Il controllo dell’etere

IL CONTROLLO DELL’ETERE

La “caccia alle spie” nel periodo della guerra fredda

di Gianmarco Calore

 

Un’antenna cubical quad per collegamenti in onde corte: il simbolo di ogni radioamatore

 

Radioamatori: oggi parliamo di loro. 

I radioamatori sono una categoria di appassionati di radiantismo tuttora pressochè sconosciuta alla maggior parte della popolazione. Di loro si sente parlare quasi esclusivamente in caso di calamità naturali, quando questi veri e propri esperti balzano alla ribalta della cronaca mettendo a disposizione le loro risorse e la loro bravura per assicurare i collegamenti e le comunicazioni tra i soccorritori. Passata l’emergenza, ritornano nel loro mondo semi-sconosciuto fatto di radio, antenne, valvole, transistor, circuiti, autocostruzione, sperimentazione…. Oggi, poi, nell’era di internet, degli i-phones, dell’informazione mordi-e-fuggi, la loro presenza viene da molti considerata – sbagliando – come quella di un dinosauro: un essere fuori dal tempo, quasi da compatire.

Per diventare radioamatore, ancora oggi il candidato deve superare un esame (decisamente più semplice rispetto a un recente passato, in cui era prevista la conoscenza anche della telegrafia, con apposita prova pratica abbinata a quella teorica) in cui occorre dimostrare la conoscenza delle nozioni-base di radiotecnica, regolamento, elettronica applicata alle radiocomunicazioni. Il superamento di questo esame, tenuto presso i vari Ispettorati Territoriali del Ministero delle Comunicazioni, prevede il rilascio della Patente di radioamatore e di un’autorizzazione generale (chiamata un tempo “Licenza”) che contiene tra l’altro un nominativo di identificazione dell’operatore e della sua stazione radio, nominativo rilasciato dal ministero delle Comunicazioni e riconosciuto a livello internazionale. Da quel momento, il radioamatore può iniziare a tempestare l’etere con le sue chiamate alla ricerca dei collegamenti più lontani. Nell’iter preliminare al rilascio intervengono i pareri anche del Ministero dell’Interno e di quello della Difesa, antichi retaggi di ataviche paure governative.

 

 

 

 

 

 

 

 

  

La patente di radioamatore: dopo il suo conseguimento è possibile richiedere la licenza che contiene il nominativo radio da usare nei collegamenti

 

Ed è proprio da qui che parte la nostra storia. Sì, perchè se oggi i radioamatori sono visti con benevola indulgenza, addirittura con una loro precisa collocazione normativa e di mansioni, soltanto negli anni Cinquanta…. beh… fare i radioamatori era il modo migliore per attirarsi controlli e verifiche continue: era il periodo più acceso della “guerra fredda” e un apparato a onde corte collegato a un pezzo di filo piantato nell’orto era l’ideale per comunicare a distanze colossali con semplicità. Magari proprio con quella Russia che tanto spaventava.

Il regolamento del resto parlava chiaro: erano ammessi collegamenti nelle bande di frequenza autorizzate, aventi a oggetto ESCLUSIVAMENTE argomenti di carattere tecnico e di sperimentazione. Il singolo radioamatore aveva l’obbligo di tenere sempre aggiornato il cosiddetto “quaderno di stazione” (oggi molto più modernamente conosciuto come Logbook) registrando orari di inizio e fine del collegamento, il nominativo collegato, le generalità dell’operatore, la frequenza usata; era poi buona norma scambiarsi la famosa “cartolina” (chiamata in gergo QSL) a comprova dell’avvenuto collegamento. Tutta questa documentazione, in auge ancora oggi, aveva valore legale e doveva essere messa a disposizione delle autorità in caso di controllo. E di controli ce n’erano….

