: commissario.
    2. Analoghe modalita’ di equiparazione si applicano agli ufficiali in servizio permanente degli altri ruoli ed ai funzionari degli omologhi ruoli della Polizia di stato, equiparando, altresi’, il sottotenente al vice commissario.

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  20. Appare chiaro come GIA’ dal 2000 i vertici della Polizia di Stato non abbiano applicato una legge dello Stato. Ora non dubito che nell’espressione casta possano anche non essere inclusi molti Direttivi e Dirigenti corretti, ma mi pare altrettanto indubbio che vi sia stata una rilevante parte di loro che ha esercitato pressioni perché la legge venisse disattesa sia impedendo la realizzazione del ruolo direttivo speciale e sia rispettando la nuova tabella di equiparazione tra gradi e qualifiche stabilita con quel Decreto, con un atteggiamento è apparso di disprezzo basato su di un castismo accademico. La Polizia è ad ordinamento speciale e certamente non ha un ordinamento militare ma ha delle precise norme che andrebbero rispettate ed è emerso più volte nell’arco di questi decenni una sorta di insofferenza verso l’uniforme e tutto ciò che ha anche solo una vicinanza formale con l’Istituzione Militare, tanto da far pensare ad un fattore ideologico. L’organizzazione della pubblica amministrazione come noto è fatta di “scatoloni” chiamati comparti e non è innescando una gara con coloro con i quali volenti o nolenti dobbiamo coesistere e convivere che si produce efficienza. Non si capiva perché difatti, almeno nelle forme un ragazzo in possesso di laurea magistrale quinquennale in Giurisprudenza vincitore di concorso, dopo aver frequentato un corso biennale per il conseguimento di un master universitario di secondo livello dovesse uscire con la qualifica di Commissario Capo/Maggiore ed un altro che la Laurea l’aveva conseguita in un corso quinquennale in Accademia dovesse uscire con il grado di Tenente/Vice Commissario. Ecco perché venne approvato quel Decreto che era la risposta di Carabinieri e Finanza alla nostra “accelerazione” ingiustificata. La dimostrazione di ciò che scrivo sta nella introduzione con il Decreto Legislativo del Giugno 2017 della nuova qualifica di Vice Questore che va a riequilibrare la situazione riportando le qualifiche direttive ad otto per equipararle ai gradi militari degli Ufficiali. Di qui la “necessità” di nuovi distintivi di qualifica per non ammettere e rendere evidente un abuso durato 17 anni. Nessuna “paturnia” quindi, nessuna umoralità ma semplicemente una grande amarezza per una totale assenza di rispetto da parte di un rilevante numero di Direttivi e Dirigenti verso la volontà del Parlamento sovrano e verso il ruolo degli Ispettori, calpestato fin dalla sua istituzione….

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  21. …..credo ci sia ancora una cosa da aggiungere. Ritengo che tutta la vicenda abbia una radice molto precisa di carattere economico con delle motivazioni rispettabili anche se mal espresse e peggio portate avanti. In tutta la classe dirigente della società si è ormai scatenata una rincorsa folle basata su tutta una serie di recriminazioni, e conseguenti invidie e gelosie su funzioni e retribuzioni. Ho letto, se è corretto il riporto che a metà degli anni 2000 Giancarlo CIMOLI grande manager sarebbe stato retribuito con 2,8 milioni di euro l’anno per la direzione di una grande azienda pubblica con risultati discutibili. E’ chiaro che quando si leggono certe cifre TUTTI i dirigenti della pubblica amministrazione a cui competono responsabilità rilevanti in tema di ordine e sicurezza pubblica si sentono umiliati e chiedono maggiori gratificazioni economiche. Hanno incominciato Diplomatici, Magistrati e Prefetti in cui il laureato neo assunto entra direttamente in un’area economico-funzionale con trattamento dirigenziale e carriera di sole tre qualifiche e logicamente anche il Direttivo del comparto sicurezza e difesa vorrebbe la stessa cosa. Si innesca allora un meccanismo perverso per cui non potendo elevare il trattamento economico, si accelera la carriera. Il problema è che le carriere di quei comparti avevano una specificità per OGNI qualifica/grado e quest’accelerazione ne ha svilito il senso proiettando oltretutto in avanti persone sempre più giovani di cui non si discute la cultura ma a cui non viene dato il tempo di maturare la necessaria esperienza professionale ed umana….

