12 – I primi anni Ottanta: la fase di transizione

LA POLIZIA NEI PRIMI ANNI OTTANTA: LA FASE DI TRANSIZIONE

                                                                 di Gianmarco Calore

Il quadro generale dei primi Anni ‘80 portò le Brigate Rosse in piena fase di declino, anche se ancora per anni faranno morti e feriti soprattutto tra le Forze dell’Ordine: mancando definitivamente di qualsiasi appoggio politico, si frantumarono in tantissime piccole cellule tra loro scollegate, spesso in contrasto sui programmi da perseguire. D’altra parte, lo Stato aveva reagito in modo deciso, sfruttando a suo favore le prime “crepe” formate dai vari pentiti che, al posto di dichiararsi prigionieri politici, iniziarono a parlare: negli anni successivi si susseguirono centinaia di arresti in tutta Italia, vennero progressivamente sgominate le varie “colonne” brigatiste, i cui componenti confluiranno poi nei vari “maxiprocessi” che presenteranno loro il conto della giustizia.

Alla giusta reazione dello Stato, i brigatisti rispondono con altri gruppi di fuoco: l’8 gennaio 1980 a Milano viene teso un autentico agguato a tre poliziotti della D.I.G.O.S., l’appuntato Antonio Cestari, la guardia Michele Tatulli e il vice brigadiere Rocco Santoro, impegnati nella vigilanza dinamica delle scuole e che vengono trucidati a bordo dell’auto di servizio; il 12 maggio 1980 a Mestre (VE), mentre si sta recando al lavoro, viene assassinato il Commissario Capo di P.S. Alfredo Albanese; il 28 novembre a Bari, come puro atto ritorsivo, un commando di “Prima Linea” uccide sotto casa l’appuntato di P.S. Giuseppe Filippo, da sempre addetto alla gestione dell’archivio generale della Questura, quindi mai impegnato in attività di indagine; il 27 aprile 1981 a Napoli viene assassinato il brigadiere della neonata Polizia di Stato Luigi Carbone, addetto alla scorta dell’assessore alla regione Campania Ciro Cirillo, rapito nella circostanza e successivamente rilasciato; il 19 giugno tocca al Vice Questore Aggiunto Sebastiano Vinci cadere nell’ennesimo agguato brigatista mentre il 15 luglio a Como, nel tentativo di disinnescare uno degli ordigni esplosivi disseminati per la città da nuclei di “Potere Operaio”, muore il brigadiere Luigi Carluccio, artificiere della questura di Milano; il 13 novembre a Milano , in uno scontro a fuoco con un gruppo di “Prima Linea”, cade l’agente della D.I.G.O.S. Eleno Aniello Viscardi; il 15 luglio 1982 a Napoli in un agguato teso fuori dell’abitazione del funzionario vengono assassinati il Vice Questore Aggiunto Antonio Ammaturo e l’Agente Scelto Pasquale Paola; il 26 agosto a Salerno vengono trucidati gli agenti Antonio Bandiera e Mario De Marco, intervenuti con una “volante” per sventare un assalto di alcuni brigatisti ad un convoglio dell’Esercito che trasportava armi; passa qualche anno di relativa calma e il 9 gennaio 1985 le ultime “schegge” delle B.R. uccidono a Roma l’agente dei N.O.C.S. Ottavio Conte, sparandogli mentre stava telefonando da una cabina; il 14 febbraio 1987 a Roma, in un assalto brigatista ad un furgone postale di cui erano la scorta cadono gli Agenti Giuseppe Scravaglieri e Rolando Lanari.1

Le Brigate Rosse, ormai frantumatesi in colonne tra loro scollegate e prive di un obiettivo comune, compiono in questi anni i loro ultimi attentati alle Forze di Polizia: nella foto, la volante 51 composta dagli agenti Vincenzo Tumminiello e Carlo Buonantuono trucidati a Milano il 19 ottobre 1981

