Il reparto Speciale della Polizia Stradale (i “Falchi”)

IL REPARTO SPECIALE DELLA POLIZIA STRADALE “FALCHI”

di Gianmarco Calore

Testimonianza diretta e fotografie gentilmente concesse dall’Ispettore Capo della Polizia di Stato in quiescenza Mario Angelo Cucciari

PS 1975 squadra falchi polizia stradale.jpg

Anni Settanta, anni di profondo tormento per la società italiana.

All’effervescenza delle piazze, rivoltate dalle manifestazioni del Sessantotto, si stanno affiancando ben più preoccupanti movimenti eversivi extraparlamentari, sia di destra che di sinistra. Come se non bastasse, la criminalità comune e organizzata sta rialzando pericolosamente la testa, con bande di predoni, rapinatori, sequestratori e trafficanti di droga che imperversano in tutta la Penisola, soprattutto nel Nord e nelle sue ricche metropoli.

La situazione sta sfuggendo di mano, tra le Forze dell’Ordine in strada si muore sempre più spesso e tutti gli sforzi per contrastare questi tristi fenomeni sembrano non bastare mai.

Ecco che la Polizia (QUELLA Polizia…), grazie anche a una profonda coesione tra Ufficiali e personale subordinato, risponde in modo molto pratico, prediligendo  totalmente l’aspetto operativo-repressivo a tante inutili chiacchiere che invece oggi sembrano farla da padrone.

Questa è la storia di un Reparto tra i meno conosciuti della Polizia italiana. Un Reparto nato sulle fondamenta dello spirito di abnegazione e della spiccata professionalità che la Polizia Stradale (il vero “fiore all’occhiello” del Corpo delle Guardie di P.S.) da sempre aveva messo in campo a difesa dei Cittadini.

Un Reparto che funzionò così bene (facendo versare fiumi di inchiostro dalla stampa dell’epoca), che arrivò anche a dare fastidio a “qualcuno”, tanto da venire smantellato quando la sua posizione si fece politicamente scomoda, forse perchè arrivò ad adombrare altri settori della Pubblica Sicurezza ritenuti più blasonati.

E’ la storia di un centinaio di Uomini (tra Ufficiali, Sottufficiali e Guardie) che si fecero letteralmente in quattro in tutti gli angoli del Paese: dove c’era un’emergenza, arrivavano loro. Una sorta di moderno Reparto Prevenzione Crimine, sempre pronto a partire.

E’ una bella storia. E come tale, la facciamo raccontare a chi di quel Reparto fece parte condividendone in prima persona successi e sacrifici, gioie e dolori: l’Ispettore Capo in quiescenza Mario Angelo Cucciari.

