Ricerche storiche sulla costituzione della Questura di Padova

LA QUESTURA DI PADOVA: LE SUE ORIGINI STORICHE E LA SUA EVOLUZIONE

di Gianmarco Calore

 

La costituzione della Questura di Padova avviene con Decreto Luogotenenziale n° 1732 del 14 ottobre 1917 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 ottobre 1917, n° 251: reca la firma di Tomaso di Savoia, Duca di Genova, Luogotenente Generale di Sua Maestà Vittorio Emanuele III°. In tale decreto, che contiene ulteriori disposizioni amministrative generali riguardanti l’allora Corpo delle Guardie di Città nonché la costituzione di un ufficio speciale di investigazione presso il Ministero dell’Interno, all’articolo 2 si legge semplicemente:

 

  • Art. 2. E’ istituita una nuova sede di questura nella città di Padova.

     

I primi riferimenti in cronaca alla Regia Questura di Padova appaiono in alcuni numeri de Il Gazzettino del 1917 conservati presso la locale Biblioteca Civica: in tale contesto viene dato risalto alla costituzione nel capoluogo veneto della nuova Questura, al cui vertice viene collocato il Capitano Grand’Ufficiale Marcello Pentimalli, questore dal 30 novembre 1917 al 1° ottobre 1919. Ulteriori riferimenti indiretti e sporadici si trovano inoltre in cronache di periodo antecedente fino al 1890 ove però la struttura è denominata genericamente “ufficio di p.s.”. Non c’è tuttavia da stupirsi di questo in quanto in Italia a fine Ottocento le questure vere e proprie erano molto poche, demandandosi l’attività di pubblica sicurezza nella maggior parte delle città alla già presente Arma dei Carabinieri Reali o all’equivalente degli attuali commissariati di polizia, poco più che posti fissi diretti da una figura oggi scomparsa da tempo: quella del delegato di p.s., equivalente dell’attuale Commissario Capo, che di ogni attività riferiva direttamente al Ministero.

Si tratta nel nostro caso per lo più di riferimenti a operazioni di Polizia di vario genere, dai fatti di cronaca più eclatanti (quali omicidi, anche di particolare efferatezza) a semplici arresti, sequestri, attività anticontrabbando e contro la borsa nera, contro il gioco d’azzardo, le rapine, i reati contro il patrimonio, l’abigeato, il traffico d’armi e simili. Da tali notizie si ricava una prima traccia circa l’ubicazione degli uffici centrali, collocati al civico n° 40 di via Euganea. Attualmente tale stabile non risulta più individuabile in quanto non corrispondente a quello originario, ciò a seguito della progressiva mutazione strutturale degli edifici e della nuova attribuzione dei numeri civici avvenuta negli anni Sessanta con l’incremento demografico della città. La scelta di via Euganea – a parere di chi scrive – non fu casuale, trovandosi la via a poche decine di metri dalla vecchia barriera daziaria di piazzale San Giovanni, in quel tempo ancora attiva e principale punto di accesso delle merci alla città.

Una ricerca più minuziosa esperita presso l’Archivio di Stato, presso l’Archivio della Prefettura e presso la locale sezione dell’A.N.P.S. non ha permesso di ricavare alcun’altra informazione più dettagliata a fronte di copioso materiale cartaceo di varia argomentazione depositato soprattutto all’Archivio di Stato. 

Da esso si è potuto espungere soltanto che l’organico della Regia Questura non supera negli anni Trentail centinaio di operatori e si suddivide in: 

  • Squadra Gabinetto: titolare di attività info-investigativa ad ampio raggio, congloba verosimilmente i compiti demandati attualmente alla moderna Squadra Mobile, Polizia Amministrativa e divisione Anticrimine;

  • Diurna/Notturna: effettua servizio H24 riconducibile all’attuale ufficio denunce con compiti di pronto intervento in caso di necessità. A partire dalla metà degli Anni Quaranta (e quindi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale) ha alle sue dipendenze un Nucleo Celere dislocato nel palazzo Wollemborg (vedi intra) per il disimpegno di servizi di ordine pubblico e dei c.d. “pattuglioni”;

  • Ufficio del Personale: tratta tutta l’attività burocratica e amministrativa del personale di p.s. in servizio;

  • Sezione O.V.R.A. (a partire dagli Anni Trenta e fino al 25.04.1945): L’Organismo di Vigilanza e 

Repressione Antifascismo voluto da Mussolini affianca la Squadra Gabinetto nelle peculiari attività ad 

esso demandate. Di tale sezione tuttavia si trova traccia unicamente in alcuni testi di carattere storiografico e solo con riferimenti de relato.