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    • Quasi tutto giusto quello che Lei dice, ma non si possono mettere sullo stesso piano percorsi di carriera diversi. Nessuna insofferenza verso il mondo militare da parte dei funzionari di P.S. che comunque sono organici ad un’ amministrazione gerarchica che prevede uniformi e qualifiche, ma mi dice cosa hanno in comune un commissario capo dirigente di un commissariato di p.s. e un capitano comandante di compagnia?
      Il primo ha iniziato la propria carriera dopo aver conseguito una laurea, aver maturato qualche esperienza professionale e aver vinto un concorso selettivo (età media di ingresso 30 anni) ed aver frequentato un corso biennale con master; è Autorità di Pubblica sicurezza, emana e firma provvedimenti per i quali è delegato dal Questore ed è responsabile dei relativi procedimenti amministrativi; assume la responsabilità dei servizi di ordine pubblico, oltre a gestire uomini per i servizi istituzionali di controllo del territorio e di polizia giudiziaria.
      Il secondo dopo due anni di accademia, durante la quale consegue il titolo di studio, è già sottotenente, arriva a rivestire il grado di capitano dopo una lunga esperirenza rispetto al primo e gestisce molte più risorse umane, sebbene la sua attività sia prevalentemente quella di assicurare i servizi istituzionali di controllo del territorio e polizia giudiziaria.
      Purtroppo la legge 121/ 81 nel voler mettere attorno ad un tavolo le varie forze di polizia ha portato anche all’errore di equipare le varie figure.

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  22. Mi permetta, signor SIMONCELLI. E’ quasi tutta la carriera che percepisco da parte della quasi totalità dei Funzionari di Polizia una vera e propria avversione verso l’Istituzione Militare e tutto ciò che ne fa parte, in primis proprio l’uniforme e le forme ad essa connesse. Se lei scrive che ha un’opinione differente, ne prendo atto con piacere ma per quanto riguarda la generalità ho avuto la percezione che ho descritto. E proprio la vicenda sciagurata dell’istituzione del ruolo degli Ispettori con la legge 121/81 ne appare conferma con la costituzione di una “fantasia” che pretendeva di staccare un ruolo da un organismo sempre copiando dagli U.S.A. che come noto hanno un sistema amministrativo e giudiziario lontano anni luce come la loro storia rispetto alla nostra. I risultati si sono visti: uno sconvolgimento di carriere che in quasi quarant’anni non riesce a trovare pace nemmeno ora. Piaccia o no il sistema italiano è fatto a scatoloni che sono i comparti e da questi non si può prescindere. I comparti Sicurezza e Difesa sono poi strettamente collegati e da qui nemmeno ci si riesce a muovere. Invece quindi di pretendere di stravolgere un sistema, sarebbe stato più sensato cercare di armonizzarlo. Lei mi chiede poi che cos’hanno in comune un Commissario Capo ed un Capitano Comandante di Compagnia, ne deduco dei Carabinieri anche se non lo specifica. Mi perdoni ma la sua domanda mi pare già venata da un senso di superiorità che non tiene nella giusta considerazione studi e competenze professionali degli altri omologhi delle altre Forze di Polizia. Indubbiamente le Funzioni di Autorità di Pubblica Sicurezza sono delicate ed importanti ma anche un Ufficiale dei Carabinieri anche se non le esercita come responsabile diretto ne è compartecipe sul campo, ha la qualità giuridica di ufficiale di pubblica sicurezza e ne ha la preparazione, tanto è vero che i Comandanti Provinciali fanno parte del Comitato provinciale per l’ORDINE e la sicurezza pubblica. Così come per le funzioni di polizia amministrativa e sociale. E’ vero che la legge da queste attribuzioni alla Polizia di Stato ma non per questo i colleghi dell’Arma sono estranei per competenza e preparazione. Considerazioni analoghe si possono fare per gli omologhi della Guardia di Finanza responsabili della vigilanza sui flussi di denaro sottratto all’erario e frutto di riciclaggio o su quelli della Polizia Penitenziaria responsabili della sicurezza nella delicata e complessa realtà carceraria. E che dire poi di un Comandante di Compagnia delle altre Forze Armate che nelle missioni internazionali di peacekeeping ha la responsabilità di un bel numero di risorse materiali ed umane impegnate in combattimento? Sono competenze a volte parallele, a volte simili, a volte diverse ma ugualmente intense e delicate che richiedono grande preparazione e competenza professionale e meritano omogenei rispetto, considerazione e retribuzione. Inoltre i valori sono gli stessi: amor di Patria, dedizione, abnegazione, spirito di sacrificio e di servizio….Le carriere militari a cui originariamente e tradizionalmente la Polizia si è omologata, hanno il pregio di dare un senso ad ogni singolo grado che procedendo di pari passo con la maturazione umana dettata dall’età consente anche una maturazione professionale. Pretendere di entrare subito da giovani come dirigenti e di avere una carriera fatta di sole tre qualifiche con la motivazione di omologarsi ai settori prefettizi, giudiziari o diplomatici se può essere umanamente comprensibile per le sperequazioni economiche avvertite, in un organismo come la Polizia di Stato risulta devastante con riflessi su TUTTO il comparto. In proposito le suggerisco la visione su you tube dell’interrogatorio del dottor DALFINO da parte del PM ABATE della Procura di Varese a seguito del caso UVA cfr. https://www.youtube.com/watch?v=CuxK53Tju7w . Il giovane Funzionario a cui va la nostra solidarietà e della cui preparazione non si discute, appare proprio gettato allo sbaraglio da un sistema sbagliato. Essere superiori non significa solo avere un titolo di studio superiore ed essere gerarchicamente collocato in posizione superiore ma significa saper dire esattamente ai sottoposti che cosa debbono fare e come farlo, dimostrando di saperlo fare. Diversamente il subalterno non si riconoscerà mai nel superiore e se non è una persona corretta lo terrà in ostaggio, situazione che abbiamo visto molte volte e l’organismo si sfalderà.