Il Reparto Speciale nasce a Padova nel Gennaio 1974 presso il Compartimento Polizia Stradale, dove l’esigenza di rafforzare i servizi di prevenzione e controllo sulla rete viaria del Nord-Italia , allo scopo di intercettare una criminalità comune particolarmente aggressiva (RAPINE-SEQUESTRI DI PERSONE-TAGLIEGGIMENTI) ed i nascenti gruppi terroristici in clandestinità (Brigate Rosse) , induce il Capo della Polizia dell’epoca , Efisio ZANDA , a disporre la costituzione di un’unità speciale di nuovissima concezione : il “REPARTO SPECIALE ANTICRIMINE” direttamente coordinate dal Direttore della Criminalpol , Vice Capo della Polizia Dr. VOCI , caratterizzato da una straordinaria mobilità e da una collaudata capacità professionale di operare su strada per il controllo di persone e veicoli. Al Reparto Speciale, vengono assegnati 100 effettivi , con 15 sottufficiali e 10 specialisti di ” guida veloce”, al Comando di 2 Ufficiali, i Capitani Sergio Visone e Giuseppe POMA: assumeranno tutti la denominazione giornalistica di ” FALCHI DI PADOVA ” Nell’ Aprile 1975 fu assegnato alla Sezione di Padova, l’ Ufficiale addetto al Reparto Speciale il Capitano Pietro VILLA, licenziato dal corso di specializzazione al CAPS di Cesena. Promosso Maggiore, Sergio VISONE lascia il Reparto Speciale cui viene assegnato come Ufficiale addetto il Capitano Sergio Romoli VENTURI proveniente dal CAPS di CESENA. Il Reparto Speciale si articolerà in 10 squadre, individuate da altrettanti nomi di rapaci ( Aquila – Astore – Condor – Gheppio – Grifone – Lanario – Nibbio – Poiana – Smeriglio – Sparviero), operanti su 30 mitiche Alfa Romeo 1.6 S grigio-verdi, equipaggiate con i primissimi metal-detector e reagenti chimici (per sostanze sospette), armate con le pistole mitragliatrici Beretta M/12 e con manette all’ “americana” (vere novità per l’epoca delle ” catenelle” e degli antiquati Moschetti Automatici della 2° guerra mondiale). Gli effettivi hanno un’età media di 23 anni circa, ad eccezione degli Ufficiali comandanti, sono tutti celibi e volontari per un servizio che li porterà, in un anno e mezzo, a battere 40 Province del Nord e Centro Italia, da Trieste ad Aosta, da Viareggio a Bolzano, senza soste, secondo previsioni quindicinali disposte da Centro Nazionale di Coordinamento delle Operazioni di Polizia Criminale d’intesa con il Servizio Naz. Polizia Stradale del Ministero dell’Interno. In ciascuna provincia il Reparto dei ” falchi” attua simultaneamente 10 posti di blocco, posizionando le autovetture di servizio “a pettine” sulla carreggiata, cosi da obbligare a non facili gimcane i conducenti da controllare, con “banda chiodata” sull’asfalto pronta a vanificare tentativi di fuga. L’operatività effettiva del Reparto reca la data del 23 Marzio 1974, ma nelle settimane che precedono il varo ufficiale lo vedono già operativo in Veneto, (Padova, Vicenza e Verona ) per collaudare ed affinare le tecniche di intervento. Centinaia di persone ed i veicoli controllati in ciascun posto di blocco con l’ausilio del Nuovo Centro Elaborazione dati del Ministero dell’Interno che, da poco, ha sostituito le antiquate schede cartacee di prima ricerca delle Questure: fioccano arresti, denunce e sequestri di armi, droga e refurtiva. In una sola notte, a Genova, 50 arresti saturarono camere di sicurezza della Questura e carcere di Marassi! Molti malavitosi (anche latitanti) che, rassicurati dal vedere uomini della Polizia Stradale in azione, ritenendoli verosimilmente impegnati nei rilievi di un incidente, si presenteranno agli accuratissimi controlli dei ” FALCHI” senza rendersi conto della “novità” in atto e, per loro, sarà una “deblache” ! Ad un mese dal debutto ufficiale, a Genova, le Brigate Rosse sequestrano il giudice Mario SOSSI: i ” Falchi” raggiungono il capoluogo ligure in poche ore ed assumono il controllo di 5 caselli autostradali genovesi, presidiandoli H 24, giorno e notte, per tutta la durata del sequestro 40 giorni circa). Un battesimo durissimo che, se non libererà Sossi, viene tuttavia pagato a carissimo prezzo dalla criminalità locale stretta nella morsa di controlli inusuali. A due mesi , la “Strage di Piazza della Loggia” a Brescia, ed a seguire, sequestri di persone e minori, rapine ed attentati di varia natura . Iniziano quindi trasferte prolungate a Torino, Novara, Milano, Genova, ma anche a Bologna, Firenze, Lucca, Verona (sequestro Garonzi): tutto a riprova della esatta intuizione del Capo della Polizia dell’epoca nel voler istituire il Reparto alla vigilia di un imminente salto di qualità delle organizzazioni criminali, sia comune che politiche. Anche in questa circostanza una sperimentazione, varata primariamente in Veneto presso la Polizia Stradale, sarebbe risultata “pilota” per analoghi Reparti istituiti, successivamente, in altre regioni, risultando ancor oggi imprescindibile riferimento culturale per gli attuali reparti di Prevenzione Crimine della Polizia di Stato. Il Reparto Speciale di Padova viene trasferito a Novara il 9 Luglio 1975, al Comando del Capitano Maurizio RAJA, dopo un periodo di affiancamento di circa due mesi al Reparto Speciale in via di trasferimento a Novara, perchè dal 10 Luglio assume formalmente la denominazione di Nucleo Polizia Giudiziaria Novara. Ricordo ancora quella data per la non semplice transizione dalla Polizia Stradale. Devo però anche ricordare che, passato il primo momento non facile da assorbire emotivamente, tutto il personale rimasto (i Sottufficiali e le Guardie già provenienti dalla Stradale furono restituiti alla specialità) continuerà a lavorare egregiamente coinvolgendo in tal modo anche i giovani immessi nel Nucleo: i risultati furono eloquenti. Non furono pertanto difficili le “campagne” di Milano, Torino e Genova dove tutti profusero le loro energie e le capacità operative, memori di essere stati “FALCHI”. Dopo circa un anno di permanenza nella Caserma di Novara il Nucleo viene trasferito a Milano al Comando del Capitano Giancarlo POZZO nella Caserma Palizzi dove si scioglie il 25 Maggio 1977. Grazie al Comandante Mario AUBERT, già Dirigente del Compartimento Veneto all’epoca della costituzione del Reparto Speciale, poi successivamente trasferito al Compartimento di Milano, i reduci di quel meraviglioso Reparto furono trasferiti nelle località da essi preferite.