 

Notizie più dettagliate emergono a partire dalla fine degli Anni Trenta e – soprattutto – dal periodo 

successivo all’Otto Settembre 1943, con la costituzione nel Nord Italia della Repubblica Sociale Italiana. 

In questo è stata particolarmente utile e proficua la consultazione dei Notiziari della Guardia Nazionale 

Repubblicana che costituiscono una sorta di “mattinale” delle attività di sicurezza di quel periodo. 

La Regia Questura di Padova muta la sua denominazione in Questura Repubblicana il 12 settembre 

1943 subito dopo l’instaurazione della R.S.I. e del relativo Ministero dell’Interno ubicato inizialmente a 

Valdagno (VI). Al suo vertice – così come per tutte le questure – viene posto un Questore repubblichino direttamente nominato da Benito Mussolini e proveniente dai ruoli militari o prefettizi del regime: il Tenente Colonnello Nino Gaetano Palmeri (dal 17 aprile 1944 al 25 aprile 1944) che sostituì il predecessore commendatore Baldassarre Agugliaro (rimosso il 1° febbraio 1944). Nei periodo di vacanza della figura ufficiale di un questore, il dicastero risulta essere retto in via temporanea da funzionari repubblichini di regime nominati pro-tempore e rapidamente sostituiti. 

Già nei primi anni Quaranta la questura risulta trasferita presso palazzo Wollemborg e subisce una 

radicale rivisitazione nel suo organigramma: i normali organi di polizia vengono affiancati da quelli più 

schiettamente di regime, vale a dire un Comando della Guardia Nazionale Repubblicana, una sede 

di manipolo di Camicie Nere oltre a uffici di varia natura che fungono da collegamento tra la periferia 

e gli organi centrali della RSI. Va precisato che la G.N.R. e il manipolo di Camicie Nere occupavano 

edifici diversi da quelli della questura. Non sono stati rinvenuti riferimenti di alcun genere all’altro 

organo di polizia fascista, la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, la cui operatività nella 

provincia viene comunque confermata in sede storiografica con riferimento soprattutto alla vigilanza 

degli scali ferroviari.

Grazie ai Notiziari consultati, possiamo tracciare tre grossi filoni di attività di polizia: 

  • quella relativa al contrasto della microcriminalità e criminalità organizzata (di esclusiva 

spettanza della neonata Polizia Repubblicana, diretta derivazione del collaterale Corpo degli Agenti 

di Pubblica Sicurezza attivo nel resto d’Italia);

  • quella di gestione dell’ordine pubblico e del contrasto all’antifascismo che vede una minima attività della Polizia Repubblicana, affiancata e spesso soverchiata dalla G.N.R. e dalle Camicie Nere;

  • quella di gestione delle deportazioni e, più in generale, dell’applicazione delle famigerate leggi razziali, affidate a organi misti italo-tedeschi genericamente definiti “di polizia” i cui membri trovavano appoggio logistico ANCHE presso la questura. Abbiamo ad esempio notizie di tumulti in piazza Mazzini nell’ottobre 1944, sedati dall’intervento di due squadre di Camicie Nere ai comandi di un capomanipolo: nessuna traccia ufficiale di Polizia strictu sensu.

