Ferisce più la penna della spada

EDITORIALE DEL 16 OTTOBRE 2013

FERISCE PIU’ LA PENNA DELLA SPADA

La disinformazione e la superficialità nella stampa nazionale

 

Questa è la foto che compare a pagina 11 de Il Corriere della Sera del 15 ottobre 2013. E’ stata ovviamente subito ripresa da numerosi altri siti internet di varia natura.

Con didascalia terminologicamente molto “precisa” essa viene indicata come relativa al rastrellamento del ghetto ebraico di Roma avvenuto lo stesso giorno del 1943.

Quanto di più sbagliato!

Noi non sappiamo chi abbia deciso una simile “intelligente” correlazione. Sappiamo solo che essa costituisce uno schiaffo immeritato alla Polizia italiana. Perché questa foto con quei barbari avvenimenti cui si pretende di attribuirla non c’entra nulla! Essa ritrae molto più semplicemente alcuni militari del Corpo delle Guardie di P.S. del 1° Reparto Celere di Roma immortalati in uno dei tanti servizi di ordine pubblico degli anni Cinquanta.

NESSUNO si è dato la pena di notare la scritta “Reparto Celere” visibile sulla jeep. Per chi non lo lo sapesse, la jeep è il primo veicolo da sinistra (l’ovvio è meglio puntualizzarlo…)

NESSUNO si è dato la pena di fare un minimo di ricerca storica, verificando che i Reparti Celere nacquero solo nel 1946. In certi casi la matematica applicata alla cronologia è proprio un’opinione!

NESSUNO si è dato la pena di informarsi verificando che i mezzi ritratti sono rispettivamente una Jeep Willis e un autocarro Dodge residuati bellici americani lasciati come carità cristiana alla nostra Polizia nel dopoguerra, ben dopo il 1943.

NESSUNO ha fatto un minimo di ricerca sotto l’aspetto uniformologico, verificando che gli elmetti mod. 33 calzati dalle guardie sono bordati di scuro: era la fascia color cremisi che identificava gli appartenenti ai Reparti Celere, fascia adottata dal 1950 al 1962. Sempre dopo il 1943… E che il berretto a bustina indossato dal militare ripreso di spalle in primo piano non è quello delle SS, ma il modello “italiano” usato dalla Polizia fino al 1959.

Sappiamo solo che oggi QUALCUNO ci dovrà delle scuse! E dovrà iniziare a vergognarsi!

 

Lo staff di Polizianellastoria

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4 pensieri su “Ferisce più la penna della spada

  1. Non era certo necessario scomodare un esperto di uniformologia per comprendere che la foto in argomento non poteva nel modo più assoluto essere attinente al vergognoso episodio del rastrellamento del ghetto di Roma operato dai nazisti il 16 ottobre 1943.Sarebbe stato sufficiente,anche per il cronista più sprovveduto andare a rileggersi gli atti del processo Kappler da cui emerge che l’ordine della retata venne direttamente dal comando SS di Berlino che destinò all’uopo un ufficiale specializzato nelle retate agli ebrei. Costui,tale capitano Denneker ,giunto dalla Francia , si servì per l’operazione di 14 ufficiali e 365 soldati tutti rigorosamente tedeschi in modo che non potessero minimamente venire influenzati da “ debolezze sentimentali tipiche degli italiani” stante il rapporto umano particolarmente solidale esistente con gli ebrei di Roma. E ’il caso di aggiugere che non venne interessato solo il ghetto di Portico d’Ottavia ma anche altri quartieri popolari come Testaccio,Monteverde e Trastevere. Peccato che nessuno abbia scritto all’”autorevole Corrierone” un nota, quantomento di precisazione.

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  2. A distanza di tre anni ci rendiamo conto che quell’articolo del “Corriere” ha fatto più danni della sifilide! Anche ieri, nella ricorrenza di quell’abominio nazista, un portale Facebook di solito molto attento e intellettualmente corretto (“L’informale”) ha riproposto la fotografia oggetto della disputa. Abbiamo provato a scrivere anche a loro, attendiamo risposte…….se mai ne arriveranno.

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