Con viva cordialità . Ispettore della Polizia Stradale in quiescenza Mario Angelo CUCCIARI.

Ci sono davvero poche parole da aggiungere a questa mirabile testimonianza. Queste parole non bastano tuttavia a esprimere quel senso di ammirazione che questa storia suscita. Ci affidiamo allora alle fotografie, poiché solo esse potranno arrivare a toccare quelle corde dell’anima di tutti coloro che – Poliziotti o no – hanno a cuore la sicurezza di una Nazione.

Le fotografie sono state gentilmente concesse dall’Ispettore Capo Cucciari.

Se ne fa espresso divieto di utilizzo se non preliminarmente concesso dall’interessato.

Per la Redazione Polizianellastoria.it: Gianmarco Calore, Mario Angelo Cucciari

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1974, Genova

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1974, Milano: i “Falchi” durante uno dei loro innumerevoli trasferimenti operativi

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1974: controlli stradali con la tecnica “a pettine”

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1974: la pattuglia “Astore 2”

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1974: la cattura di un latitante

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1974: i controlli stradali avvengono di giorno e di notte. Spesso scambiati per agenti impegnati in rilevamento di sinistri stradali, i malviventi affrontavano i controlli senza preoccuparsene

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1974, Verona: posto di controllo

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1976: notare la peculiarità dell’Uniforme dei “Falchi”. Alla classica divisa coi “Centauri” viene abbinato lo scudetto della Polizia Giudiziaria

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7 pensieri su “Il reparto Speciale della Polizia Stradale (i “Falchi”)