Come anticipato, in tale periodo la questura repubblicana di Padova viene anche utilizzata come base 

d’appoggio dai collaterali organi di polizia nazista dell’esercito tedesco: troviamo tracce di squadre di 

Ordnungspolizei(acronimo OR.PO.) con compiti esclusivi di rastrellamento di ebrei destinati alla 

deportazione nei campi di sterminio e, più in generale, di repressione di qualsivoglia attività sovversiva, ma non abbiamo trovato testimonianze di una dislocazione stabile di tali squadre in Padova. Del resto, in questo periodo non è chiara la suddivisione di competenze tra la Polizia Repubblicana, la G.N.R., le Camicie Nere e la OR.PO.: le cronache sono spesso generiche, superficiali e sottoposte a rigida censura che lascia trapelare solo le notizie approvate dagli organi di regime. Nel 1943, ad esempio, la vecchia sinagoga del ghetto ebraico di via San Martino e Solferino viene rastrellata e incendiata: di tale attività viene dato conto in cronaca in modo abbastanza sbrigativo, attribuendone la paternità a generiche “squadre fasciste”; la storiografia specifica sull’argomento attribuisce invece le nefande gesta a gruppi misti comandati dalla OR.PO. e con la partecipazione diretta di organi di regime.

Molto di più si ricava dai testi storici depositati presso la locale biblioteca della facoltà di Scienze Politiche e che trattano delle attività di regime nel Padovano. Purtroppo va segnalato che Padova fu 

sede di una delle peggiori “bande” genericamente definite “di polizia”, ma che in realtà con il concetto 

di pubblica sicurezza non avevano nulla a che spartire. In via Loredan, nell’attuale sede dell’Istituto d’Arte “Selvatico” fu attiva dal 1944 al 1945 la “banda Carità” che trasformò la struttura in quello che fu soprannominato tristemente “palazzo delle torture”.

 

Molte notizie, soprattutto dalla stampa dell’epoca, iniziano a trovarsi a partire dalla fine del 1945 quando, dopo la dissoluzione della R.S.I., la questura di Padova torna per breve tempo a essere denominata Regia Questura e poi, dopo il referendum istituzionale che sancì l’avvento della forma di Repubblica, semplicemente Questura di Padova. Il personale militare di p.s. già appartenente al Corpo degli Agenti di P.S. (ante 1943) e poi alla Polizia Repubblicana (1943 – 1945) viene fatto transitare sotto il comando del Corpo delle Guardie di P.S. inquadrato militarmente nelle Forze Armate. La questura viene dotata di nuovo personale direttivo civile del ruolo dei Funzionari e Commissari di Pubblica Sicurezza che, per le attività istituzionali, dispone dapprima di un Nucleo Celere di P.S. di stanza nello stesso Palazzo Wollemborg e successivamente (a partire dal 1947) anche della 3° Compagnia Celere di P.S. dislocata nella caserma di via Configliachi e agli ordini del capitano Gaetano Genco. Questa 3° Compagnia Celere (dipendente all’inizio dal 5° Reparto Mobile di Vicenza) diventerà autonomo Reparto Celere Guardie di P.S. Centrali già nel 1948 e poi, dal 1954, il glorioso 2° Reparto Celere di Padova.

Nelle cronache dell’immediato dopoguerra troviamo tuttavia ancora riferimenti a “uffici di polizia” in via 

Euganea: con ogni evidenza, il trasferimento alla struttura di palazzo Wollemborg non fu nè totale né 

immediato; anzi, appare verosimile il mantenimento di uffici decentrati a causa della peculiare struttura 

di riviera Ruzante che non permetteva già all’epoca una reale unificazione della questura. Non è nota la data di effettiva cessazione dell’operatività degli uffici di via Euganea.

Nel 1954, grazie alla costituzione del 2° Reparto Celere che accentra in esso l’esclusività dei servizi 

di ordine e soccorso pubblico alle dirette dipendenze del Ministero dell’Interno, il Nucleo Celere di stanza in questura assume la denominazione di Comando Gruppo Guardie di P.S. e passa 

definitivamente sotto il comando diretto del Questore per compiti più marcatamente di contrasto alla 

microcriminalità e di controllo del territorio.

L’organico della questura di Padova viene progressivamente implementato anche grazie all’assunzione di guardie ausiliarie (o “aggiunte”) avvenuto con decreti prefettizi legati a particolari esigenze locali. In pratica il Prefetto, mediante apposito decreto, assumeva una determinata aliquota di guardie e sottufficiali con una sorta di “contratto a termine” notiziandone il Ministero solo per conoscenza: si può dire, la prima forma di precariato della Polizia italiana. Se al termine delle esigenze di servizio per cui erano stati assunti non fosse stato ancora indetto (e superato) il relativo concorso pubblico, questi uomini sarebbero stati collocati d’ufficio in congedo. In questo modo Padova (tra questura e Compagnia Celere) arrivò a superare le 500 unità operative già nel 1950.