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  23. Quoto @Gerard, nella cui provincia proprio in questi giorni è iniziata la distribuzione (ma non ancora la possibilità di indossare) di questo autentico scempio. Lo definisco SCEMPIO senza timore poiché – da una visione più terra-terra – in un momento storico di presunte ristrettezze economiche dell’intero Comparto Sicurezza, avere gettato nel trogolo ben 5 milioni di Euro grida vendetta. Discorso diverso (ma neanche poi tanto) se la PS navigasse nell’oro e consentisse a TUTTI i suoi appartenenti una corretta vestizione…. E invece no. la maggior parte dei poliziotti è costretta a comprare a proprie spese quel minimo di abbigliamento che consenta di uscire in servizio vestiti in modo appropriato. Personalmente, sono 15 anni che non faccio una vestizione completa: la mia ultima divisa ordinaria è del 2004. Su questo sistema di “autogestione” il ministero ci specula alla grande: confidando sul fatto che il dipendente provvederà a proprie spese, risparmierà sulle forniture ordinando sempre meno articoli. Se l’anno scorso un singolo magazzino VECA ha ordinato 50 pantaloni e ne sono stati assegnati 30, facendo risultare però che tutto il personale è stato regolarmente vestito, quest’anno ne ordinerà 30 anziché 50, fino a non ordinarne affatto negli anni a venire….
    Ne consegue che l'”ideazione” di questi distintivi di qualifica e l’esborso di una cifra abnorme farà sì che personalmente io non li indosserò. Fine dei giochi. Meglio non avere niente sulle spalline che portare il risultato dell’ennesima presa per i fondelli. Perché se i soldi ci sono, essi vanno impiegati a partire dai “fondamentali”: giacche, camicie e pantaloni. Se invece i soldi non ci sono, i nuovi distintivi di qualifica dovevano essere davvero l’ultimo dei problemi.

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  24. …esatto Giacal! Piace sempre citare lo slogan “la scienza contro il crimine”. Bello, ma la scienza contro il crimine costa tantissimo. Ed allora non penso solo alle carenze sulle uniformi (ma come mai negli altri Corpi non si verifica MAI, anzi…..si permettono pure l’acquisto per TUTTE le Scuole della costosissima uniforme storica che da noi è riservata solo alla Banda ed al Reparto a Cavallo…) ma agli strumenti di cui potremmo dotare le Specialità Scientifica, Stradale, delle Comunicazioni……ai piloti che si ha difficoltà a far addestrare…….tra le tante testimonianze raccolte tra i colleghi, me ne ha colpito una di colleghi della Stradale che si sono comperati attrezzi per meglio fare il loro lavoro……colleghi che si acquistano a spese proprie giubbetti antiproiettile da indossare sottocamicia per proteggersi dalle armi da taglio perché quelli che fornisce l’Amministrazione giustamente sono molto pesanti…..ed a fronte di questo entusiasmo e spirito di abnegazione e sacrificio si deve vedere uno scempio ed uno spreco come lo chiami, che più che un’innovazione (in chiave anti-militare) sembra voler coprire un abuso di 17 anni…..perché se no gli Allievi Funzionari alla Scuola Superiore…si sarebbero dovuti “degradare”…..