  1. Un grazie a Gianmarco per la bellissima rievocazione del reparto “Falchi” della Polizia Stradale. Ne ho ancora un vivo ricordo in quanto all’epoca ero in servizio alla “ Scientifica” di Padova e spesso, come Ufficio, venivamo chiamati per i rilievi tecnici in episodi in cui i “ Falchi” erano stati protagonisti. Vorrei soltanto aggiungere alla chiarissima ed esauriente esposizione fatta da Gianmarco un piccolo significativo particolare e cioè che di questo Reparto fece parte, ponendosi come sempre in luce per capacità e dedizione il glorioso vice brigadiere Armardo Dalla Pozza, che successivamente, nel mese di settembre 1975 si troverà coinvolto nel tragico episodio di Ponte di Brenta in cui perse la vita l’app. Antonio Niedda. Me lo ricordo bene perché ,tempo prima , in provincia di Vicenza , alcuni malviventi avevano forzato un posto di blocco istituito dai falchi e nella circostanza il buon Armando non aveva esitato a far partire una raffica di “M12”. E anche in quel caso ebbe le sue belle gatte da pelare con chi, anche allora , da dietro una scrivania,si arrogava il diritto di disquisire sul più o sul meno lecito……………Comunque ancora grazie a Gianmarco e a risentirci presto.

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  2. Complimenti per questo bell’articolo! Ho avuto la fortuna di servire agli ordini del Col. Giampietro Villa, il quale raramente parlava di questa esperienza. Ma mi riservo di trasmettergli l’articolo e di chiedergli se ha del materiale relativo a quel periodo.

    Nota a margine: osservo che le Giulie grigioverdi riportano il rettangolo con indicata la Zona di appartenenza (non si intravede il Centauro in alcuna delle foto pubblicate), mentre le alfette bicolori riportano il distintivo del reparto Volanti sulla fiancata (particolare questo, molto curioso)… Osservo pure che l’arma in dotazione individuale è rimasta la stessa dei reparti ordinari, ovvero la Beretta mod. 51 mentre, sebbene si parli di “raffiche di M12” nelle foto si intravedono solo MAB.

    Cari saluti.

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  3. Guardia aggiunta ha ragione. Mi devo costretto a rettificare quando ho parlato di una “ raffica di M12” esplosa da Armando Dalla Pozza nel corso di un posto di blocco dei Falchi. Si trattava in effetti di un “mab “ che venne sottoposto a sequestro giudiziario e inviato alla Scientifica di Padova per una perizia ballistica. Chiedo scusa.

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  4. Il Reparto Speciale della Polizia Stradale di Padova “Falchi” fu costituito ed inquadrato in seno al Compartimento Polizia Stradale di quel capoluogo (Comandante Ten.Col. Mario Aubert ) sin dalla fine del 1973.
    Per l ‘operatività, il Reparto dipendeva direttamente dalla Criminalpol diretta all’epoca dal Pref. Ferdinando Li Donni ( e non dal Pref. Voci citato nell’articolo).
    Dai miei ricordi di Comandante del Reparto Speciale dei”Falchi”, dal giugno 1974 al luglio del 1975 (trasferimento del Reparto a Novara e sua restituzione alla Polizia ordinaria).
    Giuseppe Poma, già Capitano della Polizia Stradale di Padova

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      • È stata una piacevolissima sorpresa essermi imbattuto in “Polizia nella Storia” e nei brillanti suoi artefici che si adoperano fattivamente per ciacun appartenente alla nostra Polizia abbia a sentirsi anello prezioso di una catena in cui ciascuno riceve valori da chi lo ha preceduto nei ranghi e si impegna a trasmetterli a chi gli subentrerà.
        Un abbraccio ai commilitoni della redazione ed un pensiero riconoscente a Padova, fucina generosa di “eroi oscuri della quotidianità” ai quali il Paese deve una enorme riconoscenza per la disciplina, il senso del dovere e la rara professionalità che da sempre li contraddistingue nello svolgimento del servizio.
        Giuseppe Poma, già Ufficiale del Corpo delle Guardie di P.S.

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      • Grazie ancora per le Sue parole! Qualora gradisca la cosa, signor Generale, se dispone di un account Facebook mi permetto di segnalarle anche il relativo gruppo Polizianellastoria che costituisce il nostro database fotografico con all’attivo 18.000 fotografie della nostra Polizia di tutte le epoche e suddivise per aree tematiche. In un paio di foto è immortalata anche la S.V.. E’ sufficiente chiedere l’iscrizione al gruppo così da avere accesso all’intero database.

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