Fiat 1100 T2 autolaboratorio polizia scientifica

Il Fiat 1100 T2 – L’autolaboratorio di Polizia Scientifica
di Paolo Masotti

Negli anni Sessanta, per far fronte ai crescenti episodi di cronaca, relativi alla commissione di delitti, il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza avverte l’esigenza di dotarsi di autolaboratori allestiti per le specifiche esigenze del servizio di Polizia Scientifica.

Le finalità di Polizia Scientifica sono quelle di “accertare, fissare e documentare, con adeguati rilievi, cause, modalità e circostanze, di un qualsiasi evento nel quale vi sia stata lesione della libertà, dell’integrità fisica e patrimoniale dei cittadini”. Tale attività trova, quindi, il suo punto di partenza nel “pronto intervento” sul luogo del reato.


Il tempestivo intervento delle “squadre operanti”, vale infatti ad evitare ogni possibile alterazione dell’ambiente, la dispersione o, addirittura, la distruzione di tracce che, spesso, potrebbero essere preziose o determinanti.

La Sezione Indagine Tecniche e Documentazione della Criminalpol si incarica, di conseguenza, della realizzazione di un automezzo appositamente attrezzato che garantisce: rapidità di intervento, trasporto di personale e di tutte le apparecchiature idonee a fronteggiare qualsiasi evenienza, permettendo agli operatori di portare a termine sul posto le indagini di loro competenza, quali ricerca di tracce e di impronte, ricerche chimiche e microscopiche, segnalamento fotodattiloscopico,  confronti, manipolazioni di laboratorio, ecc.

Fino a quel momento, gli sparuti mezzi specializzati vengono allestiti sulla base dei furgoni FIAT 615 B e Bianchi Sforzesco, a cui si affiancano veicoli più o meno estemporaneamente destinati allo scopo.

Come base, viene prescelto l’universale furgone FIAT 1100 T2, con motorizzazione 1200cc., che garantisce ai tecnici della Scientifica un proficuo contributo della tecnica nelle indagini di Polizia Giudiziaria.

Le attrezzature, fisse e mobili, installate sull’autolaboratorio, permettono di effettuare le seguenti operazioni:
• sopralluogo tecnico;

• manipolazioni di laboratorio fotografico;

• segnalamento fotodattiloscopico;

• classificazione e confronto di impronte;

• registrazione su nastro magnetico;

• riprese cinematografiche;

• ricerche e manipolazioni chimiche;

• comunicazioni ed osservazioni a grandi distanze;

• compilazioni di verbali tecnici e di P.G.;

• segnalamento somatico “identi-kit”.

In particolare, il personale tecnico incontra spesso la necessità di dover effettuare rilievi di notte e in località prive parzialmente o totalmente di una adeguata illuminazione, peraltro indispensabile per la esatta esecuzione dei vari e delicati compiti connessi al sopralluogo. A tale scopo, l’autolaboratorio è fornito di una fonte autonoma di energia e del complesso illuminante. Tutte le attrezzature installate a bordo sono alimentate da un gruppo elettrogeno, fatta eccezione per l’apparato fotosegnaletico, il citofono, il registratore elettromagnetico, gli illuminatori del microscopio binoculare, le lenti autoilluminanti.

Tra le varie dotazioni, da segnalare gli apparecchi fotografici “Polaroid” e “Minox B”, quest’ultimo di piccole dimensioni. Inoltre, allo scopo di poter procedere al segnalamento fotodatticoscopico sul luogo del reato, l’autolaboratorio è dotato di un apparecchio fotosegnaletico di particolare struttura. Inoltre, a volte, data l’urgenza delle indagini, è indispensabile effettuare sul posto il confronto, seppure sommario, tra le impronte papillari rinvenute sul luogo del reato e quelle assunte a persone sospettate o segnalate per esclusione.

L’attrezzatura corredo per rilievi tecnici sul luogo del reato, prevede un’apposita valigia, nonché un’altra per l’esecuzione dei calchi in gesso e guanto di paraffina.

Nel corso del sopralluogo tecnico, si rende spesso necessario, specialmente in fase di rilievi fotografici, localizzare ed indicare cadaveri, impronte, tracce, macchie, armi, ecc. Per far fronte a tale necessità, si equipaggia l’autolaboratorio di un  corredo per l’indicazione di tracce, oggetti, impronte, ecc. da utilizzare durante il sopralluogo tecnico, costituito da una serie di cartellini con frecce, tabelline numerate e relativa centrimetratura, o lettere dell’alfabeto.

Inoltre sono previsti:
• un corredo per la raccolta, esame e conservazione dei reperti, dei quali è possibile un primo esame mediante microscopio;

• un corredo per osservazioni, collegamenti e misurazioni a grandi distanze, tra cui un binocolo ed una bussola;

• attrezzatura da meccanico, con utensili vari, da utilizzare in caso di necessità di provvedere alla rimozione, a fine di repertazione o documentazione, di frammenti di metallo, vetro, legno, ecc.

• corredo per disinfezione di persone o locali (dato che moltissimi interventi sono richiesti in presenza di cadaveri), oltre che di pronto soccorso;

• corredo di protezione del personale operante nel corso di sopralluoghi in ambienti pericolosi e su terreni fangosi, acquitrinosi, ecc., costituito da tre elmetti in plastica, sei tute da meccanico e tre paia di stivaloni antisolventi;

• reagentario chimico per ricerche di liquidi organici e narcotici;

le dotazioni vengono completate da:
• impianto di ventilazione;

• citofono per comunicazioni tra laboratorio e cabina di guida;

• due piani ribaltabili “scrittorio”;

• macchina da scrivere Olivetti mod. “Studio 44”;

• due strapuntini.

Tra il 1965 ed il 1968, i Gabinetti ne ricevono un totale di diciotto esemplari, anche se la documentazione non chiarisce esattamente, in alcuni casi, se si tratti di particolari versioni specializzate o semplicemente di furgoni per trasporto materiali.

Gli ultimi 1100 T2 autolaboratorio si distinguono dalla scritta laterale “Polizia Scientifica” posta su due righe anziché su una sola, a caratteri più grandi dei precedenti.

Anni di produzione modello base: 1959-1963

Motore: quattro cilindri in linea

Alimentazione: a benzina

Cilindrata cc.: 1221

Potenza massima cv.: 42

Velocità massima km/h: 95

Principali Enti assegnatari: Polizia Scientifica

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