 

 

 

 

 

 

 

 

  

La cartolina qsl che viene scambiata tra radioamatori per la conferma dell’avvenuto collegamento: essa costuisce anche prova legale da esibire alle autorità unitamente al quaderno di stazione

 

Quello che molti tra gli stessi radioamatori non sanno è che oltre al famigerato “Escopost” (l’ispettivo delle Poste, spauracchio di ciascun radiantista), presso il Ministero dell’Interno – Dipartimento della P.S. era attivo H24 un centro ascolto radio composto anche da operatori specializzati del Corpo delle Guardie di P.S. con il compito di monitorare il contenuto delle comunicazioni radio su scala nazionale, sia in fonia che in telegrafia. Perchè, come anticipato, in quegli anni essere radioamatore andava molto vicino a essere considerati spie. L’ampiezza di questa attività di controllo era nota solo in parte ai radioamatori, categoria di cui mi fregio di appartenere. Si sapeva insomma dell’esistenza di un “grande fratello” in ascolto. E si rigava dritti, ne andava di quel sudatissimo pezzo di carta chiamato “Licenza di impianto ed esercizio di stazione di radioamatore”. Inoltre, fino all’inizio degli Anni Novanta le sanzioni a carico dei contravventori che abusivamente avessero esercitato una stazione di radioamatore erano anche di carattere penale, oltre che di cospicuo carattere economico….

Ciò che invece non si sapeva nella sua interezza era la reale portata di questi controlli. E men che meno il lavoro certosino di informative che intercorrevano tra i vari uffici per l’identificazione di quei radioamatori il cui comportamento suscitava anche soltanto qualche sospetto. E di sospetto ce n’era tantissimo, alimentato anche da alcuni buontemponi che effettuavano collegamenti con nominativi inesistenti o appartenenti ad altri, a loro volta ignari di questo abuso.

 

Uno dei furgoni – laboratorio usati dall’Escopost per il rintraccio delle fonti di disturbo e delle stazioni radio abusive: a bordo, il meglio della tecnologia del settore: analizzatori di campo, analizzatori di spettro, frequenzimetri, partitori…. Sul tetto del mezzo possono essere di volta in volta montati svariati tipi di antenne, anche mediante l’uso di un palo telescopico. 

 

E’ capitato dunque che, nel corso di uno scarto di materiale di archivio, abbia potuto leggere fascicoli dei primi anni Cinquanta e degli anni Sessanta aventi per oggetto proprio questi controlli. E ciò che mi ha colpito è stata la precisione certosina addirittura nelle trascrizioni delle comunicazioni radio, a loro volta registrate su nastro magnetico. Se poi il collegamento avveniva su grosse distanze (ad esempio tra un radioamatore di Torino e uno, diciamo, di Bari), i successivi accertamenti coinvolgevano praticamente tutte le Forze di Polizia: Prefetture, Questure, Carabinieri, Commissariati….

Di seguito riportiamo l’estratto di alcune di queste attività, suddivise per fascicolo: il contenuto è divulgabile in quanto le Commissioni per lo Scarto d’Archivio hanno decretato il non interesse al mantenimento del materiale, destinato quindi al macero. Abbiamo volutamente mantenuto in chiaro le generalità dei soggetti coinvolti proprio per garantire la massima trasparenza su atti che non hanno più alcun interesse legale, ma solo ed esclusivamente storico. Per facilitare la lettura e la comprensione di alcuni tecnicismi, gli stessi verranno spiegati tra parentesi quadre con l’indicazione n.d.a..

 

 

 

 

 

 

  

Il presidente della Repubblica Francesco Cossiga, uno dei più illustri radioamatori italiani. Nominativo I0FCG

 

Primo fascicolo

10 marzo 1961 – Radioamatore sconosciuto con sigla I1KYH [leggasi Italia 1 Kilo York Hotel ove I indica sempre la nazione di appartenenza; 1 il suffisso numerico unico per tutti i radioamatori italiani fino alla fine degli anni Sessanta quando fu sostituito dalla prima cifra dei rispettivi CAP; KYH lettere casuali attribuite dal Ministero PP.TT. alla singola stazione: fino agli anni Settanta rispecchiavano in genere il nome-cognome del radioamatore, successivamente divennero totalmente casuali, n.d.a.]

Il 6 marzo 1961 Il Servizio Tecnico del Ministero dell’Interno – Direzione Generale della P.S. invia una Riservata alle Prefetture di Padova e Cosenza:

“Con preghiera di accertamenti e notizie, si trasmette copia di una intercettazione dalla quale si rileva che un radiante sconosciuto alle ore 14.50 del giorno 27 febbraio u.s. ha effettuato un collegamento r.t.f. [radio-trasmittente fonia, n.d.a.] con il radioamatore autorizzato Levorato Giorgio, da Padova (I1LOD), al quale per lo scambio della carta QSL (cartolina di informazioni in uso fra radioamatori) ha fornito il seguente indirizzo: “stazione I1KYH, Roberto Prazzi, Paola (Cosenza)”. Pel Ministro.

