Orazio Petralia: provvisorio

Orazio Petralia: provvisorio

di Lorenzo Della Frattina

 

 

Il necrologio sul “Popolo del Friuli” del 26 Settembre 1944, recitava testualmente e tristemente

Dopo lunghe sofferenze si è spento serenamente ORAZIO PETRALIA – Ne danno addolorati il triste annuncio il cugino Sarino e l’amico Gioacchino Puglia —– I funerali seguiranno il 28 corrente alle ore 9, partendo dalla Questura,, Udine, 23.09.1944 – Luigia Bacchetti e famiglia partecipano con dolore a quanti lo conobbero per la perdita di ORAZIO PETRALIA”

L’atto di morte n.870 parte 2^Serie B anno 1944, del comune di Udine, recitava che, alle due e trenta della notte del 25 Settembre,il ventiseienne nato a Giarre, in provincia di Catania e residente in Udine, celibe, era deceduto. E, dall’atto si capisce morì in un luogo di cura, esattamente l’Ospedale Militare, dopo quelle sofferenze che iniziarono un caldo pomeriggio di un mese prima, il 24 Agosto. Orazio Petralia, ragazzo del Sud guardia della Polizia Repubblicana presso la Questura udinese, partì su un torpedone assieme ad altri quattordici colleghi per la zona pedemontana alla ricerca di un autocarro di derrate sottratto da ribelli. E, alle porte di Faedis, l’agguato, i colpi che si fanno gragnuola : feriti gravissimi il brigadiere Salvatore Riggi e il vicebrigadiere Vittorio Squarzolo, che verrà dichiarato morto in un ospedale ad Udine alle 19.45 dello stesso giorno. Un agente fu catturato e seviziato- i resti vennero rinvenuti negli anni’50 – ed una coraggiosa guardia, forse proprio il Petralia, per quanto ferito gravemente, riusci’ con una disperata manovra, colpito ad un braccio e con un tremendo squarcio alla bocca, a ripiegare verso il capoluogo. Il resto fu sangue, grida, sofferenza e la serena morte, semprechè serena sia stata davvero.

Orazio Petralia non raggiunse più la sua Sicilia, fu sepolto nel cimitero urbano di San Vito, il cimitero principale di Udine, ai bordi di un vialetto sereno tra i cipressi: pur non sapendo nulla di lui e della sua breve, tragica esistenza, durante una lunga permanenza friulana ero solito ogni tanto recarmi in quel camposanto . A fianco di Petralia vi era un giovane milite della GNR Postale, poco piu’ dietro le tombe di due Vigili del Fuoco e di un giovane legionario della “Tagliamento”.Erano i primissimi anni ’80, ma, quello che piu’ mi incuriosi’ della sepoltura di Orazio era la lapide, semplice, modesta, sulla gettata di cemento, una lapide con una scritta , una postilla “provvisorio”, un “provvisorio” che strideva con tutti gli anni trascorsi.

E, provvisorio vi rimase per giorni, mesi, settimane : forse la signorina Bacchetti che partecipo’ al necrologio, portava un mazzo di fiori, forse era un’amica o forse piu’ in quelle notti di coprifuoco.,,,

Orazio Petralia era caduto in guerra, per cause di guerra, anima provvisoria nella vita terrena, Provvisorio in attesa di un definitivo che arrivò nell’Aprile del 1998, il quindici esattamente, pochi giorni dopo quello che avrebbe voluto essere in vita il suo ottantesimo compleanno., si’, perchè quel giorno di primavera la tomba fu aperta ed i poveri miseri resti non ebbero una sepoltura perpetua, ma collocati in quel calderone indistinto che è l’ossario comune.

Fu un “errore di sbaglio” confinarlo li’, dimenticato, e non dargli una perpetua degna sepoltura?

Non lo sapremo mai, forse.

Piu’ giu’, lungo il muro di cinta, riposa in una celletta il brigadiere Riggi, romano, unitamente alla consorte. Chissà che avrà pensato, quel giorno del 1998 nel vedere il suo subalterno cadere definitivamente nell’oblio. Sono sicuro, tra la quiete dei cipressi, come avranno potuto, si saranno guardati per l’ultima volta, con la certezza che piu’ sopra, dove esiste l’Eterno e dove sicuramente vivono nella luce perpetua, nulla avrebbe piu’ avuto scadenza o carattere provvisorio.

 

Per la Redazione Polizianellastoria: Lorenzo Della Frattina

 

Scheda del Caduto, qui

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