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  25. ” Il giovane Funzionario a cui va la nostra solidarietà e della cui preparazione non si discute, appare proprio gettato allo sbaraglio da un sistema sbagliato. Essere superiori non significa solo avere un titolo di studio superiore ed essere gerarchicamente collocato in posizione superiore ma significa saper dire esattamente ai sottoposti che cosa debbono fare e come farlo, dimostrando di saperlo fare. Diversamente il subalterno non si riconoscerà mai nel superiore e se non è una persona corretta lo terrà in ostaggio, situazione che abbiamo visto molte volte e l’organismo si sfalderà.” MI VUOLE FAR CAPIRE CHE CHI ESCE DALL’ACCADEMIA E VA A COMANDARE UN N.O.R.M. HA QUESTE COMPETENZE PER ESSERE UN SUPERIORE ALL’ALTEZZA? IN QUESTO CASO GLILE HANNO INTROIETTATE PER OSMOSI “MILITARE”??

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  26. “Ne consegue che l’”ideazione” di questi distintivi di qualifica e l’esborso di una cifra abnorme farà sì che personalmente io non li indosserò. Fine dei giochi. Meglio non avere niente sulle spalline che portare il risultato dell’ennesima presa per i fondelli.”

    “…esatto Giacal!”

    BEH DA UN MILITARISTA COME GERARD NON CE LA SI ASPETTA. GIACAL HA FATTO UN’USCITA DA INSUBORDINATO AFFERMANDO CHE NON RISPETTERA’ UNA DISPOSIZIONE…..E LEI PLAUDE???
    USI OBBEDIR TACENDO, TACENDO MORIR ..O NO??

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    • Eh, questo militarismo a doppio senso, che fa comodo ostentare solo in certe circostanze…. fermo restando che “usi a obbedir tacendo” era il motto di qualcun altro…
      In ogni caso voglio puntualizzare il mio punto di vista:
      1) stiamo patendo la peggiore riforma delle carriere che, tanto per cambiare, ha nuovamente penalizzato la base, i colleghi più giovani, regalando qualifiche oggi a chi andrà in pensione domani;
      2) se un’amministrazione costruisse davvero una casa, lo farebbe partendo dalle fondamenta, non dal tetto. Il cambio dei gradi è il tetto; le forniture del minimo indispensabile per non apparire come fantocci (leggi pantaloni, giacché e camicie) sono le fondamenta. Ora, se il processo avesse seguito il suo corso naturale, con vestizioni regolari, sarei stato ben contento di indossare le nuove creazioni artistiche…. ma visto che il processo va al contrario, che non vengo vestito da 15 anni sempre con la solita scusa del “non ci sono fondi” e poi questi fondi vengono magicamente trovati per il superfluo…. beh, mi scusi ma suona come una inaccettabile presa per i fondelli che non accetto nè professionalmente nè umanamente. E non avrò per nulla timore di spiegarlo anche ai consigli di disciplina, se sarà il caso.

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  27. 1) stiamo patendo la peggiore riforma delle carriere che, tanto per cambiare, ha nuovamente penalizzato la base, i colleghi più giovani, regalando qualifiche oggi a chi andrà in pensione domani;
    CONCORDO. I SINDACATI STANNO RASCHIANDO IL FONDO DEL BARILE PER ASSICURARE UN MONTANTE PREVIDENZIALE PIU’ ALTO A COLORO CHE ANDRANNO IN PENSIONE COL MISTO.
    QUELLI CHE VERRANNO SI FREGHERANNO!!!!