Segue il testo dell’intercettazione, ore 14.50 del 27.2.61 sulla frequenza 15150 Kc/s [kilocicli/secondo]

I1LOD da I1KYH

Ok Giorgio, ti ringrazio moltissimo per avere risposto alla mia chiamata. 73 cordialità [73 è il codice per il saluto, n.d.a.]. Sono molto lieto di questo nostro primo QSO [collegamento, n.d.a.]. Il controllo per te è di 5/9+ [5 è il valore massimo della qualità di modulazione; 9+ è il valore massimo dell’intensità del segnale ricevuto in base alla scala di misurazione dell’apparato ricevente, n.d.a.], ottima la modulazione. Il mio nome è Roberto, il QTH [luogo da cui si trasmette, n.d.a.] Paola (Cosenza). Amico Giorgio, ti ripasso il micro. Cambio. K.

(I1LOD non si sente)

I1LOD da I1KYH

Ok giorgio, la mia stazione [stazione radio, n.d.a.] è una costruzione momentanea in attesa di mettere su un Rac [marca di una delle linee di apparati più diffuse all’epoca, n.d.a.]. La passione è molto forte e non posso stare senza trasmettere. Ti ripeto, il mio nome è Roberto Prazzi. Se vuoi inviarmi la tua QSL via diretta alla stazione I1KYH, Roberto Prazzi in Paola (Cosenza) mi arriverà senz’altro e mi farà molto piacere. Io farò altrettanto, oppure la inviaerò via ARI [Associazione Radioamatori Italiani, n.d.a.], come meglio desideri. Le mie condizioni di lavoro sono: trasmettitore con 6L6 [tipo di valvola, n.d.a.], modulatore VFO Geloso con una 807 nel passo finale, 500 volts di anodica……(coperto da QRM [rumore di fondo, n.d.a.] )

La Squadra Gabinetto della Questura di Padova convoca quindi il radioamatore I1LOD Giorgio Levorato nei propri uffici per essere sentito in merito e il 17 marzo 1961 scrive al Ministero:

In relazione alla nota suindicata si comunica che il radiante Levorato Giorgio di Amedeo, nato a Vigonza il 6.7.1936, qui residente in via Belle Parti n. 5, indicato con il nominativo di stzione I1LOD, opportunamente interpellato, ha confermato di avere avuto un collegamento r.t.f. il 27 febbraio u.s. con un radioamatore sconosciuto annunciatosi come Roberto Prazzi, nominativo di stazione I1KYH da Paola (Cosenza). Ha soggiunto che non avendo ricevuto finora la cartolina di informazioni QSL, non è in grado di fornire precise notizie atte a favorire il rintraccio del Prazzi. Il Maresciallo di P.S.

Analogamente, la Prefettura di Cosenza in data 3 aprile 1961 notizia il Ministero in questi termini:

In riferimento alla ministeriale sopradistinta, si comunica che dagli accertamenti fatti eseguire in Paola non si è potuto rintracciare la persona rispondente al nome di Roberto Prazzi. L’unico radioamatore in Paola è il sig. TODARO Arturo di Ernesto e di Santoro Enrichetta, nato a Spazzano Albanese il 20.10.1921, residente in Paola – rione Piano Torre, capostazione FF.SS. presso quello scalo ferroviario, il quale ha avuta assegnata la sigla ZRJ per il suo apparecchio radiotrasmittente. E’ in possesso di licenza rilasciata in data 28.12.1956 dal Ministero PP.TT. – Servizio Radio. E’ di buona condotta in genere e non consta che abbia effettuato il noto collegamento. Per l’intercettato collegamento r.t.f. del radioamatore Levorato Giorgio da Padova, via Belle Parti n° 5, è da supporre che il Roberto Prazzi sia qualche dilettante in trasmissioni del genere, ancora non autorizzato e che probabilmente, per provare il suo apparecchio, abbia comunicato detto nominativo e la falsa sigla. Non è stato possibile accertare più concrete notizie. Il Prefetto.