Proprio su questo periodo abbiamo trovato testimonianze dirette di alcuni “veterani” in pensione che ci 

permettono di ricostruire la struttura logistica della questura: il portone di accesso in legno (che si affaccia tuttora su riviera Ruzante) è il medesimo che si può notare oggi a fianco dello sportello per cittadini stranieri. Al suo interno, un porticato alla cui sinistra erano ubicati il corpo di guardia, la diurna/notturna e le camere di sicurezza, mentre alla destra vi era un primo accesso sia agli uffici che allo spaccio-bar (in cui era stato ricavato nel tempo una sorta di minimarket denominato “spaccio-famiglia” in cui il personale di p.s. e i propri congiunti potevano acquistare generi di prima necessità a prezzi agevolati); oltrepassando il porticato si accedeva ad un cortile interno ove erano parcheggiati i mezzi di servizio sia della questura che del Nucleo Celere – Comando Gruppo Guardie: quest’ultimo occupava con i suoi uomini alcune stanze dell’attuale Ufficio Sanitario, con annesse camerate ai piani superiori. 

La struttura era dotata anche di cucina e di una piccola mensa di servizio per il personale accasermato.

Negli anni Cinquanta la dislocazione di palazzo Wollemborg – già di proprietà della Provincia cui il 

Ministero pagava l’affitto – diventa obsoleta e troppo piccola per ospitare tutti gli uffici. Si procede quindi alla ristrutturazione di un vecchio convento collocato a fianco del palazzo Wollemborg, adattato e trasformato in un nuovo complesso destinato a ospitare tutte le articolazioni della questura. 

Lo stabile, anch’esso di proprietà della Provincia al pari di palazzo Wollemborg, viene concesso in 

locazione al Ministero dell’Interno con contratto novennale sottoscritto in data 20 ottobre 1964, 

quando i lavori di ristrutturazione dovevano essere pressochè finiti. Di quest’ultima attività abbiamo 

poche notizie ufficiali a causa delle lacune nella conservazione dei numeri de Il Gazzettino degli

Anni Sessanta e dell’assenza di documentazione in merito. I lavori, iniziati alla fine degli anni 

Cinquanta sotto l’egida del questore Elvio Catenacci, si concludono verosimilmente nel 1964, visto 

che in data 1 novembre di quell’anno viene sottoscritto dall’Ufficio Tecnico Erariale un verbale di 

conformità e consegna dello stabile al Ministero dell’Interno. Accanto ad esso continua a permanere operativa la vecchia struttura di palazzo Wollemborg che viene assegnata in via prevalente agli uffici della Squadra Mobile.

In tale periodo (1965) la questura di Padova si articola nei seguenti settori:

  • Squadra Gabinetto: titolare di attività info-investigativa, stavolta molto più simile per compiti e 

peculiarità all’attuale Divisione Anticrimine;

  • Squadra Mobile: articolata in sezioni sia di pronto intervento (successivamente definite 

“Squadra Volante” a partire dalla fine degli anni Sessanta), sia di investigazione specifica sulla 

criminalità;

  • Divisione Polizia Politica: equivalente all’attuale D.I.G.O.S., effettua attività di informazione, 

investigazione e repressione delle crescenti manifestazioni di antagonismo politico;

  • Diurna/Notturna: si specializza maggiormente nella ricezione di denunce ed esposti, 

mantenendo l’orario di servizio H24. Al suo interno, sottufficiali di P.S. alle dipendenze di un Funzionario del ruolo Commissari; gestisce in prima battuta le pattuglie automontate, antesignane delle moderne volanti;

  • Polizia Amministrativa e Sociale: branca della vecchia Squadra Gabinetto, ora con connotazioni autonome in materia specifica della gestione di licenze amministrative, controlli dei locali ad esse sottoposti, infortuni sul lavoro, rilascio di passaporti e porto d’armi, applicazione generale del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, ecc.;

  • Squadra Stranieri: per la gestione dell’ingresso e della permanenza in Italia di cittadini stranieri;

  • Servizi ordinari: settore deputato alla vigilanza interna della struttura e al disimpegno dei servizi di ordine pubblico a fianco del reparto Celere. Un nucleo ordinari viene dislocato fino a tutti gli anni Settanta presso la Banca d’Italia per la relativa vigilanza.