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  28. MI VUOLE FAR CAPIRE CHE CHI ESCE DALL’ACCADEMIA E VA A COMANDARE UN N.O.R.M. HA QUESTE COMPETENZE PER ESSERE UN SUPERIORE ALL’ALTEZZA? IN QUESTO CASO GLILE HANNO INTROIETTATE PER OSMOSI “MILITARE”?? Mi scusi, signor SIMONCELLI, come lei sa nei social usare le maiuscole equivale a gridare, dunque perché grida e perché risponde ad opinioni espresse senza gridare e senza toni o parole offensive, gridando e con sarcasmo irrispettoso? Come lei sa la desinenza -ismo nella lingua italiana indica un’accezione negativa di un concetto. Mi ritengo un militare e non un militarista perché ho avuto modo di far parte di entrambe le Amministrazioni ricevendo una formazione che ho potuto sperimentare valida sul campo secondo principi in cui credo di propedeuticità e complementarietà delle sue culture nelle varie e delicate specializzazioni in cui sono poi stato impiegato. Posso quindi parlare con cognizione di causa, cosa che lei non credo possa fare, visto che non perde occasione per sottolineare la sua avversione al mondo ed all’Istituzione Militare di cui deduco, non ha mai fatto parte. I sistemi li fanno gli uomini e le stellette al bavero della giubba non danno certo automaticamente la patente di onestà e/o competenza, ma così come il rifiutarli montando monogrammi. Ferma restando quindi la fallacia umana, ho potuto constatare come vi siano sistemi che mi appaiono più efficienti ed altri meno, soprattutto quando non sono costruiti in base a convinzioni che possono essere giuste o sbagliate ma quando lo sono su schemi ideologici. Su sentimenti negativi come odio od avversione non si può costruire nulla di positivo. Ciò premesso rispondo alla sua domanda anche se ritengo di aver già risposto ma senza attenzione da parte sua. Il sistema di progressione dei gradi nelle carriere militari è basato sul concetto di organica, che è una disciplina precisa e che in ambito militare è più legata al numero che alla competenza, e consente l’acquisizione di un bagaglio di esperienza e di maturazione professionale che procede insieme alla maturazione anagrafica, grazie anche alla diversa permanenza temporale in ogni grado. Il Tenente che è appena uscito dall’Accademia (o dalla Scuola Ufficiali dell’Arma se proveniente dal Ruolo Speciale) oltre a fare un periodo di esperimento pratico, ha sopra di sé un Capitano che a sua volta ha un Maggiore che a sua volta ha un Tenente Colonnello e non di rado ha anche come aiuto un Sottotenente A.U.P.C. (Allievo Ufficiale a Ferma Prefissata, il vecchio Sottotenente di Complemento) ed un Luogotenente carico di esperienza. Tutte figure con una connotazione professionale ed anagrafica ben precisa ma soprattutto con una concatenazione differente da quella che c’è nella Polizia di Stato e che meglio consentono un supporto reciproco e nel contempo la formazione del giovane Ufficiale, fermo restando che da noi alcune di queste figure si sono volute scientemente abolire de facto e con un abuso durato 17 anni. Il sistema è fatto per meglio supportare, mentre nel nostro caso l’appiattimento delle qualifiche all’interno di ogni ruolo ed in particolar modo la pretesa di entrare subito come Dirigenti non mi pare lo consenta. Questo non significa che gli Ufficiali dei Carabinieri siano bravi ed i nostri Funzionari no, significa solamente che là il sistema meglio supporta ogni figura perché ogni figura ha delle caratteristiche ed un senso che da noi si è perso e quindi, come nel caso nel nostro Funzionario, a cui ripeto, va tutta la nostra stima e solidarietà, il giovane viene mandato allo sbaraglio. Non voglio ripetere i dialoghi ma faccia bene attenzione a ciò che dice con tono severo il Magistrato….Non credo che in nessun’altra Forza di Polizia avverrà mai la cancellazione del Ruolo Direttivo e la sola permanenza con ingresso diretto dall’esterno del Ruolo Dirigenziale iniziando da Tenente Colonnello o addirittura da Colonnello…