La pratica si chiude qui.

 

Secondo fascicolo

28 febbraio 1956 – Radioamatore sconosciuto dalla sigla GRO

Quel giorno il Servizio Tecnico del Ministero dell’Interno trasmette alle Prefetture di Padova e di Cremona la seguente riservata:

Come rilevasi dall’intercettazione che si unisce in copia, alle ore 13.17 del 11 c.m. sulla frequenza di 7100 Kc/s il radioamatore autorizzato Gazzaniga Giancarlo di Vittorio, domiciliato a Soncino in via 4 Novembre n° 6 si è collegato con un radiante sconosciuto che si è contrassegnato col nominativo di stazione I1GRO, il quale ha dichiarato nel corso delle trasmissioni di chiamarsi Roberto e di essere domiciliato a Piove di Sacco. Pregasi disporre gli accertamenti del caso per l’identificazione del predetto radiante che potrebbe identificarsi con Benvegnù Roberto di Piove di Sacco, già in possesso apparecchio ricetrasmittente. Pel Ministro.

Segue il testo dell’intercettazione:

I1ZBD per I1GRO

Molto bene, caro Carlo. Ho ascoltato il tuo disco ed ho notato un po’ di dispersione nella parte cantata, mentre la parte musicale è risultata ottima. Il mio QTH è Piove di Sacco. Spero che hai avuto OK. Arrivi molto bene. Continua a nevicare e qui si gela. Passami il tuo WX [condizioni atmosferiche locali, n.d.a.]. Le mie condizioni di lavoro sono a portata controllata con una 6S6 doppio triodo [particolare tipo di valvola sullo stadio finale dell’apparecchio, n.d.a.] (seguono dati tecnici).

I1GRO per I1ZBD

Ok, cento per cento malgrado il QRM [rumore di fondo, n.d.a.]. Grazie per i controlli che mi hai passato e l’OK per la distorsione. Ti rifaccio ascoltare una riproduzione…….. (segue QRM)……….Nevica da stamani e fa molto freddo. Abbiamo 2 gradi sotto zero………(ancora QRM)………

I1ZBD per I1GRO

………cinque metri esatti e la presa 0,70. Dimmi se così va bene l’antenna e poi faremo QRT [chiusura del collegamento, n.d.a.]. Avanti ZBD, GRO in tuo ascolto.

I1GRO per I1ZBD

Dimmi se mi mandi la QSL e dopo ti dirò per l’antenna, kappa.

I1ZBD per I1GRO

Se ti interessa te la mando senza meno. Avanti ZBD (segue regolare QSO [collegamento, n.d.a.] fino alle ore 13.32).

La Prefettura di Padova in data 28 marzo, sulla scorta degli accertamenti compiuti dalla Compagnia Carabinieri di Este, riferisce:

In relazione alla ministeriale a margine si comunica che gli accertamenti esperiti per l’identificazione del radioamatore in oggetto indicato hanno dato esito negativo. Certo Benvegnù Roberto, residente a Piove di Sacco, nel quale sarebbe stato identificato il radioamatore Roberto di Piove di Sacco, già detentore di apparecchio trasmittente e già in possesso di permesso radiantistico con decorrenza dal 1.11.1953 contrassegnato col nominativo I1ZVE, fin dal febbraio 1955 non è più in possesso di radio ricetrasmittente, poichè con i pezzi del predetto ha costruito un apparecchio ricevente.

A sua volta, la Prefettura di Cremona in data 21 febbraio comunica:

In relazione alla ministeriale sopra indicata si comunica che gli accertamenti esperiti per l’identificazione del radioamatore in oggetto indicato hanno dato esito negativo. Il radioamatore Gazzaniga Giancarlo di Vittorio, domiciliato a Soncino – via 4 Novembre n° 6, contraddistinto dal nominativo ZBD, interrogato in proposito ha dichiarato che al momento del collegamento non sapeva che si trattasse di radioamatore non autorizzato e di avere ciò appreso da altri colleghi soltanto dopo l’effettuazione del collegamento. Egli comunque ha assicurato che, d’accordo con altri radioamatori autorizzati, cercherà di localizzare la posizione dello sconosciuto per informarne subito, in caso positivo, quest’Ufficio. Il Prefetto.

