Storia di un collega e della sua arma

Storia di un Collega e della sua arma

di Daniele Bellotto

 

 

Nelle due foto, Giovanni Barilani in Uniforme della Milizia della Strada e, negli anni Cinquanta, in primo piano in Uniforme ordinaria della Polizia Stradale (per gentile concessione della famiglia Barilani)

 

La sera del 2 maggio 2015, un amico mi contatta su “Messenger” e mi chiede notizie su come disfarsi dell’arma di suo nonno. A seguito delle nuove norme sulla detenzione, il padre 80enne non intende affrontare la spesa per le certificazioni e vuole liberarsi dell’arma ricevuta in dono dal suocero, tale BARILANI Giovanni cl.1898 già appartenete alla Milizia della Strada poi denominata Polizia Stradale.

Come figlio di “stradalino”, appartenente alla Polizia di Stato e non per ultimo Istruttore di tiro e appassionato di storia della polizia, ho un sussulto e chiedo di avere ulteriori notizie sull’arma e del nonno.

L’amico mi invia copia del foglio matricolare del nonno, alcune foto e altri documenti nonché le fotografie dell’arma.


La pistola Beretta mod. 34 cal. 7,65 Browning oggetto dell’articolo

Non sono un intenditore storico delle armi ma secondo me, questa Beretta mod. 1934 in cal 7,65 ha già qualche cosa che non mi quadra. Infatti le Beretta modello 1934 sono in calibro 9 corto e non 7,65. Eppure le foto che mi manda non lasciano spazio a dubbi, sul carrello c’è impressa la scritta su due righe“PISTOLA BERETTA 7,65 BREV.1915-1919 M.° 1934 GARDONE V.T.1934-XII”.

Espongo la mia perplessità all’amico e lo invito a rivolgersi ad un armeria della sua zona per farla valutare dicendogli che forse ha un qualche valore storico. La mia fortuna è stata ( non per il valore materiale ma per la storia che vi andrò a narrare) che l’armeria a cui si è rivolto l’amico gli abbia detto che il valore commerciale dell’arma era pari a zero. Saputo questo, mi propongo di ritirargliela per inserirla nella mia collezione ed inizio una breve ma interessantissima ricerca storica.

L’arma era appartenuta a BARILANI Giovanni, figlio di Giorgio, nato a Formignana (FE) il 2 marzo 1898. Soldato di leva del distretto di Ferrara, chiamato alle armi il 9 febbraio 1917. Giunto in territorio di guerra il 10 marzo 1917 nel 22° Reggimento Artiglieria di Campagna, 3^ compagnia Automobilisti di stanza a Latisana (UD) (ndr. Direi piena zona di guerra qualche mese prima della disfatta di Caporetto – ottobre 1917). L’8 marzo del 1918, a seguito della disfatta di Caporetto e dello sbando in cui si sono trovati i militari, risulta in forza alla 3^ Armata nel C.do del Genio.

Viene congedato dalla leva il 16 settembre 1920 con nota “ DI AVER TENUTO BUONA CONDOTTA ED AVER SERVITO CON FEDELTA’ ED ONORE” a tal proposito verrà conferita successivamente l’onorificenza di “ CAVALIERE DI VITTORIO VENETO”.

Evidentemente la passione per i veicoli a motore e l’amor patrio non lo abbandonano e il 1 Aprile 1935 si arruola nella “ MILIZIA NAZIONALE DELLA STRADA” ed assegnato al Reparto di Bologna.

Il 11 giugno 1940 viene mobilitato ma il 27 cessa la mobilitazione con il 2° Gruppo di Bologna e inizia la mobilitazione con la II^ Centuria Milizia della strada quale addetto al movimento stradale.

Promosso per anzianità al grado di “MILITE SCELTO” in data 9 agosto 1941, smobilitato a tutti gli effetti in data 1 gennaio 1943.

Dopo questa data, sul foglio matricolare iniziano una serie di trascrizioni barrate da righe che ne impediscono parzialmente una lettura corretta, sembrerebbe in forza al reparto di Bologna in data 1 Novembre 1943 e tale trasferito al Comando ( illeggibile) il 1 aprile 1944 .

Ed ancora in data 5 giugno 1944 “ La MdS che è in forza, assume la denominazione di – Ispettorato Polizia Stradale “.

Seguono sul foglio matricolare dopo trascrizioni barrate, le seguenti note: “ Cessa dal servizio a seguito dello scioglimento della Milizia Nazionale della Strada disposta con RDL 06/13/1943 nr.16B entrato in vigore nella provincia di Brescia, ultima sede di Servizio. 

In realtà qui entriamo nella storia di tutti, il 25 luglio 1943 Benito Mussolini viene arrestato, l’ 8 settembre ’43 l’Italia firma l’armistizio e si allea con Inghilterra e USA e il 23 Settembre ‘43 il Duce Benito Mussolini fonda la Repubblica Sociale Italiana .