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  29. BEH DA UN MILITARISTA COME GERARD NON CE LA SI ASPETTA. GIACAL HA FATTO UN’USCITA DA INSUBORDINATO AFFERMANDO CHE NON RISPETTERA’ UNA DISPOSIZIONE…..E LEI PLAUDE???
    USI OBBEDIR TACENDO, TACENDO MORIR ..O NO?? Anche qui rilevo il suo gridare ed il suo sarcasmo irridente. Ripeto che sono un militare e non un militarista. La mia condivisione espressa nel termine “esatto” va al concetto espresso da Giacal e da me ripreso secondo il quale la Polizia ha bisogno di altri investimenti oggi. Essere militari, ma militari VERI nel profondo dell’animo poi, non significa essere supinamente acquiescenti come troppo spesso ho visto fare. Significa, come paradossalmente detto proprio dal Signor Direttore Generale della Pubblica Sicurezza in una visita nella mia provincia, innanzitutto essere leali ed avere coraggio. Il coraggio del dissenso che prevede anche in ambito militare forme e modi ben precisi per esprimerlo. Coraggio per esprimere dissenso, educazione nei modi e nelle forme e lealtà nell’obbedienza finale. Dopodiché certo…del Re custodi e della legge, usi obbedir tacendo e tacendo morir….:-)

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  30. ……….potrei citare tanti episodi significativi di cui personalmente o da vecchi colleghi sono venuto a conoscenza, ma non desidero tediare nessuno. Ne voglio citare uno a proposito dell’obbedienza che ebbe come protagonista un Ufficiale del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza ora ultranovantenne di cui non faccio il nome per ovvio riserbo. In una sua lettera mi raccontò di quando giovane Maggiore (allora se non c’era posto in organico si poteva anche andare in congedo da Maggiore o da Commissario Capo…..) Comandante di Gruppo, ricevette la visita del Capo della Polizia il Prefetto VICARI che secondo i rigidi e bruschi modi di fare dell’epoca, cominciò con toni e modi bruschi ed a voce elevata a muovere rilievi. Il rapporto gerarchico allora era BEN diverso dall’attuale e per TUTTI, Funzionari, Ufficiali, Sottufficiali e Guardie bastava una telefonata per essere sbattuti da un capo all’altro dell’Italia o per essere messi in condizioni di essere prosciolti o di prosciogliersi. Ebbene, quel Maggiore ascoltate i bruschi rilievi, secondo il rigido regolamento di disciplina si mise sugli attenti e chiesto il permesso di parlare elencò le sue ragioni a voce altrettanto alta e rigida. Ascoltatolo, il Prefetto VICARI se ne andò con un <>. Dopo alcuni mesi quel Maggiore (poi congedatosi come Tenente Generale) ebbe la nomina ad un incarico di Comandante di Corpo per il quale era previsto il grado superiore e di lì a poco la promozione. Un episodio non descrive un sistema, certo, ma dimostra come anche più di mezzo secolo fa, per chi era professionalmente e caratterialmente sicuro e coraggioso, il dovere dell’obbedienza non significasse supina acquiescenza nemmeno nella rigidità militare dell’epoca….

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  31. chiedo scusa. Mi dimentico sempre che il sistema non prende le virgolette del discorso. La frase pronunciata dal Prefetto VICARI era: “Mi ricorderò di lei!”

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  32. Egregio Gerard,
    non volevo offendere nessuno col mio maiuscolo che era solo per evidenziare un concetto da Lei espresso. Mi ero dimenticato del valore di voce alta dato al maiuscolo dalla netiquette dei forum.
    Le faccio due domande.
    Lei è convinto del fatto che un’amministrazione militare sia virtuosa per definizione e una civile invece sia quasi sempre ontologicamente meno efficiente?
    E’ sempre necessario uno status militare per riportare un principio di organizzazione all’interno di qualsiasi settore dell’amministrazione?
    A me è parso di capire che lei metterebbe le stellette ovunque per recuperare in efficienza.
    Sicuramente l’organizzazione militare è valida, ma consideri che è anche molto burocratizzata e pletorica. Oggi il mondo, invece, chiede velocità e semplificazione.
    Riguardo al dissenso sia nel mondo militare che in quello della pa in generale avrei le mie riserve: è un noto sconosciuto. Si vede oggi molta piaggeria, accondiscendenza ed adulazione verso il vertice, il quale quasi mai è illuminato come lo fu il prefetto Vicari.
    Molte scelte che oggi critichiamo sono proprio frutto di quest’atteggiamento.

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  33. Per chi ancora crede nella serietà della nostra amministrazione, a 6 ore dalla loro introduzione da tutta Italia arrivano decine di segnalazioni di scollamento dei “prodotti artistici” per le polo….. Fate un giro sul web, troverete foto molto eloquenti.

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