Anche in questo caso, il fascicolo si chiude senza alcun epilogo.

Terzo fascicolo

19 gennaio 1960: Radioamatore sconosciuto I1CRM.

Molto più corposa per il numero di Prefetture interessate la riservata che il Ministero dell’Interno – Servizio Tecnico invia alle sedi di Ravenna, Torino, Forlì e Padova.

Come rilevasi dall’intercettazione che si unisce in copia, alle ore 15.05 del 7 corrente sulla fequenza di 7080 Kc/s un radiante sconosciuto che si è qualificato con nominativo di stazione I1CRM e ha dichiarato di chiamarsi Giorgio e di risiedere a Cervia, viale Lungomare, ha effettuato un collegamento r.t.f. con i radioamatori autorizzati Basili Pellegrino da Forlì (nominativo I1BAP), Vicentini Giorgio da Padova (nominativo I1BLR) e Neri Nerio da Faenza (nominativo I1NE). Premesso che il nominativo I1CRM era un tempo assegnato all’ex radioamatore Burocchi Lorenzo da Rivoli, pregasi voler disporre gli accertamenti del caso al fine di addivenire all’identificazione del predetto radiante sconosciuto e riferire. Pel Ministro.

Segue il testo dell’intercettazione:

I1CRM da I1NE

Buon giorno Giorgio, lieto di collegarti per la prima volta. Mi pare che tu sei uscito da molto poco, non mi risultava che vi era I1CRM. Controlli per te 5/9, modulazione buona. Le mie condizioni di lavoro sono 50 watts…(seguono dati tecnici).

I1NE da I1CRM: emissione coperta da QRM.

I1NE da I1BAP: qui I1BAP chiede un OK.

I1BAP da I1NE

I1BAP hai fatto un po’ di QRM, forse non ha sentito il I1CRM. Caro Giorgio CRM, non ho avuto OK il tuo indirizzo per inviarti la cartolina QSL. Al prossimo giro me lo ripeterai. Ok le tue condizioni di lavoro, sebbene vi sia un po’ di QRM. Dimmi se conosci Orazio. I1BAP, il mio nome è Nerio e il QTH Faenza. I1BAP ti ripasso il micro e tu poi lo passerai a I1CRM (Como Roma Milano), kappa.

I1BAP: qui I1BAP vi dà OK. I1NE, controlli per te 5/9+. I1CRM non l’ho sentito molto bene. Il mio QTH è … (incomprensibile). Il mio nome è Rino; sono quasi nuovo dato che sono solo sei mesi che ho la patente. Non la faccio troppo lunga e passo il micro a I1CRM.

I1CRM non si sente, poi:

Attenzione QSO, qui I1CRM. Tanti 73 al nuovo arrivato I1BLR. Il mio QTH è cervia, provincia di Ravenna e il mio nome è Giorgio, il mio indirizzo è viale Lungomare…. (seguono disturbi).

Il 26 febbraio la Prefettura di Forlì risponde al Ministero:

In relazione alla ministeriale [omissis] del 14 gennaio u.s. si comunica che gli accertamenti esperiti per la identificazione del radiante sconosciuto indicato in oggetto hanno dato esito negativo. Il radioamatore Basini Pellegrino di Antonio residente a Forlì, nominativo I1BAP, interpellato in merito ha riferito di non aver avuto altri collegamenti con il radiante che ha dichiarato chiamarsi Giorgio nè di aver ricevuto dal predetto la cartolina QSL in uso fra i radioamatori. Il Prefetto.

Un mese dopo Torino relaziona al Ministero:

In riferimento alla nota sopradistinta si comunica che l’ex radioamatore Burocchi Lorenzo di Giuseppe e di Cavallo Teresa, nato a Rivoli il 5.11.1922, pur conservando tuttora la residenza in Rivoli, di fatto dal 1953 si è trasferito a Tortona. Durante la sua permanenza in questo capoluogo ha serbato regolare condotta in genere e, negli atti della locale Questura, non figurano precedenti a suo carico. La Prefettura di Alessandria è pregata di voler fornire le informazioni richieste con la ministeriale di cui si trasmette copia conforme, riferendo direttamente al Ministero e a questo Ufficio per conoscenza. Il Prefetto.