Barilani Giovanni nel marasma della storia italiana del tempo si trova in servizio a Brescia, aderisce alla Repubblica Sociale e non è uno qualunque. Diviene autista e uomo di fiducia del Duce e della sua famiglia. Romano Mussolini nel libro dal titolo “Il Duce, mio padre” cita Barilani in queste righe” Qui, nell’ultima parte della lunga avventura di mio padre che coincise con il periodo più doloroso della nostra famiglia, l’operatore era Barilani, un ex Agente di Polizia. Barilani era stato per molti anni autista di fiducia del Duce . Era uomo cordiale, lieto ogni volta che poteva accompagnarci in qualche parte.” 

Nella verità della documentazione rintracciata, Barilani era molto più che un uomo di fiducia, egli prestava servizio a Gargnano (BS) nella segreteria del Duce durante la RSI e tutta la sua famiglia era sufficientemente intima con la famiglia del Duce, tanto che Romano Mussolini in una sua lettera manoscritta del novembre 1945, dandogli del “tu”, lo ringrazia per tutto quanto fatto da lui e dal fratello Ferruccio dopo la caduta in “disgrazia” della famiglia Mussolini, pregandolo di fare quanto a lui possibile per recuperare tutto quello che era di proprietà privata della famiglia.

Su diretta segnalazione del nipote: “Una delle tante visite a Predappio compiute dalle famiglie di mio nonn e suo fratello Ferruccio (anche lui in Polizia) che sta parlando al centro della foto; a fianco di donna Rachele si vede Maria Scicolone, prima moglie di Romano Mussolini e mamma dell’on. Alessandra. Mio nonno è l’uomo vestito di scuro a sx con gli occhiali scuri, dietro a lui mia mamma e davanti a lui mia nonna”.

La vita militare di Barilani non si ferma, nel foglio matricolare leggiamo: Ammesso nel Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza nella Scuola Allievi di Caserta il 1 luglio 1949 e assegnato alla Sezione Polizia Stradale di Brescia il 01.07. 1949.

Una nota a seguire recita: “Considerato in servizio a norma della legge 20.10.49 nr.808 a tutti gli effetti ma con le limitazioni di cui all’art. 4 a decorrere dal 20 luglio 1945 e collocato in congedo d’autorità a norma dell’ art. 1 legge 20.10.49 nr. 808 a decorrere dal 1 gen. 1947.

Quindi, Barilani Giovanni, cl. 1898, Soldato della Grande Guerra, Milite Scelto nella Milizia Nazionale della Strada, uomo di fiducia del Duce Benito Mussolini e della sua famiglia, Guardia scelta e poi Appuntato del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza lascia il servizio attivo in Polizia il 7 Aprile 1955 all’età di 57 anni, collocato a riposo per limiti di età. 

Una carrellata dell’uniforme grigioverde di servizio della Polizia Stradale indossata da Giovanni Barilani

E la pistola?? Ah si,…. con una storia così quasi me ne dimenticavo! 

La pistola era la sua, quella in dotazione quando si arruolò nella Milizia della Strada. Oltre alla dichiarazione della figlia Giovanna cl. 1939 nonchè madre del mio amico che ne certifica l’appartenenza al padre Giovanni, una ricerca velocissima in rete mi ha permesso di scoprire che in un articolo di Adriano Simoni “La rivoluzione di Beretta”, pubblicato sulla rivista Diana Armi del 2005 n 3 a pag. 82 relativo alle pistole Beretta 1931 e 1932 viene scritto: 

Si trovano anche pistole Mod.1931 analoghe alle 1932,come pure delle 32 in calibro 9 corto. Evidentemente prove tecniche su rimanenze di precedenti lavorazioni come solitamente in uso alla Beretta. Esistono anche rari esemplari del tutto analoghi alla 34, ma sempre in calibro 7,65 e con la scritta che presenta un 4 ribattuto sull’1, come pure delle vere e proprie mod.34 in calibro 7,65 Browning come quella riprodotta. La scritta sul carrello riporta: PISTOLA BERETTA 7,65 BREV.1915-1919 M.° 1934 GARDONE V.T.1934-XII.

Queste pistole furono vendute sia a privati che a corpi della Milizia. Le guancette sono già in filbak e tutta l’impugnatura è quella della futura 34. Nei registri Beretta non vengono però indicati i numeri di pezzi prodotti nelle varie varianti e la numerazione arriva al 410000. La fine di questa produzione avviene nel 1934 e non è certo quante pistole siano state prodotte oltre alle 6500/7000 circa delle vere 1931; molto probabilmente, come già detto, circa 2000.”

La mia, o meglio quella di Barilani che ora io posseggo, è di matricola 409082 quindi certamente una di quelle consegnate alla milizia e di conseguenza un’arma rara, creata in soli 2000 pezzi e tenuta al fianco da un uomo di indubbie qualità morali e patriottiche. 

Onorificenza ricevuta poco prima del collocamento a riposo (1955)

di Daniele Bellotto.

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