Si rafforzarono invece i movimenti terroristici di estrema destra – soprattutto i “Nuclei  Armati Rivoluzionari” – che, oltre a colpire i singoli obiettivi, si dedicarono ad una nuova forma di terrorismo, il c.d. “stragismo”. Il 2 agosto 1980, alle ore 10:25, una bomba collocata nella sala d’aspetto di 2° classe della stazione di Bologna e rivendicata da appartenenti sia alle B.R. che ai N.A.R.2 provoca 83 morti e più di 200 feriti, nella strage più grave della storia della Repubblica; il 6 febbraio 1980 a Roma, di fronte al consolato libanese, un commando dei N.A.R. uccide la guardia Maurizio Arnesano, al quale aveva cercato di sottrarre il mitra d’ordinanza; il 28 maggio dello stesso anno a Roma ancora i N.A.R. colpiscono una pattuglia impegnata nella vigilanza ad un liceo, uccidendo l’appuntato di P.S. Franco Evangelista3 e ferendo gravemente gli altri due colleghi; il 19 ottobre 1981 a Milano un altro commando assalta una “volante” in transito, uccidendo gli agenti Carlo Buonantuono e Vincenzo Tumminiello e il successivo 21 ottobre, in un altro agguato, il capitano di P.S. Francesco Straullu e l’agente Ciriaco Di Roma; il 7 dicembre nella capitale cade l’agente Ciro Capobianco, nel corso di un controllo di due persone sospette; il 12 maggio 1982 a Roma decede in ospedale l’appuntato Giuseppe Rapesta, rimasto ferito sei giorni prima all’interno degli uffici della Polizia Ferroviaria dopo un’aggressione ad opera di tre terroristi; un autentica esecuzione a sangue freddo vede cadere l’8 giugno 1982 a Roma due agenti delle “Volanti”, Giuseppe Carretta e Franco Sammarco, bloccati da un gruppo di terroristi di estrema destra, fatti scendere dall’auto di servizio e “giustiziati” con un colpo di pistola alla testa; il 24 giugno, sempre a Roma, viene ucciso l’agente Antonio Galluzzo, impegnato in un servizio di vigilanza sotto l’abitazione di un rappresentante politico straniero; il 1° maggio 1985 a Roma, un gruppo di terroristi attira in una trappola una pattuglia della Polizia Stradale, uccidendo l’Agente Scelto Giovanni Di Leonardo.4

Continua la “stagione delle bombe”: il 2 agosto 1980 una bomba di matrice neofascista sventra la stazione centrale di Bologna causando una strage

Nell’ambito dell’ordine pubblico in senso stretto, il tenore delle manifestazioni di piazza si va progressivamente stemperando: scioperi e proteste si susseguono a vari livelli, senza però sfociare più in autentici atti di guerriglia urbana, anche se un nuovo terreno di scontri si è già delineato negli ultimi anni ’70 all’interno degli stadi di calcio, in cui frange di tifosi – spesso politicizzati – si sono andate progressivamente organizzando in comparti estremisti che cercano il sistematico “contatto” con la tifoseria avversaria e con la Polizia5.

Il 14 ottobre 1980 a Torino, la Polizia deve scendere in piazza per proteggere i dipendenti della FIAT che, non aderendo allo sciopero indetto dai sindacati di base, vogliono ugualmente entrare in fabbrica a lavorare: le immagini d’epoca ci mostrano gli operai fare ingresso negli stabilimenti tra due “cordoni” della Celere che, fino a pochi mesi prima, veniva additata dagli stessi come nemica dei lavoratori.

Il soccorso pubblico vede tutta la Polizia – Reparti “Celere” in testa – impegnata dal 24 novembre 1980 in Campania e Basilicata per il peggior terremoto che si ricordi dopo quello di Messina del 1908, con oltre tremila morti, migliaia di feriti e dispersi. Ora i Reparti dispongono di “colonne mobili” di soccorso, con tende, ospedali e cucine da campo, ruspe, camion e ambulanze e vengono affiancati da innumerevoli volontari che, dopo il sisma del Friuli del 1976, hanno avuto modo di fare muovere i primi passi alla neonata Protezione Civile. La Polizia impiega anche i reparti cinofili per la ricerca dei dispersi. I Reparti saranno impiegati successivamente a lungo con compiti di vigilanza delle zone colpite, con estenuanti aggregazioni di uomini.

Ancora una volta il Corpo delle Guardie di P.S. è duramente impegnato in compiti di soccorso pubblico alle popolazioni dell’Irpinia colpite dal terremoto del 24 novembre 1980

1 Si ringrazia la redazione del sito www.cadutipolizia.it per il materiale posto a disposizione.

2 Questi ultimi saranno alla fine individuati in Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Massimo Fachini e Sergio Picciafuoco. Condannati dapprima all’ergastolo come esecutori materiali della strage, gli stessi sono stati poi assolti il 18 luglio 1990 dalla Corte d’Assise d’Appello con una  contestatissima sentenza.

3 L’appuntato Evangelista era una figura “mitica” della Questura di Roma. Soprannominato “Serpico” per il suo coraggio, si era arruolato nel 1962 ed aveva prestato servizio in vari settori della Polizia. Esperto di arti marziali, aveva effettuato centinaia di arresti; nel 1975, nel tentativo di catturare due ladri di appartamenti, era stato gettato da una finestra del secondo piano, riportando fratture alla colonna vertebrale; durante la convalescenza, con ancora il busto ortopedico addosso, aveva disarmato e arrestato un rapinatore di banche.

4 Si ringrazia la redazione del sito www.cadutipolizia.it per il materiale posto a disposizione.

5 Anche in questo settore si arriverà ad episodi estremi, quali la bomba fatta esplodere il 20 marzo 1977 a Verona durante l’incontro calcistico con la Juventus.

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