Sul Burocchi viene a sua volta interessata anche la Prefettura di Milano la quale il 16 maggio comunica:

In relazione alla nota della Prefettura di Alessandria n° 04332 del 16 aprile scorso si comunica che l’ex radioamatore Burocchi Lorenzo di Giuseppe nato a Rivoli il 5.11.1922 non è stato rintracciato a Monza. Lo stesso non figura iscritto nei registri della popolazione di quel Comune nè consta che abbia preso alloggio in alberghi o pensioni del luogo. Dai radioamatori di Monza il Burocchi è sconosciuto. Il Prefetto (stavolta, uno famoso: Vicari !!)

La Squadra Gabinetto della Questura di Padova relaziona in questi termini:

In relazione alla ministeriale sopradistinta si comunica che il radioamatore I1BLR Vicentini Giorgio di Ezio, qui residente in via Bigolino n° 6 , interpellato circa il collegamento r.t.f. avvenuto il 7 gennaio u.s. con il radiante sconosciuto I1CRM di Cervia ha dichiarato di non essere in grado di dare indicazioni utili per l’identificazione del predetto poichè il collegamento in questione è avvenuto casualmente. Il Vicentini ha inoltre precisato di non aver effettuato altri collegamenti r.t.f. col radiante sconosciuto. Il Maresciallo di P.S..

Anche in questo caso, il fascicolo non riporta alcun epilogo ulteriore.

 

Di fascicoli come questi ce ne furono tantissimi: solo nella mia provincia ne ho contati altri 12. Sono fascicoli che si assomigliano un po’ tutti, alcuni con autentiche comicità. Ecco come un radioamatore autorizzato – regolarmente intercettato dall’Ufficio Tecnico del Ministero dell’Interno il 10 ottobre 1962 alle 15:40 sulla frequenza di 7060 Mc/s – risponde proprio a un radiante abusivo che modulava con la sigla I1BA:

“Attenzione, I1 Boston America [fonetica del nominativo collegato, n.d.a.]. qui riprende I1ACW. OK carissimo amico il tuo QRA [nome dell’operatore, n.d.a.]: Dino Bertone via Roma, Cairo Montenotte (Savona). Per favore confermami il tuo nome Dino. Guarda, io è da cinque mesi che sono in aria e ho già collegato più di 30 OM [old man, radioamatori, n.d.a.] che non erano autorizzati, perciò mi sono fatto più furbo. Ti prego di inviarmi la tua QSL, poi io ti risponderò”.

 Ciò non gli evitò di incappare nell’ennesimo radioamatore abusivo. E nella convocazione in questura…..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

Una “linea” di apparati ricetrasmittenti Collins per radioamatori: così doveva apparire una stazione radio negli anni Sessanta. 

Potremmo dilungarci ancora molto riportando il contenuto di questi vecchissimi fascicoli, i cui verbali erano redatti nel migliore dei casi con macchina da scrivere, ma molto spesso addirittura a mano…. Gli esempi sopra riportati sono tuttavia sufficienti a tracciare il profilo di un’attività di controllo praticamente sconosciuta della nostra Pubblica Sicurezza. 

Certo, non sempre i controlli richiesti sortivano un esito negativo! Molto spesso il sale sulla coda del “radiante” abusivo sono riusciti a mettercelo! E lì iniziavano i guai, giudiziari e penali. Non ho trovato traccia di spie, ve lo dico subito…. Non escludo che la radio a onde corte possa essere stata usata anche per collegamenti che con la sperimentazione elettromagnetica avevano ben poco a che spartire. Ma dubito fortemente che un simile strumento possa essere stato usato in quegli anni per attività di spionaggio, non fosse altro che per la consapevolezza dei controlli e per l’ingombro delle apparecchiature.

Ciò che mi preme rimarcare è la capillarità, la precisione, ma soprattutto l’importanza che negli anni Cinquanta e Sessanta venivano date all’attività di monitoraggio e di radioascolto di una categoria di cittadini – i radioamatori – “colpevoli” solo di voler sperimentare una loro passione. Ma erano altri tempi…..

 

Gianmarco Calore (IW3HQD)

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