La struttura logistica della nuova questura del 1964 era ben diversa da quella attuale: esternamente 

il palazzo rispecchiava i canoni estetici dell’epoca, pur nel mantenimento di alcuni classici elementi di 

facciata caratteristici quali trifore medievali e ampi soffitti ad arco. Non presentava l’odierna facciata a vetri (installata a seguito di nuovi lavori di restauro all’inizio degli anni Ottanta), ma normali finestre incardinate in telai di cemento armato. Come si desume dalla relazione dell’Ufficio Tecnico, era composta di:

  • Autorimessa: costituita da tre capannoni coperti a volta e collocata nell’attuale settore garages, 

era dotata di annessa autofficina gestita da personale specializzato del Corpo delle Guardie di P.S.;

  • Palazzetto medievale: costituito dal retro di palazzo Wollemborg, ospitava lo spaccio-bar e lo 

spaccio-famiglia già esistenti; conteneva un appartamento di servizio, la mensa e la cucina nonché

l’ufficio del capo-officina e una sala destinata agli autisti di turno;

  • Piano Terra: conteneva i locali di deposito materiale, magazzino, archivio e centrale termica;

  • Piano Rialzato: conteneva locali ad uso polizia con le camere di sicurezza e di restrizione; in 

altra ala (adiacente all’ampio atrio d’ingresso) si apriva il salone dell’ufficio passaporti e licenze, la 

guardiola del corpo di guardia e l’ufficio denunce (diurna/notturna);

  • Primo Piano: conteneva locali ad uso di polizia scientifica, l’ufficio del vice questore vicario, 

una sala stampa e gli uffici riservati al Corpo di Polizia Femminile;

  • Secondo Piano: conteneva gli uffici della segreteria del questore, l’ufficio del questore, l’ufficio 

del Capo di Gabinetto, una sala di attesa, una sala riunioni, l’ufficio del segretario particolare del questore; in altra ala affacciata su via Santa Chiara era stato ricavato l’appartamento del questore con 

ingresso diretto dal suo ufficio;

  • Terzo Piano: conteneva uffici di varia destinazione nonché 3 uffici teletrasmissioni e la sala radio.

    Il cortile interno era dotato di distributore di carburante con tre cisterne interrate per il rifornimento delle vetture di servizio.

 

La progressiva espansione sia nel numero di uomini, sia nelle attività di esclusiva pertinenza, nonché 

la necessità di adeguare alle mutevoli esigenze dei vari contesti storici, hanno portato la questura di 

Padova all’attuale dimensionamento, con una forza effettiva di oltre 400 uomini e donne impiegata nei 

relativi settori.

Le ricerche di materiale fotografico presso varie sedi hanno purtroppo dato esito negativo.

Per completezza, in allegato 1 si riporta l’elenco ufficiale dei Questori di Padova a partire dalla data di 

costituzione della Questura fino al gennaio 2013, data di inserimento di questo articolo.

Fonti consultate:

  • Il Gazzettino e Il Gazzettino di Padova, varie annate (presso biblioteca civica);

  • Il Resto del Carlino, varie annate (presso biblioteca civica)

  • Notiziari della Guardia Nazionale Repubblicana (presso Museo dell’Industria e del Lavoro di Brescia)

  • Mattinali della Questura di Padova (presso Archivio di Stato – Padova);

  • raccolta delle Gazzette Ufficiali, anno 1917 presso Archivio di Stato di Padova;

  • materiale testimoniale (si ringrazia il personale dell’A.N.P.S di Padova per la preziosa collaborazione);

  • testi storici presso Biblioteca della facoltà di Scienze Politiche;

  • relazioni tecniche depositate presso l’Ufficio del Catasto di Padova;

  • Memorie ai Caduti della Polizia di Stato – ed. Ministero dell’Interno;

  • Memorie storiche – Albo d’Oro – ed. Ministero dell’Interno;

  • consulenza dell’Ufficio Storico della Polizia di Stato.

