OM “Tigrotto” RM-61

 

di Paolo Masotti

L’inizio degli Anni Sessanta rappresenta un momento particolare nella storia del nostro Paese. I fermenti sociali si fanno sempre più frequenti e sfociano in disordini che, in diversi casi, mettono a ferro e fuoco le principali città, e non solo.
Tra il 3 giugno e l’8 luglio 1960, Genova, Roma, Reggio Emilia e Palermo, tra le altre, sono teatro di gravissimi episodi di guerriglia urbana. Gli agenti impegnati sono fatti oggetto di attacchi spesso criminali e proditori che culminano nel linciaggio della guardia Antonio Sarappa a Roma e nella quasi uccisione del capitano Londei a Genova.


La Polizia cerca di fronteggiare le sempre crescenti necessità legate alla tutela dell’ordine pubblico con mezzi che continuano a rivelarsi inadeguati, soprattutto in considerazione dell’evoluta concezione che da totalmente offensiva, si va evolvendo verso un carattere “difensivista”, suggerito dall’opportunità di limitare quanto più possibile l’ulteriore inasprimento degli animi già estremamente esacerbati dei manifestanti.
In conseguenza di ciò, si rende consigliabile modificare la tecnica operativa che non può più tradursi tout court nel mero “attacco” ai manifestanti, mediante le cariche della Celere a bordo delle Campagnole – o, al massimo degli OM CL-52 jepponi e perfino a cavallo – ma deve garantire anche la sicurezza passiva degli agenti che, fatta eccezione per  quelli in servizio sui pochi idranti (FIAT 666 N7 e 642 N6, questi ultimi entrati in dotazione proprio nel 1960), operano totalmente allo scoperto.

L’anno successivo entrano in servizio i primi cento esemplari di un nuovo mezzo che, all’agilità del passo corto (3 metri netti), affianchi le caratteristiche di protezione “specializzata”, nonché di trasporto di un’intera squadra di O.P.

Il Ministero dell’Interno commissiona l’allestimento di un autofurgone denominato RM-61, sigla formata dall’acronimo “Reparto Mobile”, unito al suo anno di nascita.

La carrozzeria è a struttura interamente metallica con ampie finestrature su tutti i lati, munite di griglie anch’esse metalliche, rapidamente montabili e smontabili e riponibili in due contenitori, posti alle spalle dei sedili anteriori e presenta ben sette porte di accesso, tre per lato più una posteriore, oltre ad un ampio tetto apribile a scorrimento. A pieno carico, Il Tigrotto in versione O.P. raggiunge i 5.730 kg., compreso l’eventuale montaggio di piastre antiproiettile all’altezza del sottocintura della scocca.

All’interno, oltre al posto guida e a fianco del conducente, sono previste tre file di sedili; ribaltando lo schienale della prima, è possibile fissare due ampi bauli metallici per la sistemazione dell’equipaggiamento, insieme a 15 portafucili.
Per la marcia oscurata, oltre ai vari gruppi ottici a luce attenuata, è previsto il consueto proiettore frontale.
Inoltre, al conducente, ai dieci operatori ed alle relative dotazioni individuali, si aggiungono:
–   11 brande
–   1 radio
–   1 tenda
–   3 armi collettive e munizioni

Nel 1962, seguono 112 esemplari prima ed altri 106, che portano il totale a 318 esemplari. Nel 1963, viene assegnato al 3° Reparto Celere di Milano l’ultimo RM-61.

A completamento di un’organica fornitura a tutti i Reparti Mobili, nel 1967 si aggiungono ulteriori sessanta esemplari di Seac M3 K, allestito sul Tigrotto II serie, con dotazioni molto simili al precedente e da questo agevolmente distinguibile dalla calandra di plastica nera, che si sostituisce a quella in lamiera e quindi in tinta.

Molti Tigrotto, vengono in seguito riassegnati a Scuole e nuovi Reparti Celeri, in realtà derivati dalla conversione dei vari Reparti Mobili che, come ben noto, si vanno ad aggiungere a quelli originari.

Una piccola curiosità: i soli due RM-61 assegnati non alle Forze mobili, vengono assegnati alla Questura di Nuoro (con tutta probabilità al locale “Nucleo Celere”) per ragioni che è facile intuire, vale a dire l’impegno nelle impervie zone del territorio sardo.

Come tutti i mezzi, suoi “colleghi” di reparto, il Tigrotto si fa inoltre apprezzare nell’impiego di soccorso pubblico.

Viene sostituito, a partire dal 1977, dall’OM 50 AI90, che si adegua alle mutate esigenze in materia di ordine pubblico.

______________________________

Scheda tecnica essenziale:

Cilindrata:                 4156 cc.
Motore:                   diesel a 4 cilindri
Potenza:                  75 hp. a 6400 giri/min.
Coppia massima:        25 kgm. a 1200 giri/min.
Cambio:                   5 marce + rm.
Velocità massima:      80 km./h

L’OM Tigrotto O.P. in cifre:

RM-61:
Anno di assegnazione   Unità         Primo Ente assegnatario
Reparti Mobili      Reparti Celeri      Questure
1961                          100                100                    –                    –
1962                          218                207                    9                   2
1963                             1                  –                       1                   –

Totale                        319                307                   10                  2

Seac M3 K:
Anno di assegnazione   Unità         Primo Ente assegnatario
Reparti Mobili      Reparti Celeri      Questure
1967                           60                  60                     –                    –

Totale                         60                  60                     –                    –

 

Per la redazione Polizianellastoria: Paolo Masotti

Fonti consultate e foto tratte da:

– libretto uso e manutenzione OM Tigrotto-versione Ministero dell’Interno

– Dipartimento della P.S.

– archivio fotografico gruppo Facebook “Polizianellastoria.it”

 

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