 

 ALLEGATO N. 1

 ELENCO NOMINATIVO DEI QUESTORI DELLA PROVINCIA DI PADOVA AL 09.04.2014

  

  1. Cav. Uff. Marcello PENTIMALLI dal 30.11.1917 al 01.10.1919

  2. Cav. Uff. Leandro PACE dal 01.10.1919 al 29.08.1921

  3. Cav. Uff. Giuseppe ANNINO dal 29.08.1921 al 01.06.1922

  4. Comm. Giacomo FURIA dal 01.06.1922 al 23.03.1923

  5. Cav. Uff. Dr. Giuseppe PINI dal 23.03.1923 al 01.05.1924

  6. Comm. Dr. Francesco PALAZZI dal 05.05.1924 al 06.08.1928

  7. Comm. Avv. Alfredo GRANITO dal 06.08.1928 al 10.12.1929

  8. Cav. Uff. Armando GROSSI dal 15.12.1929 al 14.09.1931

  9. Comm. Dr. Emilio SILVESTRI dal 03.10.1931 al 09.01.1940

  10. Comm. Dr. Ettore MESSANA dal 09.01.1940 al 30.05.1941

  11. Comm. Baldassarre AGUGLIARO dal 30.05.1941 al 10.11.1941*

  12. Ten. Col. Comm. Nino Gaetano PALMERI dal 17.04.1944 al 25.04.1944

  13. Cap. Freg. Cav. Uff. Guido SANTINI dal 01.05.1945 al 10.07.1946*

  14. Comm. Dr. Antonio SOLINAS dal 10.07.1946 al 04.04.1949

  15. Comm. Dr. Vincenzo DE FRANCHIS dal 04.04.1949 al 25.11.1955

  16. Comm. Dr. Alfredo INGRASSIA dal 25.11.1955 al 26.01.1958

  17. Comm. Dr. Giuseppe LUTRI dal 26.01.1958 al 20.06.1960

  18. Comm. Dr. Giuseppe GALASSO dal 09.09.1960 al 10.12.1960

  19. Comm. Dr. Elvio CATENACCI dal 10.12.1960 al 20.06.1964

  20. Comm Carmelo CANNARELLA dal 20.06.1964 al 20.07.1965

  21. Comm. Dr. Salvatore PAVONE dal 20.07.1965 al 20.02.1967

  22. Comm. Dr. Ferruccio ALLITTO BONANNO dal 20.02.1967 al 04.03.1969

  23. Comm. Dr. Federico MANGANELLA dal 05.03.1969 al 01.02.1976

  24. Comm. Avv. Italo FERRANTE dal 02.02.1976 al 09.01.1979

  25. Comm. Dr. Giovanni POLLIO dal 10.01.1979 al 19.08.1981

  26. Comm. Dr. Gianfranco CORRIAS dal 20.08.1981 al 22.07.1984

  27. Comm. Dr. Alessandro MILIONI dal 23.07.1984 al 09.03.1987

  28. Prof. Dr. Renato SERVIDIO dal 10.03.1987 al 13.11.1988

  29. Comm. Dr. Renato CAPASSO dal 14.11.1988 al 03.01.1990

  30. Comm. Dr. Elio ROMANO dal 04.01.1990 al 30.06.1991

  31. Comm. Dr. Giuseppe GRASSI dal 01.07.1990 al 09.04.1995

  32. Comm. Dr. Francesco FARANDA dal 10.04.1995 al 09.03.1997

  33. Comm. Dr. Romano ARGENIO dal 10.03.1997 al 03.07.2000

  34. Comm. Dr. Pier Francesco GALANTE dal 06.07.2000 al 31.03.2001

  35. Dr. Rodolfo POLI dal 02.04.2001 al 27.07.2003

  36. Comm. Dr. Giuseppe CARUSO dal 28.07.2003 al 11.01.2005

  37. Comm. Dr. Alessandro MARANGONI dal 12.01.2005 al 24.08.2008

  38. Comm. Dr. Luigi SAVINA dal 25.08.2008 al 27.08.2011

  39. Comm. Dr. Vincenzo MONTEMAGNO dal 28.08.2011 al 9 gennaio 2014

     

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...